La famiglia delle Saliaceae comprende più di 300 specie: alberi ed arbusti diffusi nelle regioni temperate e essenze nane, striscianti presenti in alta montagna e numerosi ibridi (i salici si incrociano tra loro) con comportamenti diversi e mutevoli. Presentano fiori maschili e femminili (amenti) per lo più portati da piante diverse (dioiche), ma talora anche nella stessa pianta (monoiche). Nel parco sono rappresentati il genere Salix e Populus.

SALICE BIANCO   (Salix alba)

Sinonimi: Salice comune,  Salice da pertiche, Salcio, Salcio da pertiche   — Provenienza: Europa, Asia occidentale e Nordafrica — Famiglia: Salicaceae

Esemplari a Bollate: Parco Centrale, Giardino dei Giusti, Parco Camilleri

Albero alto fino a 25 m con tronco diritto, spesso biforcato in basso con corteccia grigia scura, rugosa profondamente solcata in strisce longitudinali; chioma aperta elegante, verde cenere con rami sottili, flessibili, tenaci di colore verde rossastro. Cresce rapidamente in terreni umidi.

Foglie: alterne, lanceolate-acuminate (5-10 cm x 0,5-1 cm) con stipole caduche, brevemente picciolate e finemente seghettate.  I rami giovani e le foglioline giovani sono coperte da una fitta peluria feltrosa argentea che persiste solo nella faccia inferiore delle foglie adulte; la faccia superiore è poco pelosa o glabra, verde più scuro.
Fiori: pianta dioica, le infiorescenze (amenti)  femminili e maschili sono portate su piante differenti e compaiono prima o insieme alle foglie. Gli amenti maschili, di colore giallo, lunghi 4-5 cm; gli amenti femminili sono peduncolati  più esili e corti di quelli maschili.

Frutti: sono costituiti da capsule glabre e subsessili che, a piena maturazione, si aprono in due parti liberando piccolissimi semi muniti di un soffice pappo disperso dal vento (semi cotonosi).

Utilizzo/Particolarità: viene piantato nei parchi per il suo portamento elegante. Per la rapida crescita veniva utilizzato come sostegno per le viti e il suo legno tenero veniva  usato nella industria per ceste e cassette da frutta. Dalla corteccia si estraggono tannini e salicilati (aspirina) con proprietà germicide (un tempo utilizzate per le conserve alimentari), analgesiche, antiaggreganti piastrinici.

In Lombardia è stato censito un solo Pioppo Bianco Monumentale a Voghera (PV) con una circonferenza di 6,60 metri (misurata ad altezza di petto d’uomo) ed un’altezza di 32 metri. La tradizione lo descrive come l’albero su cui si arrampicò la piccola “vedetta lombarda” del libro Cuore di Edmondo de Amicis

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PIOPPO  BIANCO   (Populus alba)

Sinonimi: Pioppo bianco, Albera, Alberaccio, Abele, Gattice   — Provenienza: Europa, Asia occidentale e Nord Africa — Famiglia: Salicaceae

Esemplari a Bollate: Parco Centrale

Albero alto fino a 30-40 metri con ampia chioma arrotondata. Cresce velocemente come la betulla e raramente supera il secolo di vita. La sua corteccia verde-grigio chiaro, simile a quella della betulla, con gli anni diventa chiazzata e punteggiata con piccoli rombi scuri (caratteristici); invecchiando diviene più scura e più ruvida.

Foglie:   ad inserzione alterna di forma molto varia da triangolari, palmato-lobate,  ovali o ellittiche-allungate (6-12 cm) con nervature divaricate come le dita della mano (non come nel salice che è unica centrale), grossamente dentate, con lungo piccolo. La pagina superiore è verde-opaca mentre  l’inferiore è bianco-pelosa o feltrosa, con riflesso argentato (nel pioppo nero invece la foglia è tendenzialmente triangolare, con apice appuntito).

Fiori: pianta dioica: gli amenti maschili cilindrici sottili, lunghi anche 8 cm, compaiono prima delle foglie e presentano un colore verde con antere rosso porpora e peli piumosi. Gli amenti  femminili sono verdi, eretti corti impollinati dal vento.
Frutti:  i semi, contenuti numerosi in capsule bivalve,  presentano lunghi filamenti cotonosi (pappi) che ne favorisce la diffusione da parte del vento e dell’acqua.

Utilizzo/Particolarità: è un albero a rapida crescita e il suo legno leggero è utilizzato per produrre cellulosa e pasta da carta, compensati leggeri, pannelli, fiammiferi.
Qualche studioso ha sottolineato che la sua abbondante produzione di legno salva il bosco.
Per ovviare la presenza dei “pappi” fastidiosi sono stati creati dei cultivar che non ne producono.

