Specie / Generi presenti in questa pagina

  1. AGRIFOGLIO
  2. AGRUMI – CITRUS
  3. ALBERO DELLE FARFALLE
  4. ALLORO (Lauraceae)
  5. BOSSO
  6. CORNUS
  7. CRATEGUS – BIANCOSPINO
  8. DEUTZIA
  9. ELICRISO (Asteraceae)
  10. ERICA e BRUGO
  11. EVONIMO
  12. Famiglia delle Araliaceae
  13. Famiglia delle Vitaceae
  14. FILADELFO
  15. FORSIZIA
  16. FOTINIA
  17. FRANGOLA
  18. GELSOMINO GIALLO
  19. GINESTRA
  20. GIRASOLE
  21. LAUROCERASO
  22. LIGUSTRO
  23. MAGNOLIA CADUCIFOGLIA
  24. MELOGRANO (Punicaceae)
  25. NOCCIOLO
  26. OLEANDRO
  27. ORTENSIA
  28. PRUGNOLO
  29. PYRACANTHA
  30. ROSE
  31. SCOTANO
  32. SORBO MONTANO
  33. SPIREA
  34. SYRINGA – LILLA’
  35. VEIGELIA
  36. VIBURNO
  37. WISTERIA – GLICINE

Famiglia delle AQUIFOLIACEAE

AGRIFOGLIO (Ilex aquifolium)

Sinonimi: Aquifoglio, Alloro spinoso, Pungitopo maggiore — Provenienza: Europa centro meridionale, bacino del Mediterraneo, sponde del Mar Nero — Famiglia: Aquifoliacee

Esemplari a Bollate: Parco centrale, Scuola Montessori

Piccolo albero “sempreverde” che può vivere anche fino a 300 anni o più, più spesso arbusto che può raggiungere anche 8÷10 m sempre con tronco diritto, rami perpendicolari al tronco, corteccia verde liscia negli alberi più giovani, grigia con tendenza alla desquamazione nelle piante più vecchie.

Foglie: persistenti anche in inverno con apice spinoso, coriacee, lucide di colore verde scuro nella parte superiore, più chiare nella parte inferiore. Ovalari lunghe 5-10 cm e larghe 2-5 cm con apice appuntito e margine quasi liscio nei rami più alti, ondulate con bordo spinoso (6÷8 spine per lato) nei rami più bassi per difendersi dal morso degli animali. Sul ramo le foglie sono alterne, semplici con breve picciolo.

Fiori: è una pianta dioica, cioè organi riproduttori femminili e maschili portati da piante differenti; i fiori sono piccoli, bianchi con 4 petali, raccolti in mazzetti che fioriscono su gemme ascellari in maggio-giugno. I fiori della pianta maschile sono dotati di 4 stami con antere cariche di polline, mentre i fiori della pianta femminile sono dotati solo di pistillo e ovario verde scuro; vengono impollinati prevalentemente da api.

Frutti: sono drupe, portate solo dalle piante femminili, presentano un diametro inferiore al centimetro e contengono 4 piccoli semi tossici se ingeriti. Le drupe compaiono in autunno ed assumono un bel colore rosso vivo in inverno, che, in netto contrasto con il fogliame verde, costituiscono un chiaro richiamo per gli uccelli (merli e tordi) che si cibano delle bacche e disperdono poi i semi con gli escrementi. Le drupe sono tossiche per l’uomo.

Utilizzo/Particolarità: Utilizzato a scopo ornamentale e come decorazione augurale nelle festività natalizie. Per gli antichi rappresentava un augurio di lunga vita e, piantato vicino a casa, la proteggeva dai malvagi. Oggi sono state coltivate varietà senza spine o con le foglie variegate bianco-giallo (varietà Aureomarginata). Esiste anche una particolare varietà di agrifoglio sudamericano, Matè, che ha foglie poco spinose dalle quali, una volta essiccate e tostate, si ricava un ottimo infuso eccitante.
Il legno è di un bel colore grigio, facile da lavorare, viene scolpito facilmente e utilizzato per la fabbricazione di soprammobili.

Per saperne di più: Wikipedia ——-Agraria.org

AGRIFOGLIO VARIEGATO (Ilex aquifolium argenteomarginata)

Provenienza: Europa centro meridionale, bacino del Mediterraneo, sponde del Mar Nero — Famiglia: Aquifoliacee

Esemplari a Bollate: Scuola Rosmini

Varietà di Agrifoglio selezionata a scopo ornamentale caratterizzato da foglie che presentano una bordatura decisamente più chiara (argentea), senza clorofilla.

Ultimo agg.: 20 Mag 2022

Famiglia delle RUTACEAE

AGRUMI (genere CITRUS)

Provenienza: Cina meridionale e sud est asiatico – Famiglia: Rutaceae

Con il termine Agrumi si intendono alberi e arbusti per lo più sempreverdi appartenenti al genere Citrus della famiglia delle Rutaceae; da studi genetici si è stabilito che sono per lo più il risultato di incroci di sole tre specie: il cedro, il mandarino e il pomelo (citrus maxima, antico agrume a forma di pera). Originari della Cina meridionale e del sud est asiatico si sono ampiamente diffusi in tutta Europa: secondo alcune teorie sarebbe stato importato in Europa nel XV secolo da marinai portoghesi, e da qui il nome dialettale di portugal dato all’arancio dolce.

