Alberi da frutta – Gruppi di Cammino di Bollate


I 9 ALBERI DEL :

(Mappa interattiva: clicca sul nome dell’albero per vedere la relativa scheda)

ALBICOCCO (Prunus armeniaca)

Sinonimi:Provenienza: Cina, Asia Centrale, Iraniano caucasica. — Famiglia: Rosaceae

Albero di media grandezza (5-8 m), viene mantenuto inferiore ai 3 metri nelle coltivazioni; chioma sferica elegante.

Foglie: alterne, portate da lunghi piccioli, sono cuoriformi con il margine doppiamente seghettato. All’inizio della loro formazione si presentano rossicce, in seguito diventano di un bel colore verde intenso, lucide, sempre lisce.

Fiori: nella seconda metà di febbraio, prima della fogliazione, le gemme si rigonfiano e sul ramo compaiono dei bottoni di un bel rosa intenso. In marzo i peduncoli dei bottoni fiorali si allungano e i sepali (simili a piccole foglie che stanno al di sotto dei petali) si separano e lasciano intravedere i 5 petali dei fiori bianco-rosati, leggermente a coppa, e gli stami gialli di diversa lunghezza. I fiori sul ramo sono per lo più unici o appaiati.

Frutti: sono delle drupe vellutate con un solco longitudinale che a maturazione, in estate, presentano un bel colore giallo scuro-arancione con sfumature rossastre. La polpa è carnosa, dolce, molto apprezzata, contiene un guscio legnoso che protegge il seme “tossico” per il genere umano.

Utilizzo/Particolarità: Introdotto in Europa dagli arabi moltissimi secoli or sono a scopo alimentare. Esistono molte varietà coltivate nelle varie regioni italiane. Eccone alcune: Precoce d’Imola e Reale d’Imola, Boccuccia, Cafona, Canino.

Per saperne di più: Wikipedia ————–Agraria.org

CILIEGIO (Prunus avium)

Sinonimi: Ciliegio selvatico dolce. Ciliegio degli uccelli — Provenienza: Europa, Anatolia, Maghreb, Asia occidentale

Si tratta di un albero deciduo che cresce dai 15 ai 25 metri di altezza. La pianta vive solo 80-100 anni. Gli alberi giovani mostrano una forte crescita con dominanza apicale. La corteccia, a più strati, è bruno chiara, rossastra che si screpola con l’età. Il legno di un bel colore rosato, lucido elastico è utilizzato per la costruzione di mobili.

Foglie: caduche, alterne, ovoidali acute semplici, lunghe 7-14 cm e larghe 4-7 cm, con margine dentato, lisce o lucide, di un verde pallido o brillante nella parte superiore, con nervature ben evidenti. Presentano tipicamente due o tre nettarii (piccole ghiandole nettarifere rosse extrafloreali) situate sul picciolo alla base delle foglie.

I fiori ermafroditi bianchi peduncolati sono disposti in corimbi di due-sei assieme, ogni fiore pendente su di un peduncolo di 2–5 cm, del diametro di 2,5–3,5 cm, con cinque petali bianchi, gli stami presentano antere gialle. L’impollinazione è dovuta alle api o altri insetti.

I frutti sono una drupa carnosa (ciliegia) di 1–2 cm di diametro, vengono mangiate da molti animali ed uccelli poi dispersi nell’ambiente.

Per saperne di più: Acta Plantarum – Per i bimbi: “come riconoscere i Ciliegi” da WikiHow

KAKI (Diospyros kaki)

Sinonimi: cachi, diospirio, mela d’Oriente — Provenienza: Cina e poi Corea, Giappone; arriva in Italia alla fine dell’800 — Famiglia: Ebenaceae

Albero a lenta crescita che può raggiungere notevoli dimensioni (15 m), discretamente longevo. Cresce molto facilmente nel sud d’Italia, ma con opportuni portinnesti riesce a vivere anche in pianura Padana e nel Trentino dove le temperature sono meno miti. Il tronco è eretto e la chioma densa; la corteccia bruna si stacca in piccole placche.

Foglie: grandi, caduche, coriacee, ovali allargate con corto peduncolo e apice acuminato; sono di colore verde lucente nella pagina superiore, pelose nella parte inferiore.

