Specie / Generi di Oleaceae presenti in questa pagina

  1. FRASSINO (genere)
  2. GELSOMINO GIALLO
  3. LIGUSTRO
  4. SYRINGA – LILLA’
  5. ULIVO

Le Oleaceae sono una famiglia che comprendono 27 generi e un numero elevato di specie, arbustive, rampicanti ed alberi ad alto fusto. In questa pagina ricordiamo i frassini (Fraxinus) e l’ulivo (Olea). Fra gli arbusti ricordiamo il ligustro (Ligustrum), il gelsomino giallo, il lillà (Syringa) utilizzate per scopo ornamentale.

Il genere Fraxinus è caratterizzato da foglie composte imparipennate; il frutto è costituito da samare semplici picciolate di circa 2-3 cm, contenenti unico seme, riunite in grappoli pendenti.

FRASSINO MAGGIORE (Fraxinus excelsior)

Sinonimi: Frassino comune, Frassino comune europeo, European Ash — Provenienza: Europa e regione caucasica — Famiglia: Oleaceae

Esemplari a Bollate: Parco Centrale, Scuola Montessori, Parco Camilleri

È un albero di notevoli dimensioni che raggiunge i 30 m di altezza con chioma ampia, slanciata e leggera; tronco dritto e cilindrico con corteccia dapprima liscia e olivastra, invecchiando assume tonalità grigio-brunastra con screpolature longitudinali. Cresce molto rapidamente in altezza e ha un sistema di radici superficiali molto estese tanto da limitare la crescita di alberi vicini.

Foglie: composte, lunghe fino a 40 cm, caduche, impari-pennate formate da 7-13 paia di foglioline sessili opposte, tutte prive di picciolo tranne l’apicale, sottili e appuntite (5-12 x 2-4 cm), minutamente seghettate di colore verde opaco sulla pagina superiore, più chiare su quella inferiore. Le foglie originano da gemme opposte di colore nero-bruno “a zampa di capriolo” (caratteristiche).

I Fiori compaiono prima delle foglie (a differenza dell’orniello). I fiori possono essere unisessuali (maschili o femminili) presenti nella stessa pianta su rami diversi o in piante diverse; inoltre può avere anche fiori che contengono organi riproduttivi maschili e femminili. I fiori sono piccoli, riuniti in mazzetti densi talora lunghi, partono lateralmente sotto le gemme laterali privi di calice e di corolla, con stami brevi e grosse antere (estremità ingrossata dello stame) di colore rosso. L’impollinazione è anemofila.

I Frutti compaiono da settembre e sono costituiti da una samara appiattita con unica ala terminale di circa 3 cm, con un unico seme, riuniti in grappoli pendenti.

Utilizzo/Particolarità: legno di colore bianco-madreperlaceo di ottima qualità adatto a realizzare mobili, utensili da lavoro, remi, e alberi di barche a vela, strumenti musicali. Un tempo utilizzato per armi quali lance e frecce. Le foglie vengono utilizzate come foraggio e la corteccia per conciare le pelli.

Per saperne di più: Acta Plantarum——- Wikipedia

ORNIELLO (Fraxinus ornus)

Sinonimi: Frassino minore, Frassino da fiore, Frassino da manna, Avorniello, Orno — Provenienza: Area del Mediterraneo, Asia Minore — Famiglia: Oleaceae

Esemplari a Bollate: Parco Centrale

È un albero che può raggiungere 15-20 m di altezza, ha il tronco dritto o talora più fusti, chioma ampia globosa. La corteccia grigio-crema dapprima liscia diventa grigio-brunastra con fessure poco profonde alla base. I rami, dal portamento ascendente, sono opposti e danno alla pianta spoglia un aspetto di candelabro.

Foglie: composte, caduche, opposte, imparipennate, con 5-9 foglioline (più spesso 7), larghe un terzo della loro lunghezza (5-10 x 2-4 cm) tutte brevemente picciolate (caratteristica differenziale dal frassino maggiore), di forma variabile ellittica o lanceolata; la faccia superiore è verde, quella inferiore è più chiara e pelosa lungo le nervature. Le gemme di colore bruno-grige globose, lievemente accuminate sono riconoscibili, perché ricoperte da una fitta peluria tendente al ruggine (color camoscio).