Gli Agrumi comprendono un elevato numero di specie coltivati soprattutto per il frutto, ma anche a scopo ornamentale e paesaggistico; fra queste ricordiamo:

  • Citrus sinensis o arancio dolce che è l’agrume attualmente più coltivato nel mondo
  • Citrus aurantium o arancio amaro utilizzato come portainnesto di altri agrumi o come pianta ornamentale nei viali di città del centro sud-Italia. Dai suoi fiori si estrae l’essenza di zagara
  • Citrus paradisi o pompelmo
  • Citrus reticulata o mandarino
  • Citrus limon o limone
  • Citrus medica o cedro che in alcune varietà produce frutti lunghi sino a 30 cm
  • Citrus Japonica o Fortunella japonica o Kumquat o mandarino cinese presenta foglie lanceolate lunghe sino a 10 cm e frutti commestibili grandi poco più di una grossa oliva da tavola dal rinfrescante gusto agrodolce.

Fra gli ibridi più comuni ricordiamo:

  • Citrus × bergamia o bergamotto
  • Citrus × clementina o clementina
  • Citrus x myrtifolia o chinotto
Per saperne di più: Wikipedia

ARANCIO DOLCE (Citrus sinensis)

Sinonimi: Provenienza: Cina meridionale – sud est asiatico – Famiglia: Rutaceae

Esemplari a Bollate: Parco Expo 2015 (varietà ornamentale)

L’albero ha una chioma compatta, rotondeggiante e può raggiungere gli 8-10 metri di altezza; in alcuni cultivar i rametti possono presentare delle spine appuntite. E’ un antico ibrido (più di 4000 aa fa) risultato di un incrocio tra il pomelo e il mandarino. Oggi è l’agrume più coltivato nel mondo.

Foglie: alterne, ovate, lucide e coriacee, verde intenso, lunghe 5-7 cm, presentano un picciolo leggermente alato.

Fiori: di circa 2 cm bianchi e intensamente profumati (zagare), melliferi, compaiono in primavere come elementi singoli o riuniti in gruppi fino a sei per infiorescenza all’ascella foliare. I germogli sono sempre verdi, mai rossastri e possono presentarsi in contemporanea ai frutti.

Frutti: detti “arancio” come l’albero o arancia dolce per distinguerla dall’arancia amara, arrivano a maturazione nell’autunno o nell’inverno successivo. In alcuni casi i frutti dell’anno precedente possono essere ancora sulla pianta durante la fioritura successiva. Sono rotondi di 5-7 cm di diametro con buccia e polpa tipicamente arancione o rossa a seconda del tipo: ovale, biondo comune, navelina, washington, navel hanno la polpa bionda, altri moro, tarocco, sanguinello hanno la polpa rossa per i pigmenti antocianici in essi contenuti. La parte edibile e succosa è suddivisa in 8-10 spicchi e al suo interno sono presenti i semi. Oggi vengono coltivate varietà prive di semi per andare incontro alle esigenze dei consumatori.

Utilizzo/Particolarità : Le arance dolci non vengono consumate solo come frutta fresca ma, soprattutto quelle a polpa bionda, vengono utilizzate per la produzione di succhi, canditi, marmellate, frutta essiccata e liquori. Utilizzata anche in cucina per ricette raffinate.
Possono essere coltivate anche in vaso o come piccoli arbusti a scopo ornamentale, da ricoverare in serra nel periodo invernale perché temono il gelo.

Per saperne di più: Wikipedia

LIMONE (Citrus limon )

Provenienza: Asia centrale — Famiglia: Rutaceae

Secondo alcuni studi genetici, il limone è un ibrido che deriva dall’incrocio tra l’arancio amaro e il cedro. E’stato introdotto in Europa dagli Arabi.
Albero con chioma globosa che raggiunge i 3 – 6 metri di altezza. I rami giovani, con sezione non circolare ma costoluta, irregolare, presentano evidenti formazioni spinose.Foglie: persistenti, alterne, ellittiche (6-12 cm) con margine debolmente dentato e apice acuto, hanno una consistenza coriacea, rossastre quando sono giovani, di colore verde scuro lucido quando invecchiano (più chiare nella pagina inferiore); il picciolo è leggermente alato.I Fiori sono bianchi con 5 petali , solitari o in coppie, dolcemente profumati, nascono all’ascella delle foglie; in condizioni climatiche favorevoli sono prodotti praticamente tutto l’anno ma più abbondanti in primavera e a fine estate.Il Frutto è giallo all’esterno e quasi incolore all’interno, di forma sferica-ovale, spesso con estremità appuntita. La buccia, ricca di essenze aromatiche e di oli, può essere da molto ruvida a liscia, più o meno foderata all’interno con una massa bianca spugnosa detta albedo. La parte edibile aspra e succosa (esperidio) è suddivisa in 8-10 spicchi e al suo interno contiene i semi. Oggi vengono coltivate varietà prive di semi per andare incontro alle esigenze dei consumatori.
Per saperne di più: Wikipedia

Ultimo agg.: 26 Nov 2021

ALBERO DELLE FARFALLE ( Buddleja davidii )

Sinonimi: Lillà estivo– Provenienza: Cina Nordoccidentale — Famiglia: Scrophulariaceae (ex Buddlejaceae)
Esemplari a Bollate: Scuola Rosmini

Le Buddleja costituiscono un genere di circa cento arbusti, sia sempreverdi che decidui, originari dell’Asia e del sud Africa, oggi molto diffusi anche in Europa, che si differenziano sia per dimensioni della pianta, tipo di inflorescenza e colore dei fiori, che possono andare dal rosso al viola. La B. Davidii è un arbusto a foglie caduche che può raggiungere i 4 metri di altezza con rami eretti in primavera, arcuati e pendenti da giugno a ottobre-novembre per il peso dei fiori.