Fiori: sono per lo più solitari, con piccola corolla gialla, circondata da piccolo calice verde, disposti tra foglia e ramo e compaiono in maggio/giugno. Vi sono esemplari sia monoici che dioici che misti, pertanto vi sono fiori portatori solo del pistillo, altri solo degli stami, altri ermafroditi. Si riproducono per impollinazione ma anche in modo “artificiale” senza impollinazione.

Frutti: i frutti maturano in ottobre-novembre e rimangono sui rami anche dopo la caduta delle foglie; sono costituiti da una grossa bacca generalmente sferoidale (7-9 cm) giallo-arancio, buccia sottile e polpa molle e succosa. I semi presenti all’interno del frutto variano da 0 a 8. I frutti che si sviluppano senza impollinazione non hanno semi.

Utilizzo/Particolarità: “Definito dai cinesi l’albero delle sette virtù: vive a lungo, dà grande ombra, dà agli uccelli la possibilità di nidificare fra i suoi rami, non è attaccato da parassiti, le sue foglie giallo-rosse in autunno sono decorative fino ai geli, il legno dà un bel fuoco, la caduta dell’abbondante fogliame fornisce ricche sostanze concimanti” (da Wikipedia).
I frutti sono molto apprezzati dal punto di vista nutritivo perchè sono ricchi di zuccheri, vitamine e proteine; ne esistono molte varietà con proprietà alimentari e resa differente che vengono da cultivar o incroci.
Il legno del cachi viene utilizzato per lavori di ebanisteria.

Per saperne di più: Acta Plantarum ————– Wikipedia ————–Agraria.org

MELO (Malus domestica)

Sinonimi: Melo da frutto– Provenienza: Europa — Famiglia: Rosaceae

Il melo da frutto è simile al Melo silvestre, ma è più imponente e produce frutti più grandi selezionati per l’alimentazione. E’ un albero deciduo che può raggiungere anche 8-10 metri di altezza, con una chioma densa ed espansa e apparato radicale superficiale, longevo (anche 80 anni). La corteccia è grigio-bruna, piuttosto liscia rispetto ad altri alberi da frutto.

Le foglie sono decidue, lunghe 3-4 cm, alterne, ovate con apice acuto e base arrotondata, margine seghettato, ricoperte da una peluria biancastra sulla faccia inferiore anche a maturazione (a differenza del Melo silvestre).

I fiori, riuniti in inflorescenze di 3-7 elementi , sono ermafroditi di colore bianco-rosato esternamente e bianco internamente, con corolla a 5 petali sub tondi non sovrapposti di 25-3015 mm; gli stami presentano antere giallo-brune; l’impollinazione è anemofila.

I frutti  detti pomi o mela comune, in realtà falsi frutti (il vero frutto è il torsolo),  sono globosi di 5-9 cm di diametro, inizialmente verdi, a maturazione diventano giallo-verdastri o rossi a seconda delle varietà; con polpa gradevole in genere dolce.

Utilizzo/Particolarità: è stato ottenuto fin dall’antichità dal Melo selvatico per produrre frutti più grossi e dolci, più adatti all’alimentazione. Esistono numerose varietà e cultivar.
I due piccoli meli presenti posteriormente  nel giardino della scuola Montessori producono mele Golden.

Per saperne di più: Acta Plantarum

MELOGRANO (Punica granatum)

Sinonimi: Albero della vita o dell’Eden — Provenienza: Iran, Himalaya, India — Famiglia: Punicaceae

Piccolo albero o arbusto con forte tendenza a produrre polloni radicali può raggiungere i 5-6 metri di altezza e vivere anche oltre 100 anni.

Foglie: sono opposte o sub_opposte, strette e allungate (2 x 7 cm),margini interi, rossastre nei giovani germogli, verde chiaro lucide quando crescono.

Fiori: compaiono a maggio e sono di colore rosso intenso, di 3 cm di diametro, con tre-quattro petali sottili e grinzosi, inseriti su un grosso calice a forma d’imbuto. Sono portati in posizione isolata o a gruppi di 2-3 e più.