Fiori: a primavera avanzata, quando già ci sono le foglie, l’albero si ricopre per un arco di tempo abbastanza lungo, 20 e più giorni, di una gran quantità di fiori bianchi o bianco crema, molto profumati, che lo rendono riconoscibile e visibile anche da lontano. Le infiorescenze a pannocchia color bianco-panna, escono a livello delle gemme apicali e ascellari; i fiori sono generalmente ermafroditi e profumati.

Frutto: samara stretta e oblunga di 2-3 cm (samara ampiamente alata) con un unico seme tondeggiante di circa un centimetro.

Utilizzo/Particolarità: la pianta viene utilizzata nei nostri parchi per la sua fioritura bella e profumata. Nelle regioni calde del sud Italia, in particolare in Sicilia, incidendo la corteccia dell’Orniello (come nel Frassino Meridionale) fuoriesce una linfa dolce bianco-giallastra che si solidifica al contatto con l’aria: la manna, costituita per l’ 80-90% da mannite (o mannitolo) zucchero che possiede blande proprietà purgative.
Il legno, pregiato come quello del frassino maggiore, viene utilizzato per utensili da lavoro. Ottimo come combustibile.

Per saperne di più: Acta Plantarum——- Wikipedia

FRASSINO MERIDIONALE (Fraxinus angustifolia o oxycarpa o oxyphilla)

Sinonimi: Frassino a foglia stretta, Frassino Ossifillo Famiglia: Oleaceae

Esemplari a Bollate: Parco Centrale

È un albero che può raggiungere i 20-25 metri di altezza. La corteccia è di colore grigio chiaro, profondamente e finemente fessurata. Le gemme sono più chiare rispetto al frassino maggiore

Le foglie decidue, composte imparipennate costituite da 5-13 foglioline sessili di forma oblungo-lanceolata. Il margine presenta denti irregolari più evidenti rispetto al frassino maggiore, possibili comunque “varietà” differenti.

Le infiorescenze compaiono molto precocemente rispetto alla fogliazione e sono simili a quelle del frassino maggiore.
Il frutto è una samara di forma lineare-lanceolata che presenta alla sua estremità superiore un’ala acuta provvista spesso di un rostro, mentre quella inferiore risulta cuneata.

Utilizzo/particolarità: è largamente usato nell’arredo urbano, nei viali e nei parchi. In Sicilia (Madonie) esistono ancora coltivazioni per la produzione della manna che si ottiene praticando incisioni lungo i tronchi nei mesi estivi. Il liquido che fuoriesce si rapprende lungo il tronco e forma i così detti “cannòli”.

Per saperne di più: Agraria.org——- Wikipedia

Ultimo agg.: 26 Nov 2021

FRASSINO (genere)

GELSOMINO GIALLO (Jasminum nudiflorum )

Sinonimi: gelsomino invernale, gelsomino di San Giuseppe – Provenienza: Cina – Famiglia: Oleaceae

Esemplari a Bollate: Scuola Marco Polo, Stazione Bollate Centro

Arbusto semi-rampicante che può arrampicarsi lungo un muro fino all’altezza di 3-4 metri; i rami sono di colore verde scuro, con sezione quadrangolare, dritti e rigidi, resistenti al freddo. Il nome latino della pianta è legato alla sua peculiarità di produrre i fiori su rami nudi privi di foglie.

Foglie: caduche, opposte, composte da 3 foglioline ovali verde scuro, lucide.

Fiori: piccoli, gialli con 4-6 petali fusi fra loro alla base (=gammopetali) tanto da assumere un aspetto imbutiforme; i fiori nascono direttamente dai rami prima della comparsa delle foglie. La fioritura si manifesta a fine inverno e in zone ben soleggiate può prolungarsi per un intero mese. I fiori, a differenza del gelsomino bianco, non sono profumati.

Frutti: si osservano raramente e sono rappresentati da una o due bacche saldate lateralmente.

Utilizzo/Particolarità : le origini del Gelsomino invernale sono molto antiche e pare che la sua diffusione e la sua coltivazione su scala mondiale si debbano al noto navigatore Vasco de Gama o a navigatori Inglesi. Apprezzato per la precoce fioritura, viene utilizzato per coprire muri oppure come pianta ricadente in giardini e parchi.
Antiche credenze popolari affermano che il Gelsomino aiuti chi lo coltiva a diventare più responsabile e più consapevole delle proprie azioni.