Foglie: sottili, lanceolate, di colore verde più scuro nella faccia superiore, argentate nella faccia inferiore con talora peluria biancastra.

Fiori:   profumati riuniti in pannocchie coniche apicali lunghe 20-50 cm. Ciascun fiorellino è formato da un calice campanulato, una lunga corolla tubulosa terminante con 4 lobi e una specie di occhio rossastro al centro con 4 stami inseriti nel tubo. Il colore dei fiori può variare dal rosa al viola scuro, dal bianco al lilla a seconda del cultivar ed il profumo spazia dalla fragranza di vaniglia a quello del miele.

Utilizzo/Particolarità: Questa pianta è apprezzata per la sua straordinaria, lunga e profumata fioritura da giugno a settembre che attira irresistibilmente le farfalle. Per questa particolarità le è stato attribuito il nome volgare anglosassone di Butterfly Bush (arbusto delle Farfalle)

Per saperne di più: Wikipedia —– Acta Plantarum —– Università di Trieste

Ultimo agg.: 20 Mag 2022

ALLORO (Laurus nobilis “Aurea”)

Sinonimi: lauro, melauro — Provenienza: Asia Minore e bacino del Mediterraneo — Famiglia:  Lauraceae

Esemplari a Bollate: Parco Camilleri, Scuola Marco Polo, Scuola Montessori

Piccolo albero o arbusto “sempreverde” che può raggiungere anche i 20 metri di altezza con chioma densa e rami espansi. La corteccia è verde liscia negli esemplari giovani, più scura, bruno-grigiastra in quelli più vecchi. E’ un albero poco longevo perché vive in media circa 100 anni.

Foglie: alterne, lunghe 5-12 cm e larghe 2-5 cm, persistenti, ovalari con margine un po’ spiegazzato, coriacee; lucide di colore verde scuro nella parte superiore, opache e più chiare nella parte inferiore. Quando sono schiacciate emettono un profumo dolce e aromatico.

Fiori: è una pianta dioica, con fiori maschili e femminili portati su piante differenti. I fiori sono piccoli , giallo tenue o giallo-verdognoli, profumati, compaiono in marzo-aprile tra la foglie e il ramo, a mazzetti nella regione ascellare. L’impollinazione è anemofila.

Frutti: bacche ovali (drupe) peduncolate di 1-2 cm, verde scuro che diventano nere e lucide a maturità in autunno e persistono a lungo sui rami. In ogni bacca è contenuto un solo seme, che viene diffuso dagli uccelli.
La moltiplicazione avviene molto facilmente sia dai polloni che per talea.

Utilizzo/Particolarità: Usato nell’antichità come simbolo di gloria e fama. Con l’alloro venivano intrecciate corone per incoronare imperatori, atleti, poeti. Anche noi cingiamo d’alloro chi ha meritato un riconoscimento pubblico e per i neolaureati.
Il legno è duro, omogeneo, ben lucidabile perciò viene utilizzato anche in ebanisteria.
L’albero viene utilizzato a scopo ornamentale per siepi e bordure. Le foglie e i frutti, dotati di intensa profumazione aromatica per la loro ricchezza di oli essenziali, vengono utilizzati in cucina, in profumeria e nella produzione di saponi.
Fin dall’antichità è tra gli aromi più utilizzati in cucina! Dell’Alloro si utilizzano le foglie sia fresche che essiccate. L’Alloro è ideale per l’abbinamento con molti piatti: dalle minestre, alle carni, al pesce. Eccellente anche per insaporire i legumi e i carciofini sott’olio!
L’Alloro è un ottimo antinfiammatorio per i dolori reumatici, ma è utile anche per limitare molti disturbi respiratori e digestivi.

Per saperne di più: Wikipedia ——Agraria.orgActaPlantarum

Ultimo agg.: 27 Gen 2022

Famiglia delle BUXACEAE

BOSSO COMUNE (Buxus sempervirens )

Sinonimi: mortella, bossolo — Provenienza: Europa, Nord-Africa e Asia occidentale. — Famiglia: Buxaceae

Esemplari a Bollate: Parco Camilleri

Arbusto sempreverde, cespuglioso o a più fusti, di altezza variabile tra i 2 e 4 m; può vivere anche 500 anni. Molto diffuso dalla penisola iberica alla penisola balcanica. Cresce selvatico in terreni assolati o ombrosi dalle pianure alle montagne.

Foglie: opposte, molto fitte, ovate lunghe sino a 2 cm, coriacee, lucide, a cucchiaio, di colore verde scuro nella pagina superiore.

Fiori: insignificanti glomeruli ascellari o apicali bianco-verdognoli; la pianta fiorisce generalmente da marzo fino a maggio.

Frutti: sono piccole capsule grinzose, brune, di 1 cm che contengono piccoli semi velenosi.

