E’ una delle famiglie più numerose,  con 18 000 specie riunite in 650 generi, da cui l’uomo e gli animali hanno tratto alimenti, foraggio, spezie, profumi, oli. Comprende infatti  alberi con fusto legnoso quali il maggiociondolo e l’albero di giuda, rampicanti quali fagiolo, pisello, lenticchia, cece, erbe quali il trifoglio.  Carattere comune a questa famiglia è il frutto, un legume, composto da più semi racchiusi in un unico involucro lungo e pendente (baccello).

ALBERO DI GIUDA   (Cercis siliquastrum)

Sinonimi: Siliquastro, Albero della Madonna, Unghia di cavallo.   — Provenienza: Europa, Bacino del Mediterraneo, fino al Mar Nero — Famiglia: Fabaceae

Albero a foglie caduche,  alto dai 3 agli 8 m, con fusto per lo più irregolare e contorto; la corteccia è bruno-rossastra scura, liscia negli esemplari giovani , poi con fini screpolature; ha una chioma arrotondata, abbastanza densa, di colore verde chiaro con rami presenti a breve altezza.

Le foglie sono ad inserzione alterna, con un picciolo lungo, arrotondate cuoriformi o reniformi, di colore verde chiaro.

Fiori: compaiono nei mesi di marzo ed aprile, prima della comparsa delle foglie. I  fiori  ermafroditi sono riuniti in infiorescenze a grappolo (4-6). Sono presenti su tutta la pianta e hanno un colore rosa-violaceo.

Il frutto è un legume di circa 8-12 cm, appiattito,  che persiste sulla pianta per tutto il periodo invernale. I semi lenticolari sono bruno scuro.

Utilizzo/Particolarità: per la sua bella fioritura primaverile e per la resistenza all’atmosfera cittadina è molto impiegato per l’arredo urbano e nei parchi. Il legno di colore rossastro venato di scuro, è duro e viene utilizzato in ebanisteria.

Per saperne di più: Acta Plantarum ————– Wikipedia

MAGGIOCIONDOLO COMUNE  (Laburnum anagyroides) 

Sinonimi: Laburno, Avorniello, Cantamaggio   — Provenienza: Europa Meridionale, da sud ovest della Francia ai Balcani — Famiglia: Fabaceae

Arbusto o piccolo albero, alto dai 5 ai 10 m, con chioma irregolare e fogliame deciduo che può sfoggiare in primavera grappoli fioriti giallo oro che contrastano con le foglioline “a trifoglio” verde brillanti; il tronco è diritto, con rami ascendenti rivestiti di corteccia verde-marrone, liscia, i rami giovani invece sono penduli, tomentosi, di colore grigio-verde-argentato, biancastri all’estremità.

Le foglie composte sono lungamente picciolate, lunghe sino a 6 cm, alterne, trifogliate, ellittiche, a margine intero; la pagina superiore è glabra, quella inferiore è pelosa, verde-argentata.

I fiori ermafroditi sono di color giallo, profumati, riuniti in racemi pendenti e lunghi fino a 30 cm.

I frutti sono legumi piatti lunghi circa 5 cm e contengono molti semi bruni, velenosi.

Utilizzo/Particolarità: è impiegato per il consolidamento di scarpate e pendii. Il legno è molto duro e si conserva bene anche a contatto con il suolo, quindi viene usato come sostegno delle viti e pali per recinzioni. Il legno trova impiego in liuteria, soprattutto nella realizzazione di strumenti a fiato. L’albero è noto anche come falso ebano o avorniello (= simile all’avorio) perchè il legno di esemplari molto vecchi poteva essere utilizzato in sostituzione dell’ebano.

Per saperne di più: Acta Plantarum ————– Agricoltura.org

ROBINIA   (Robinia pseudoacacia)

Sinonimi: Gaggia, Acacia, Cascia, Falsa acacia, Acacia falsa, Falsagaggia.   — Provenienza: Stati Uniti centro-orientali — Famiglia: Fabaceae

Albero deciduo o cespuglio che può raggiungere un’altezza di 20 /25 m.  Il fusto è cilindrico, spesso biforcato, con corteccia rugosa grigio-bruna, fessurata da solchi verticali e profondi in maturità; la chioma è ramificata, spesso irregolare, di colore verde opaco. La parte alta del fusto e i rami giovani sono provvisti di robuste spine simili a quelle delle rose.

Le foglie sono decidue, alterne, imparipennate,  formate da 6 -7 coppie di foglioline di forma ovale, a margine intero, un po’ più chiare sotto.

I fiori sono bianchi, molto profumati, riuniti in racemi penduli lunghi fino a 25 cm, compaiono ad aprile- maggio.

I frutti sono legumi nerastri, coriacei, lunghi 5-10 cm;  contengono da 3 a 10 semi  e rimangono sulla pianta fino a inverno inoltrato.

Utilizzo/Particolarità:  venne introdotta in Francia nei primi anni del XVII secolo da Jean Robin, erborista, farmacista e curatore dell’Orto botanico del Re di Francia. Rimase una curiosità da giardino fino all’ultimo ventennio dell’Ottocento, quando venne impiegata per consolidare gli argini franosi lungo le nuove ferrovie. Questa pianta  migliora il suolo, in quanto ha la capacità di fissare l’azoto, e consolida con il suo solido apparato radicale i terreni franosi. I fiori, ricchi di nettare, permettono un’eccellente produzione di miele. Ora è diventato infestante.

Per saperne di più: Acta Plantarum ————– Wikipedia

SOFORA DEL GIAPPONE (Sophora japonica)

Sinonimi: Styphnolobium japonicum — Provenienza: Cina, Corea e Giappone (introdotto in epoca molto remota) — Famiglia: Fabaceae

Albero alto fino a 25 metri dal portamento elegante, diritto o sinuoso, con corteccia marrone-grigia, rugosa e screpolata. Ha una chioma larga dovuta alla fitta ramificazione dei suoi rami elastici e resistenti. Assomiglia molto alla Robinia ma non presenta spine e fiorisce in estate con pannocchie lunghe anche 20 cm. Nel nostro parco è presente un esemplare imponente che ha fiorito a fine giugno ed una piccola sofora che a fine luglio presenta una chioma molto fitta, ma senza fiori.

Le foglie   sono decidue, picciolate, alterne, imparipennate, lunghe fino a 25 cm, con 7-13 foglioline (massimo 17) da ovate a lanceolate con margine intero, lucide, di un bel colore verde acceso (più chiaro nella faccia inferiore) che in autunno assumono una bella tonalità giallo-oro.

I fiori  ermafroditi, di colore bianco-panna o crema, profumati, in genere si manifestano dopo i primi 10 anni della pianta e compaiono rigogliosi solo in calde estati, riuniti in vistose infiorescenze a pannocchia (nel nostro parco sono comparsi a fine giugno). Sono simili ma più piccoli di quelli della robinia.

I frutti sono “lomenti” ossia legumi segmentati in corrispondenza di ogni seme che viene liberato a maturità.

Utilizzo/Particolarità: Per il suo portamento elegante viene utilizzata a scopo decorativo in parchi e giardini. È pianta molto visitata dalle api che ne ricavano abbondante miele. Il suo legno è molto duro e resistente. Dai baccelli si estraggono pigmenti per colorare di giallo i tessuti.

Per saperne di più: Agraria.org ————– Wikipedia
Famiglia delle Fabaceae ( = Leguminosae)