Per saperne di più: Wikipedia

Ultimo agg.: 26 Nov 2021

GELSOMINO GIALLO

LIGUSTRO COMUNE (Ligustrum vulgare)

Sinonimi: olivella – Provenienza: Europa, Nord Africa, Asia Minore – Famiglia: Oleaceae

Esemplari a Bollate: Scuola Marco Polo, Scuola Rosmini

Pianta con portamento arbustivo (può diventare anche un alberello alto fino a 5 metri) utilizzato prevalentemente come siepe da recinzione. La corteccia è bruno-verdastra liscia con lenticelle rotonde o ellittiche in posizione trasversa.

Foglie: persistenti nelle regioni calde del Mediterraneo, caduche nei climi più freddi. Margine intero, corto picciolo, di consistenza coriacea, lucide, verdi su entrambe le facce, opposte sul ramo, verticillate 2 a 2 e ogni verticillo è posizionato a 90° rispetto a quello sottostante. Le foglie basali (quelle dei rami più bassi) sono più piccole ed hanno una lamina ellittica (larghezza 12 mm, lunghezza 16 mm), quelle apicali sono più grandi e lanceolate (larghezza 10-15 mm; lunghezza 30-40 mm.).

Fiori: ermafroditi, a simmetria raggiata (attinomorfi), tetraciclici cioè con calice, corolla (petali), androceo e gineceo composti da 4 elementi; sono molto profumati (per alcuni l’odore è sgradevole), raggruppati in piccole pannocchie terminali che compaiono da maggio a luglio.

Frutti: bacche quasi sferiche con endocarpo membranoso o cartaceo. Il colore del frutto è in genere nero, lucido tendente al rossastro cupo. Le bacche hanno un portamento eretto e sono velenose per l’uomo.

Utilizzo/Particolarità : oggi viene utilizzata come pianta da siepe visivamente molto piacevole per i fusti ben eretti, le foglie ovali, lucide di un colore verde brillante e per i suoi fiori bianco-avorio. Viene impiegato per separare o dividere spazi esterni in maniera semplice, elegante e raffinata, per erigere fitte barriere naturali o filari verdeggianti anche nella stagione autunnale. Le foglie, la corteccia e i fiori contengono tannini, resine, glucosidi e zuccheri.
Citato anche dal poeta romano Virgilio il ligustro era noto sin dall’antichità per le sue proprietà medicamentose per guarire le ferite e per ridurre le secrezioni. Le foglie, le gemme ed i frutti hanno azione lassativa, mentre l’infuso dei fiori, dei getti e della corteccia esplicano proprietà astringenti e antinfiammatorie.

Per saperne di più: Wikipedia

Ultimo agg.: 26 Nov 2021

LIGUSTRO

SYRINGA (GENERE)

Provenienza: Europa, Estremo Oriente, Persia – Famiglia: Oleaceae

Comprende una trentina di specie di arbusti decidui utilizzati soprattutto a scopo ornamentale che posono raggiungere l’altezza di 5 metri. Le specie più diffuse diffuse sono:

  • la syringa vulgaris, lillà per antonomasia, la più diffusa, robusta e profumata (vedi oltre)
  • la syringa reflexa e la syringa villosa: con pannocchie di fiori più aperte
  • la syringa josikaea, o lillà ungherese, un arbusto vigoroso con foglie grandi e di colore malva o viola intenso
  • la syringa persica, o lillà persiano, con fiori dal caratteristico profumo di lavanda
  • la syringa yunnanensis, o lillà cinese, con fiori rosa dal gradevole profumo.

LILLA’ (Syringa vulgaris)

Sinonimi: serenella– Provenienza: Asia orientale, Europa sudorientale (Balcani) – Famiglia: Oleaceae

Esemplari a Bollate: Giardino dei Giusti

Arbusto forte e rustico introdotto in Europa centrale nel XVI sec , naturalizzato nel bacino del mediterraneo e coltivato diffusamente per l’intenso e gradevole profumo dei suoi fiori. Portamento eretto con rami ascendenti; se coltivato con grande maestria può crescere con fusti alti sino a 5 metri.

Foglie: caduche, ovali o cordate con apice appuntito, lunghe 5-12 cm, di colore verde chiaro, sottili e delicate; spuntano in primavera tra marzo e aprile.