Utilizzo/Particolarità : Cresce lentamente ma è apprezzato come pianta ornamentale per giardini dove spesso viene potato in forme artistiche stravaganti. Tutte le parti della pianta, in particolare le foglie, i semi e le radici sono tossiche se ingerite in quantità elevate. Il suo legno è durissimo, di colore giallo, liscio, molto pregiato. Un tempo si fabbricavano le tavolette da scrittura e le pissidi, cioè le coppe per la conservazione delle ostie consacrate. Oggi il legno è impiegato per la costruzione di strumenti musicali a fiato, per sculture lignee, per ebanisteria e intarsio e per modellismo navale.

Per saperne di più: Wikipedia —- Codiferro Garden

Ultimo agg.: 26 Nov 2021

Famiglia delle CORNACEAE

CORNUS (GENERE)

Al GENERE CORNUS, principale rappresentante della Famiglia delle Cornaceae, appartengono più di 60 specie di alberi e arbusti principalmente decidui con foglie lanceolate-ovate, fiori piccoli portati in fitte ombrelle o mazzetti che sono seguiti da fitti grappoli di piccole bacche o frutti carnosi (drupe).
Queste piante vengono coltivate per le brattee appariscenti, il portamento elegante, il colore variopinto dei frutti e delle foglie autunnali.
Ci soffermiano a destrivere il Corniolo, la Sanguinella e il Cornus elegantissima variegata, presenti nei nosti Parchi cittadini. Altre varietà molto diffuse e apprezzate sono il Cornus Alba caratterizzato da getti invernali rosso fuoco, il Cornus Aurea da foglie gialle, il Cornus florida o Cornus kousa riconoscibile per le ampie brattee bianche obovate e per i frutti carnosi di colore rosso di 2-4 cm simili alle fragole.

CORNIOLO ( Cornus mas)

Sinonimi: Corniolo maschio, Cornio, Corniello, Corgnolo, Cornelian cherry — Provenienza: Europa centro-meridionale fino al Mar Nero — Famiglia: Cornaceae

Esemplari a Bollate: Parco Centrale, Parco Camilleri, via Zandonai, Parco Expo 2015

Piccolo albero o arbusto caducifoglie, alto fino a 5-6 metri e altrettanto esteso in larghezza; cresce spontaneo dal piano ai 1500 m e può vivere sino a 100 anni. In Italia è ubiquitario, tranne che nelle isole.

Foglie: sono semplici (4-10 cm di lunghezza e 2-4 di larghezza), opposte con picciolo breve e peloso, di forma ovata o arrotondata con apice acuminato, una nervatura centrale e 4-5 coppie di nervature laterali, arcuate che convergono verso la punta ed il picciolo, margine liscio e compagine un po’ ondulata. Il colore è verde, più chiara la faccia inferiore.

Fiori: ermafroditi, di colore giallo dorato che sbocciano prima delle foglie da febbraio ad aprile; si presentano come corimbi semplici diffusi lungo tutto il ramo con 4 brattee di colore verdognolo sfumato di rosso. La corolla è a 4 petali acuti, glabri (senza peli), di colore giallo-dorato, odorosi.

Frutti: maturano in agosto e sono drupe (frutto carnoso) a forma di ciliegia allungata (anche di 2 cm) verde inizialmente, a maturazione assume colore rosso-scarlatto o rosso corallo (talora giallo), dal sapore dolce-acidulo con un seme osseo.

Utilizzo/Particolarità : come pianta ornamentale in parchi e giardini, per le foglie brillanti e la miriade di fiori gialli che compaiono a primavera. Il nome cornus si riferisce alla durezza del suo legno simile al corno. Il termine botanico di corniolo mas (maschio) sottolinea la resistenza del suo legno, utilizzato dai greci per costruire le aste delle lance e per costruire denti di ruote e ingranaggi soggetti a logoramento.
I frutti possono essere consumati freschi o utilizzati per preparare marmellate, composte e succhi. Si utilizzano anche per produrre bevande, liquori o si conservano sotto alcol come le ciliegie. Anche gli animali sono ghiotti dei suoi frutti.
Come pianta medicinale ha una azione tonico-astringente. In cosmesi la polpa viene usata come astringente per pelli grasse o seborroiche e nella cura delle malattie della pelle.

Per saperne di più: Wikipedia —- ActaPlantarum —- Agraria.org

SANGUINELLA (Cornus sanguinea)

Sinonimi: Corniolo sanguinello, Sanguinello, Sanguine — Provenienza: Europa e Asia Minore — Famiglia: Cornaceae

Esemplari a Bollate: Parco Centrale M.L.King, Parco Camilleri, Scuola Marco Polo,Parco Expo 2015

La sanguinella è un arbusto deciduo che può crescere fino ad un massimo di 5 m e vive mediamente una trentina d’anni. Deve il suo nome alle foglie rosse in autunno e alla corteccia rossiccia dei suoi rami più giovani.

Foglie: di colore verde, opposte, picciolate, ovali-ellittiche possono raggiungere una lunghezza di 10 cm, apice acuminato, margine intero, ondulato, con nervatura centrale evidente e 3-4 nervature per lato arcuate che si dipartono dalla principale fino all’apice. La faccia inferiore è pelosa. In autunno diventano rosse.