Frutti: la melagrana è un falso frutto di forma rotonda o leggermente allungata di 5 a 12 cm di diametro che matura a ottobre-novembre, di consistenza robusta e con buccia dura e coriacea. Dall’altra parte rispetto al picciolo è presente una caratteristica robusta corona formata da 4-5 pezzi, residui del calice del fiore. All’interno presenta diverse robuste partizioni dove si trovano i semi (arilli) cioè i “grani” presenti in grande quantità (fino a 600 ed oltre per frutto) di colore rosato o rosso rubino dal sapore dolce acidulo.

Utilizzo/Particolarità: Da sempre apprezzato sia a livello ornamentale che per i frutti eduli si è diffuso sin dall’antichità nel Caucaso e nella regione mediterranea. I romani lo chiamarono Punica perché lo importarono dalla regione punica della Tunisia.
In Italia sono presenti numerose varietà e cultivar che si differenziano tra loro per dimensione, colore, epoca di maturazione, oltre che per il frutto più o meno acidulo o dolce. Le varietà ornamentali hanno fiori “doppi” ma sterili di colore rosso, giallo, bianco o variegato.

Per saperne di più:- Wikipedia ————–Agraria.org

NESPOLO GERMANICO (Mespilus germanica)

Sinonimi: Nespolo Comune — Provenienza:Europa Sud Orientale – Persia secondariamente in Germaina — Famiglia: Rosaceae

Albero da frutto di piccole dimensioni o arbusto alto fino 4–5 m, di larghezza spesso superiore all’altezza; ha una crescita lenta ma vive a lungo, più di 100 anni, e resiste molto al freddo. I giovani rami possono avere peluria o le spine. La corteccia dei rami da marrone scuro diventa chiara e poi, come sul tronco, grigia. Oggi è diffuso in tutta Europa come pianta spontanea nei boschi di latifoglie o come rinselvatichita negli incolti.

Foglie: sono grandi ovali con corto picciolo, caduche (a differenza del Nespolo del Giappone), con margini lisci, talora dentellate solo all’apice. Inizialmente opache con leggera peluria sulla pagina inferiore, divengono in autunno di uno splendido colore ramato.

il 5 maggio

Fiori: compaiono a fine maggio o giugno, dopo la comparsa delle foglie, si aprono al vertice dei rametti fruttiferi sono solitari, ermafroditi a 5 petali bianchi o penellati di rosa, molto visitati dalle api.

Frutti: I frutti sono piccoli pomi (drupe) di circa 2-3 cm di diametro, un po’ a forma di pera, con parte terminale appiattita ed aperta, che contengono alcuni semi grossi e duri. Si raccolgono a novembre ma non si consumano freschi, perchè sono duri ed hanno un sapore acido; possono essere mangiati solo in tardo autunno quando iniziano a decomporsi (trasformazione enzimatica della polpa che riduce il contenuto di tannino). Dopo maturazione hanno un alto contenuto di zuccheri circa il 20%.

Utilizzo/Particolarità: coltivati a scopo ornamentale e come albero da frutto. Da questo frutto si ottengono: marmellate, gelatine, salse e varie preparazioni culinarie e si prepara un liquore di sapore dolce e gradevole. In passato era apprezzato in alcuni comuni del cuneese ove era al centro di feste popolari e si producevano dei dolci ripieni di marmellata di nespolo .
Attualmente viene preferito il Nespolo del Giappone che viene coltivato in modo più estensivo.

Per saperne di più: Wikipedia ————–Agraria.org

NESPOLO DEL GIAPPONE (Eriobotrya Japonica)

Vedi nella pagina delle    “latifoglie sempreverdi”

PERO (Pyrus communis)

Sinonimi: Pero selvatico, European Pear — Provenienza: Europea e Asia Sud-occidentale – Famiglia: Rosaceae

Albero in genere piccolo raramente può raggiungere i 20 metri di altezza. La chioma ha forma piramidale o irregolare, il tronco ha scorza grigio brunastra che si fessura con l’età e presenta profonde e caratteristiche placche quadrangolari.

Le foglie sono decidue, alterne, con picciolo ornato di stipole; forma variabile, per lo più ovalari, talora ad apice acuto, finemente dentate; sono leggermente coriacee con superficie superiore più scura.

