Famiglia delle Corylaceae – Gruppi di Cammino di Bollate

CARPINO BIANCO  (Carpinus betulus)

Sinonimi: Carpino comune, Carpina   — Provenienza: Europa meridionale ed orientale — Famiglia: Corylaceae

Il carpino bianco è un albero poco longevo (come la betulla vive circa 120-150 anni), di media altezza (15–20 m) con portamento dritto e chioma allargata. La corteccia anche invecchiando si presenta liscia al tatto e di colore grigio cenere. Pianta molto robusta che tollera “tutto”: drastiche potature, capitozzature  e persino l’inquinamento delle città! Particolare la sua capacità di conservare le foglie secche sui rami per tutto l’inverno, fino allo schiudersi delle gemme in primavera.

Foglie:   alterne, ovato-oblunghe, lunghe 5-9 cm e larghe 2,5-5 cm, brevemente picciolate, con 10-15 paia di nervature (carattere distintivo rispetto al faggio selvatico che ne presenta solo 5-9 paia) ben visibili sulla pagina inferiore, apice a punta e margine fogliare con denti triangolari doppi e irregolari. Il colore è verde opaco superiormente, verde brillante nella pagina inferiore. Dalle gemme appuntite, lunghe 4-7 mm (decisamente più corte che nel faggio), nascono foglioline coperte inizialmente da peluria, di colore verde brillante che vira al verde bruno in piene maturità e giallo scure in autunno; possono rimanere sulla pianta per tutto l’inverno.

Fiori:   i fiori maschili e femminili (amenti) compaiono insieme alle foglie in aprile-maggio, sono di colore giallo-verdognolo e si ritrovano anche sullo stesso ramo.

Frutti:   caratteristici, di forma trilobata si sviluppano a coppie, in grappoli pendenti dove ogni frutto che diventerà seme è circondato da foglioline (brattee) asimmetriche : una fogliolina più lunga (2,5-4 cm) e due laterali con aspetto tricuspidato; rimangono a lungo sulla pianta, anche fino alla primavera successiva.

Utilizzo/Particolarità: legno compatto, resistente utilizzato in passato per i raggi delle ruote di carri, ingranaggi, mazzuoli e manici di attrezzi quali martelli, vanghe. Ottimo combustibile sfruttato per ricavarne carbone. La corteccia può essere utilizzata per tingere in giallo la lana. Le foglie erano utilizzate come foraggio per gli animali.
La varietà “piramidale”, con chioma più stretta e portamento eretto (fastigiata), è adatta  alle alberature stradali.

Per saperne di più: Acta Plantarum ————– Wikipedia

CARPINELLA (Ostrya carpinifolia)

Sinonimi: Carpino Nero — Provenienza: Europa Sud-orientale e Alpi Meridionali — Famiglia: Corylaceae (Betullaceae)

Albero che può raggiungere i 20 m con chioma piramidale e ramificazione fitta. Tronco diritto, non scanalato; corteccia: liscia e grigia nelle piante giovani, fissurata con placche squamose quando invecchia a differenza del Carpino Bianco. Può vivere 100 anni ed ha grande capacità pollonifera.
(Un esemplare è presente nel giardino della Scuola Primaria Montessori di Bollate)Foglie:  decidue, ovate lunghe 6-12 cm e larghe 3-6 cm con 12-15 coppie di nervature. Alterne sul ramo con picciolo di 1 cm. L’apice foliare è acuminato, la parte basale è arrotondata, il margine è doppiamente seghettato.

Fiori:   le infiorescenze maschili (amenti) sono lunghe fino a 10 cm, pendule, raccolte in gruppi di 2 o 3 restano esposte per tutto l’inverno; quelle femminili (spighe) sono più corte (3-5 cm) erette inizialmente, poi pendule. Fiorisce in aprile-maggio.

Frutti: infruttescenza molto caratteristica lunga 6 cm, a forma di cono, prima biancastra poi marrone chiaro, simile a quello del luppolo, che resta sull’albero anche dopo la caduta delle foglie. Ogni fiore femminile è avvolto da una brattea che, dopo la fecondazione, si ingrandisce e si rinchiude a sacco su se stessa. Questo sacco leggero facilita la disseminazione del frutto con il vento e protegge il seme durante le prime fasi della germinazione. La sua caratteristica infruttescenza lo differenzia con facilità dal Carpino bianco che, pur avendo foglie simili, presenta una brattea del frutto trilobata.

Utilizzo/Particolarità: Viene utilizzato come alberatura stradale, per la bellezza della chioma, densa in estate e colorata in autunno, per la particolarità delle sue infiorescenze che persistono durante l’inverno e la bellezza dei suoi frutti che restano sull’albero sino al tardo autunno.
In passato, il suo legno, rossiccio e duro, veniva impiegato nella produzione della carbonella e di legna da ardere. Di difficile lavorazione per la presenza di molte fibre irregolari.

Per saperne di più: Wikipedia ————–Agraria.org
Famiglia delle Corylaceae