Fiori: bianchi, profumati e quadripetali, sono ermafroditi; compaio da maggio a giugno, e talora anche una seconda volta in autunno; sono riuniti in una infiorescenza a corimbo di 4-6 cm all’apice dei rami giovani.

Frutti: neri a maturazione, sono drupe sferiche grandi come un pisello poco commestibili.

Utilizzo/Particolarità : La Sanguinella cresce bene in qualsiasi habitat e in breve tempo forma raggruppamenti fitti che consolidano terreni in pendenza e rinverdisce aree incolte e boscaglie. Nei giardini viene utilizzata a scopo ornamentale per le sue foglie autunnali che si tingono di color rosso sangue.
Il legno duro e compatto, (Plinio chiamava il corniolo sanguinello Cornus “femina” per il legno meno duro rispetto a Cornus mas), viene impiegato per costruire manici per attrezzi e bastoni da passeggio. All’inizio del secolo il suo legno duro e bianco veniva bruciato come carbonella.
Dai suoi frutti, poco commestibili, veniva estratto olio per le lampade e i colori per l’industria tintoria. I suoi rami venivano usati per fabbricare cesti.

Per saperne di più: Wikipedia —- ActaPlantarum

CORNUS ELEGANTISSIMA VARIEGATA

Esemplari a Bollate: Parco Expo 2015

Arbusto simile alla Sanguinella, ma con foglie più allungate, lanceolate, con margine foliare bianco crema; i rami presentano una corteccia rossiccia, i fiori, bianchi sono riuniti in inflorescenza a corimbo che compare a maggio-giugno. I frutti neri sono piccole drupe sferiche.

Utilizzo/Particolarità : viene coltivato nei giardini essenzialmente a scopo ornamentale.

Ultimo agg.: 27 Nov 2021

BIANCOSPINO COMUNE (Crataegus monogyna)

Sinonimi: Azaruolo selvatico, Spino bianco — Provenienza: Europea — Famiglia: Rosaceae

Esemplari a Bollate: Parco Centrale

Arbusto o piccolo albero, a fogliame deciduo, che raggiunge 2-5 m di altezza, raramente i 10 m. Ha una crescita molto lenta e può vivere 500 anni. Presenta una chioma globosa o allungata e tronco sinuoso, con corteccia compatta, liscia di colore grigio-chiaro nelle piante giovani, brunastra che si sfalda a placche negli esemplari vecchi. I ramoscelli laterali terminano frequentemente con spine aguzze lunghe sino a 2 cm.

Le foglie caduche sono alterne, semplici, di colore verde brillante e lucide nella pagina superiore, più chiare nella pagina inferiore, lamina romboidale o ovale, con 3-7 lobi molto profondi (simili al prezzemolo) segno distintivo rispetto al Biancospino Selvatico o a quello di Lavalle. Presenta evidenti brattee alla base del piccolo.

I fiori, profumati, compaiono nel nostro parco nei primi di aprile, sono di colore bianco o leggermente rosato, sono ermafroditi, a 5 petali con un solo stilo ed antere rosate/rosse; i fiori sono riuniti in gruppi.

I frutti (in realtà falsi frutti perché derivano dall’accrescimento del ricettacolo fiorale e non da quello dell’dell’ovario) sono piccoli pomi di circa 7-10 mm di diametro, riuniti in densi grappoli, rossi e carnosi a maturità; contengono un solo nocciolo di colore giallo-bruno.

Particolarità: dai ritrovamenti effettuati si presume che nel Neolitico i semi del Biancospino fossero utilizzati come alimento. Nell’antica Grecia e a Roma il Biancospino era considerato una pianta fortemente simbolica legata alle idee di speranza, matrimonio e fertilità. Il Cristianesimo trasformò la simbologia di questa pianta; presumibilmente la corona di spine di Cristo era di Biancospino, perciò la pianta divenne simbolo di morte e di sorte avversa. L’associazione Biancospino/morte, fu rafforzata dallo sgradevole odore dei fiori di alcune specie europee.

Per saperne di più: Acta Plantarum

BIANCOSPINO DI LAVALLE (Crataegus x lavalley)

Provenienza: Europea , originario della Francia (ibrido tra il C. crus-gallo e il C. mexicana) — Famiglia: Rosaceae
Esemplari a Bollate: Parco Centrale

Piccolo albero deciduo dal portamento espanso, molto ornamentale in primavera per l’abbondanza dei suoi fiori bianchi e in autunno-inverno per i suoi frutti rossi; raggiunge un’altezza media di circa 7 m. La chioma ha una forma ovale che tende ad allargarsi col tempo ed è moderatamente fitta.

Le foglie sono alterne, ovali (non lobate come il Biancospino Comune), con margine seghettato, e misurano da 8 a 15 cm; sono di colore verde brillante durante la stagione vegetativa e diventano rosso-bronzo in autunno, rimanendo attaccate alla pianta fino ad inizio inverno.

Fiorisce in aprile-maggio; i fiori bianchi sono larghi fino a 2 cm, disposti in larghe ombrelle.

I frutti (falsi frutti) sono piccoli pomi di color rosso-arancio; sono riuniti in grappoli e rimangono sulla pianta fino a febbraio e sono molto graditi agli uccelli (frutti più grandi e persistenti del B. Comune).

Utilizzo/Particolarità: molto rustico, resiste all’inquinamento atmosferico, perciò è adatto a zone difficili come arbusto o come alberello da marciapiede o terrazza.