I fiori sono riuniti in corimbi con peduncolo e calice tomentoso; la corolla è composta da 5 petali ovati bianchi o lievemente rosati; gli stami presentano antere rosso violacee (a differenza di quelle del ciliegio che sono gialle).

i Frutti sono tipicamente piriformi commestibili.

L’uomo ha selezionato a scopo alimentare varietà che producono frutti più grandi e con differenti caratteristiche/sapore. I peri del “frutteto della Montessori” producono “pere coscia”,  cultivar italiano caratterizzato da frutti medio-piccoli, con buccia verde che vira al giallo quando il frutto raggiunge la maturazione.

Peri Ornamentali da fiore sono molto diffusi nei parchi o lungo le strade anche urbane (come in via Montessori e via 4 Novembre di Bollate), hanno una dimensione più contenuta, spesso piramidali, presentano una bella fioritura primaverile ma non producono frutti.

Per saperne di più: Acta Plantarum

Peri ornamentali da fiore:

PESCO (Prunus persica)

Sinonimi: albero della Persia — Provenienza: Cina e poi Medio Oriente, Persia — Famiglia: Rosaceae

Il pesco è un albero che può raggiungere un’altezza di 4-8 metri. La sua corteccia è bruno-cinerina ed i suoi rami sono rosso-bruni lisci.

Foglie: alterne, lanceolate, appuntite lunghe con margine seghettato, si presentano di colore verde scuro nella faccia superiore e verde grigio in quella inferiore.

Fiori: compaiono prima delle foglie in marzo-aprile in zone apicali sui rami giovani. Sono di colore rosa con una grande differenza tra le tante varietà presenti nel nostro paese. I petali possono essere piccoli e stretti, o ampi e larghi: se all’interno hanno dei petali di colore più scuro-aranciato daranno luogo a frutti a polpa gialla, se l’interno è presente una sfumatura chiara i frutti saranno a polpa bianca. Gli stami sono molto numerosi fino a 20-30.

Frutti: le pesche sono drupe carnose, tondeggianti solcate longitudinalmente da un unico solco; sono succose e zuccherine, con buccia di colore giallo-rossastra sottile e liscia nelle nettarine o pelosa (tomentosa urticante) e più spessa nelle varietà bianche o gialle. Maturano da maggio a settembre a seconda della varietà e dei cultivar.

Utilizzo/Particolarità: Il pesco, originario della Cina, si diffuse rapidamente in Persia ed è stato importato da Alessandro Magno nella regione del Mediterraneo dove venne chiamato “albero della Persia”. Nonostante sia coltivato soprattutto per i suoi ottimi frutti, alcune varietà presentano fiori grandi, doppi di grande effetto, i cosiddetti “peschi da fiore” utilizzati per decorare giardini ma con frutti scadenti non commestibili.

Per saperne di più: – Wikipedia ————–Agraria.org

SUSINO (Prunus domestica)

Sinonimi: Prugno, susino europeo, prugno europeo — Provenienza: Caucaso — Famiglia: Rosaceae

Alberello di medie dimensioni, forma tipica ad ombrello o alberello da 3-4 fino a 6-8 metri d’altezza a secondo della varietà; corteccia chiara

Foglie: ovoidali, oblunghe, acute all’apice a margine seghettato, dalla superficie più o meno rugosa, verde scuro; la faccia inferiore è pelosa.

Fiori: compaiono all’inizio della primavera subito prima delle foglie. I fiori, portati da un peduncolo peloso, sono solitamente bianchi, con petali separati, antere gialle su lunghi stami.

Frutti: sono drupe dolci carnose, ovali o sferiche che possono giungere sino a 8 cm con grosso seme legnoso al centro. I frutti maturano da giugno a fine settembre a seconda della varietà: Agostana, con frutti piccoli di colore rosso e polpa gialla, Bianca di Milano frutti di forma rotonda, buccia verde chiaro e polpa gialla zuccherina, Regina Claudia gruppo di varietà dal verde al giallo dorato che produce frutti di forma sferica, Florentia che produce frutti sferici e cuoriformi di colore giallo venato di rosso, Santa Clara con frutti dalla buccia spessa blu-violetto e polpa che sfuma dal giallo al verde che assicura elevata produttività nella tarda estate.

Per saperne di più: Wikipedia ————–Agraria.org

Ultimo agg.: 25 Mag 2019