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PIOPPO NERO (Populus nigra)

Sinonimi:Provenienza: Europa centrale, Asia occidentale, Nord Africa – Famiglia : Salicaceae

Esemplari a Bollate: Riforestazione Zandonai, Pioppo Monumentale via Garbiera

Albero a foglie caduche a rapida crescita, non estremamente longevo (80-90 anni) che può raggiungere i 25-30 m di altezza e i 3 m di circonferenza. Il Pioppo nero viene quindi considerato “monumentale” se supera i 100 anni; nel nostro Comune in via Garbiera è presente uno dei pochi esemplari riconosciuti Ufficialmente monumentali in Italia (vedi festa con gli alunni della Scuola Montessori) . La sua corteccia, dapprima liscia e grigio-brunastra, diventa scura negli individui adulti, screpolata con profonde fessure verticali. Chioma espansa, allargata, ampiamente ramificata con giovani rametti che tendono a colorarsi di rosso.

Foglie: decidue, di forma variabile da triangolare a romboidale (4-5 cm x 7-10 cm) lisce, verdi scuro lucenti nella pagina superiore, più opache nella pagina inferiore, apice appuntito e margine seghettato. Entrambe le facce fogliari sono senza peluria (carattere distintivo rispetto al pioppo bianco). L’inserzione delle foglie sui rami è alterna con lungo picciolo di 3-7 cm.

Fiori: è una pianta monoica cioè i fiori (amenti) maschili e femminili sono portati su piante differenti. Gli amenti maschili sono vigorosi (1 cm x 5-8 cm) hanno fino a 30 stami per fiore con antere rossastre che si scuriscono progressivamente; gli amenti femminili sono più lunghi e gracili, pendenti, giallo-verdognoli. Fioritura in primavera prima delle foglie.

Frutti: semi molto piccoli provvisti di pappi cotonosi bianchi che ne facilitano la dispersione con il vento, tra maggio e giugno imbiancano le strade di pianura, ed anche con l’acqua perché galleggiano.

Utilizzo/Particolarità : per la sua caratteristica resistenza agli inquinanti viene utilizzato in città per alberature stradali o per formare barriere protettive di gradevole effetto. Cresce con facilità in terreni umidi e per questo viene ampiamente impiegato nei parchi fluviali e lungo gli argini di fiumi o rogge.
Il suo legno viene utilizzato principalmente per produrre carta, fabbricare ceste e cassette da imballaggio, fiammiferi e mobili rustici.
Le sue gemme erano utilizzate per preparazioni galeniche di pomate e unguenti con azione antiinfiammatoria.
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PIOPPO NERO CIPRESSINO  (Populus nigra  ‘pyramidalis’)

Sinonimi: Pioppo cipressino, Pioppo d’Italia, Pioppo della Lombardia   — Provenienza: Europa, Asia occidentale e Nord Africa — Famiglia: Salicaceae

Esemplari a Bollate: Parco Centrale

E’ un ibrido naturale che nasce da una mutazione che si è realizzata nei pioppi neri della pianura lombarda nel 17° secolo tanto da essere comunemente noto come “pioppo lombardo” o “italico”. Si differenzia dal Pioppo nero per il suo portamento, presenta infatti caratteristici rami eretti e quindi la chioma risulta alta, stretta e slanciata e può raggiungere i 25–30 m di altezza. La corteccia è scura, nodosa con profonde e corte fessure brune.

Le Foglie sono caduche, alterne picciolate. La lamina fogliare, triangolare-romboidale  con nervatura,  è  lunga fino a 8–10 cm. L’apice fogliare è molto appuntito, mentre il margine è seghettato. La faccia fogliare superiore è verde scuro, più chiara la compagine inferiore. Essendo un ibrido presenta solo amenti maschili penduli, lunghi 4-9 cm x 1 cm, precedono  la fogliazione e sono di colore rosso scarlatto. Si riproduce solo per talea.

 

Utilizzo/Particolarità:  il Populus nigra “pyramidalis” viene utilizzato a scopo ornamentale per la sua forma slanciata “fastigiata”, colonnare, scenografica. Insieme ai cipressi viene utilizzato per mascherare insediamenti industriali, delimitare strade e corsi d’acqua.
Il suo legno, di scarsa qualità,  è utilizzato per imballaggi e per la produzione della carta.

Per saperne di più: Acta Plantarum ——- Wikipedia

Ultimo agg.: 01 Feb 2021

Famiglia delle Salicaceae