BIANCOSPINO SELVATICO (Crataegus oxycantha o laevigata)

Sinonimi: Biancospino selvatico, mayflower (fiore di maggio) — Provenienza: Europea — Famiglia: Rosaceae

Arbusto o piccolo albero, chioma globosa o allungata, irregolare dal fogliame deciduo; tronco sinuoso, spesso ramoso sin dalla base; corteccia compatta, di colore grigio chiaro che diviene in seguito bruno-rossastra, rami di colore bruno rossastro con abbondanti spine acute di 6-15 mm.

Le foglie sono alterne, semplici, ellittiche o obovate, cuneate alla base, con 1-2 lobi per lato poco profondi

Fiorisce tra aprile e giugno; i fiori bianchi sono ermafroditi e si presentano riuniti in gruppi di 5-10.

I frutti (falsi frutti) sono piccoli pomi ellissoidali, di 8-10 mm di diametro, riuniti in grappoli; sono rossi e contengono 2/3 semi ossei di colore giallo-bruno

Utilizzo/Particolarità: Il legno di colore rosso giallastro, molto compatto e duro, può essere impiegato per lavori al tornio. In tempo di guerra i semi di Biancospino tostati venivano utilizzati come surrogato del caffè e la polpa dei frutti essiccata come additivo della farina.
In Europa nel Medioevo i frutti venivano utilizzati per fare il vino.
In Gran Bretagna i fiori del Biancospino compaiono a maggio e per questo la pianta in inglese è chiamata mayflower ( fiore di maggio), come la nave che condusse in America i padri pellegrini.

Per saperne di più: Acta Plantarum
 

 

Crategus SPP del Parco Centrale M.L.King

Ultimo agg.: 26 Nov 2021

DEUTZIA ( Deutzia scabra )

Sinonimi:Provenienza: Cina e Giappone — Famiglia: Hydrangeaceae (ex Saxifragaceae)
Esemplari a Bollate: Scuola Rosmini

La Deutzia è un bellissimo arbusto da fiore di origine asiatica; ne esistono circa cinquanta specie, ma in coltivazione si trovano quasi esclusivamente ibridi, derivati da Deutzia glabra, Deutzia creata e Deutzia gracilis; hanno tutte un bel fogliame lanceolato o ovale.
La Deutzia scabra è un arbusto o pianta cespugliosa a foglia caduca, molto ornamentale, che può raggiunge i 2-3 m di altezza ed un diametro di 1,20-1,80 m. con lunghi rami talora ricadenti. La corteccia marrone si distacca in squame.

Foglie: foglie di colore verde, lanceolate-ovate con inserzione opposta sui rami presentano un margine finemente dentellato.

Fiori: bianchi raggruppati in spighe o grappoli che compaiono nel periodo di maggio-luglio; presentano, a differenza di altre specie, petali sottili molto mumerosi.

Utilizzo/Particolarità: Le deutzie sono coltivate come piante ornamentali per la incredibile fioritura: questi arbusti producono in primavera inoltrata una profusione di piccoli fiori. Sono arbusti molto resistenti a bassa manutenzione; possono essere potati ogni anno senza compromettere lo sviluppo della pianta.
La Deutzia può essere confusa con il Filadelfo ma la sua foglia è più lanceolata, il margine fogliare presenta dentellatura più evidente, i suoi fiori sono raccolti in una pannocchietta, il suo ramo non è cavo.

Per saperne di più: Università di Trieste

Ultimo agg.: 20 Mag 2022

ELICRISO (Helichrysum italicum)

Sinonimi: perpetuini, tignamica, semprevivo — Provenienza: Europa Meridionale — Famiglia: Asteraceae (ex Compositae)

Esemplari a Bollate: Parco Camilleri

Pianta sempreverde cespugliosa perenne, suffruticosa, diffusa in gran parte dell’Europa mediterranea e nelle zone costiere dell’Italia centro-meridionale e delle isole. Il nome Helichrysum deriva dal greco helios (sole) e chrysos (oro) per il colore giallo lucente delle inflorescenze dette “capolini”. Il nome volgare, Perpetuini, deriva proprio dai capolini di queste piante che hanno una parte delle squame secche che persistono a lungo inalterate.

Foglie: profumate, alterne, lineari, lunghe 20-40 mm e larghe 1 mm di colore grigio-argentee e ricoperte da fine peluria biancastra.

Fiori: fiorisce tra luglio ed agosto con corimbi ramificati, posti all’apice del fusto, composti da 20-30 capolini conici dalle squame giallo-brunastre. Ciascun capolino è composto da 12-15 fiori tubulosi, ermafroditi di colore giallo-oro brillante che emanano un odore intenso, aromatico inconfondibile simile alla liquirizia. L’impollinazione è entomofila, operata dalle api e da altri insetti pronubi.

Frutti: è un achenio oblungo dotato di un pappo

Utilizzo/Particolarità: Le parti fiorite vengono utilizzate come profumatori di biancheria e ambienti. In cosmetica l’elicriso è impiegato come fissante nei profumi.
In cucina le foglie dell’elicriso forniscono un moderato aroma di curry e possono essere impiegate per insaporire risotti, minestre, carne di pollame e ripieni conferendo un gusto caratteristico molto simile a quello del Curry. Per questo è anche chiamata “pianta del curry”. La pianta veniva anche utilizzata per aromatizzare il lardo.
L’elicriso era già conosciuto e apprezzato in epoca greco-romana e nel medioevo come pianta officinale per uso esterno, come lenitivo antinevralgico. I diversi preparati a base di elicriso (estratto fluido, sciroppo, aerosol, tisane) possono trovare impiego nelle malattie dell’apparato respiratorio, nelle malattie reumatiche e allergiche.