Fiori: lunghe infiorescenze molto profumate costituite da grandi pannocchie (10-20 cm) composte da piccoli fiori tubolari lunghi 1,5 cm, con 4 petali ben divaricati che si aprono in successione tra aprile e giugno. I fiori sono tradizionalmente di colore lilla, ma da almeno 100 anni sono stati prodotti ibridi e cultivar bianchi, crema, azzurri e viola intenso. Intorno al 1780 nell’Orto Botanico di Rouen in Francia è comparso un ibrido spontaneo la Syringa x chinensis nato dall’incrocio del Lillà comune (Syringa vulgaris) e del Lillà persiano (Syringa persica): a differenza del Lilla comune ha un portamento più lasso, lunghi rami arcuati, infiorescenze di fiori lilla-rosa erette o pendule lunghe sino a 15 cm.

Frutti: piccole capsule ovali raccolte in pannocchie, deiscenti a maturazione.

Utilizzo/Particolarità : in parchi o giardini è coltivata a scopo ornamentale per formare siepi, boschetti fioriti o per creare deliziosi angoli colorati e profumati in grado di attirare una grande quantità di api.
Viene forzata la fioritura invernale di varietà di colore bianco per addobbi floreali di cerimonie nuziali o di battesimi in quanto simboleggia la purezza, l’amicizia, l’amore: secondo la tradizione i fiori freschi attiravano le fate e allontanavano gli spiriti maligni.
Il suo legno duro, cavo (“sirinx”), nell’antichità veniva utilizzato per creare strumenti musicali a fiato come i flauti.
La sua corteccia veniva usata per decotti contro la febbre e le sue foglie come rimedio decongestionante. Con i fiori si preparavano profumi e oli da massaggio contro reumatismi e dolori articolari.

Per saperne di più: Wikipedia

Ultimo agg.: 26 Nov 2021

SYRINGA – LILLA’

 

ULIVO (Olea europaea)

Sinonimi: Olivo — Provenienza: sud caucasica (12.000 a.C.), successivamente bacino del Mediterraneo — Famiglia: Oleaceae
Esemplari a Bollate: Scuola Marco Polo, Scuola Montessori, Giardino dei Giusti

Albero sempreverde con fase vegetativa pressoché costante anche nel periodo invernale. Cresce molto lentamente ma è molto longevo: in condizioni climatiche favorevoli un olivo può raggiungere i 15-20 metri di altezza,  e diventare millenario perchè il tronco danneggiato può rigenerare con facilità. Presenta un fusto cilindrico, contorto e nodoso che con l’età frequentemente diventa cavo. La corteccia è grigio scuro e il legno è duro e pesante. Chioma ampia con rami sia ascendenti che penduli.
La specie è suddivisa in due sottospecie, l’olivo coltivato (Olea europaea sativa) e l’oleastro (Olea europaea oleaster).Foglie: opposte, coriacee, semplici, di forma ellittico-lanceolata, con breve picciolo e margine intero. La faccia superiore è liscia verde chiara, la faccia è inferiore bianco-argentea per la presenza di peli chiari.Fiori: riuniti in una infiorescenza a grappolo, chiamata mignole, compare già in marzo-aprile all’ascella delle foglie. La fioritura vera e propria si realizza in maggio-giugno quando si aprono i fiorellini ermafroditi con corolla di petali bianchi.Frutti: drupe ellissoidali o ovoidali, a volte asimmetriche, di colore dapprima verde, che diventano rosso violacee a maturazione in ottobre-novembre con polpa oleosa adesa al nocciolo.

Utilizzo/Particolarità: fu utilizzato fin dall’antichità per l’alimentazione umana. La pianta inizia a dare i suoi frutti dopo 3-4 anni, ma la produttività viene considerata buona verso il 9º–10º anno anche se la maturità è raggiunta dopo 50 anni. Le olive vengono utilizzate nelle nostre tavole dopo un trattamento specifico per ridurne l’amaro o vengono spremute per ricavarne l’olio. Per avere un prodotto molto aromatico, la raccolta delle olive deve avvenire prima della completa maturazione.
Il legno, duro e levigabile, viene utilizzato per utensili e lavori di ebanisteria.

  • Nella regione a sud-ovest della Sardegna, nella compagna di Villamassargia (CI), si erge un bosco di ulivi secolari piantati dai monaci benedettini tra il 1300 e 1500. Tra questi spicca “Sa Reina” (in sardo “la regina”) un ulivo “Monumentale” con circonferenza del fusto di 10 metri, altezza di 8 metri, che possiede tre caratteristiche monumentali: età, pregio, valore storico.
Per saperne di più: Wikipedia ————–Agraria.org

Ultimo agg.: 26 Nov 2021

ULIVO

Ultimo agg.: 24 Nov 2021

Famiglia delle Oleaceae