Per saperne di più: Wikipedia —-ActaPlantarum—- Agraria.org

Ultimo agg.: 27 Gen 2022

Famiglia delle ERICACEAE

ERICA (GENERE)

Comprende circa 850 specie di arbusti sempreverdi, suffruticosi, perenni, appartenenti alla famiglia delle Ericaceae. Le piante di Erica sono coltivate come ornamentali per la notevole produzione di fiori che in genere persistono a lungo. I semi sono molto piccoli e in alcune specie possono rimanere sul suolo per decenni. Ricordiamo oltre all’ Erica carnea descritta più oltre, l’Erica arborea che cresce sui pendii delle colline o in brulle pianure, molto più alta della Erica carnea, può raggiungere i 6-7 metri, ha radici imponenti e tortuose, resistenti al fuoco tanto da essere utilizzate per fabbricare pipe di gran pregio e l’Erica scoparia alta e molto ramificata ed i suoi rami in passato erano usati per realizzare scope.

ERICA (Erica carnea )

Sinonimi: Erica carnicina, scopina — Provenienza: Sud africa – Mediterraneo– Famiglia: Ericaceae

Esemplari a Bollate: Scuola Marco Polo

L’Erica Carnea è un arbusto sempreverde che vegeta diffusamente nei prati, pascoli aridi, pendii sassosi e soleggiati e nelle zone aperte e luminose dei boschi soprattutto di conifere fino ai 2500 metri, ma è presente anche in pianura. Cresce a cespuglio, prostrata con fusti legnosi striscianti sul terreno. Le parti erbacee seccano ogni anno ma rimane in vita la parte legnosa (=suffruticosa) da cui partono piccoli rami ascendenti, alti fino a 40 cm. Viene confusa facilmente con il Brugo.

Foglie: sono sempreverdi, piccole, aghiformi lunghe fino a 8 mm, riunite in verticilli di 3-5 elementi che si innestano direttamente sui rami ascendenti; sono lucide, di colore verde scuro, diventano brunastre seccando.

Fiori: allungati, penduli e rigonfi a forma di piccola botte per la fusione dei 5 petali (fiore urceolato), riuniti in grappoli. Il colore può variare dal bianco (varietà alba come nella scuola Marco Polo di Bollate) al rosa intenso. Dalla sommità dei fiori fuoriescono 8 antere scure e lo stimma più lungo che viene facilmente urtato dagli insetti facilitando l’impollinazione (impollinazione entomofila). Il periodo della fioritura va da dicembre a maggio.

Frutti: sono piccole capsule.

Utilizzo/Particolarità : L’erica si adatta a vivere su terreni poveri di nutrienti minerali e viene perciò usata per naturalizzare ambienti degradati o impiegata nei giardini ed aiuole come pianta ornamentale per formare bei tappeti colorati grazie alla selezione di molti cultivar di colore diversi.
In passato i fiori erano considerati portafortuna e offerti come pegno d’amore; con essi si producevano decotti usati come antisettici decongestionanti.

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BRUGO (Calluna vulgaris )

Sinonimi: falsa erica, erica selvatica o erica volgare, Calluna – Provenienza: Nord Europa — Famiglia: Ericaceae

Esemplari a Bollate: Castellazzo, Parco delle Groane

Il Brugo, piccolo arbusto, unico rappresentante del genere Calluna, si confonde facilmente con il genere Erica ma si differenzia da questo per la minore ramificazione e soprattutto per le foglie ed i fiori. Molto diffuso nei paesi freddi del nord Europa e nelle groane e nelle brughiere Italiane (da qui il nome di Brugo). E’ ben rappresentato nel percorso botanico “Parco dell’Ospedale di Garbagnate” nel Parco delle Groane.

Foglie: sono sempreverdi, opposte, aghiformi molto più piccole di quelle dell’ Erica carnea (inferiori a 2-3 mm), molto ravvicinate ai rami, in serie di 4.

Fiori: presentano una corolla semplice ed il calice a campanula pendula è diviso in 4 petali (non 5 come l’erica) che negli esemplari selvatici sono solitamente di tonalità viola o colore malva ma anche rosei, bianchi nella varietà alba. Le antere non fuoriescono dal calice. Viene impollinato da farfalle notturne ed api o dal vento. Fiorisce alla fine dell’estate, ma in pianura può fiorire fino a novembre.

Utilizzo/Particolarità : Il nome Calluna deriva dal greco “kallynein” (scopare), perché anche questa, come diverse altre nostre Eriche, serve, e soprattutto è servita per secoli, a realizzare scope. E’ una specie molto amata dalle api e il miele prodotto da questi fiori è particolarmente pregiato. I rami si prestano al taglio e, anche secchi, durano a lungo.

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Ultimo agg.: 26 Nov 2021

Famiglia delle CELASTRACEAE

EVONIMO EUROPEO ( Euonymus europaeus)

Sinonimi: Cappello da Prete, Berretto da Prete, Fusaggine, Fusaria comune, Corallini — Provenienza: Europa-Asia — Famiglia: Celastraceae

Esemplari a Bollate: Parco Camilleri, via Zandonai

Arbusto deciduo, cespuglioso, con rami divaricati, ma può crescere come pianta alta sino a 6 metri. Il portamento della pianta unisce lo sviluppo verticale dei fusti, che possono ricordare quelli del nocciolo, con l’apice decombente. I suoi rami di colore verde scuro-brunastri tendono ad essere quadrangolari per la presenza di 2-4 alette longitudinali sporgenti (simil sughero). Vive circa 50 anni. Ne esistono circa 170 varietà differenti, alcune con foglie perenni, diffuse in tutti i continenti. Cresce bene in zone di golena, margini boschivi. E’ raro solo in zone sabbiose.

Foglie: sono di colore verde, caduche, opposte, ellittico-lanceolate, lisce con margine finemente dentellato, in autunno assumono un bel colore rosso-arancione.

Fiori: verdognoli, peduncolati, piccoli e poco evidenti, raccolti in gruppi da 2 a 9, sono portati in infiorescenze ascellari a ombrello. I 4 petali giallo-verdastri poco appariscenti compaiono tra maggio e giugno.

Frutti: molto elaborati, tipiche capsule rosse fuoco di 1-1,5 cm con 4 lobi come un cappello da prete, si aprono in agosto lasciando scorgere per molto tempo i semi ovali ricoperti da un involucro (pericarpo) di colore arancione brillante e luminoso come quello dell’alchechengi che protegge i semi.

Utilizzo/Particolarità : Viene utilizzato a scopo ornamentale come siepe anche in luoghi ombrosi. Il nome di fusaggine deriva dall’utilizzo dei fusti per filare la lana. Dal suo legno si ottenevano anche i carboncini da disegno. Sembra che, un tempo, i frutti seccati e polverizzati fossero usati come polvere insetticida e antiparassitaria.
L’ Euonymus europeus è considerato pianta tossica, in particolar modo i frutti, per il contenuto in evonimoside, un glucoside cardioattivo, ed altri alcaloidi meno conosciuti.
I sintomi dell’intossicazione si manifestano con gastroenterite, vomito anche persistente, diarrea acquosa. La loro comparsa è tardiva, fino a 10-12 ore dopo l’ingestione di parti della pianta ed in particolare dei semi. Il quadro può essere complicato da febbre, allucinazioni, convulsioni e coma. L’avvelenamento può manifestarsi anche negli animali, sebbene rarissimo perché in genere rifiutano questa pianta.
Attenzione ai bambini piccoli attratti dal bel colore delle bacche: pianta bella ma tossica!

EVONIMO DEL GIAPPONE (Euonymus japonicus)

è un arbusto molto fitto spesso usato come siepe; presenta foglie semplici, persistenti, ovali, lucenti, coriacee, apice arrotondato, margine finemente seghettato, decisamente più coriacee rispetto all’Euonymus europaeus. Il colore delle foglie è differente nei vari cultivar: varia dal verde intenso al giallo, dal verde scuro al verde chiaro, con bordo della foglia che può essere bianco o crema (varietà variegata) come quella presente nel Parco Expo 2015 di Bollate. I frutti sono capsule coriacee con semi ricoperti da un arillo rosso.

Per saperne di più: – ActaPlantarum —- Agraria.orgGiardinaggio.it

Ultimo agg.: 26 Nov 2021

EDERA ( Hedera helix )

Sinonimi:Provenienza: Europa– Famiglia: Araliaceae
Esemplari a Bollate: … pressochè ubiquitaria

Pianta rampicante con fusto legnoso e foglie sempreverdi che cresce rapidamente ovunque e sopravvivere in climi e condizioni molto diverse. .

Foglie:  di color verde brillante nella pagina superiore, verde più pallido nella faccia inferiore; hanno forma diversa in base alla fase di crescita (eterofillia): quelle sui rami fioriferi sono ovate o romboidali, quelle adulte sono tri o penta lobate lunghe 4-6 cm di un bel color verde intenso.

Fiori: minuscoli fiori verdi giallognoli che compaiono in autunno riuniti in corimbi terminali che attirano molto le api (pianta mellifera).

I Frutti sferici di 4-7 mm, solitamente neri a maturazione, compaiono l’anno successivo alla fioritura e sono ottima fonte di cibo per gli uccelli.

Utilizzo/Particolarità: Sono piante rampicanti resistenti e facili da coltivare che per la variabilità della forma e dei colori delle foglie viene utilizzata per rivestire pareti, gazebo, tronchi degli alberi; non è una parassita (prende il nutrimento dalla sue radici), ma se troppo abbondante può soffocare o far cadere le piante a cui si attacca. Le radici aeree dell’edera hanno una presa molto salda che consente un’aderenza sicura e forte su qualsiasi superficie. Aderisce perfettamente a mattoni, tronchi, pietre, rocce. Riesce addirittura a smuovere gli intonaci vecchi e sgretolati.
Per contenerne la crescita piuttosto disordinata e per darle una forma più armoniosa è necessario potarla a fine inverno per non rinunciare alla fioritura autunnale.
L’Hedera helix è molto longeva tanto che esistono esemplari centenari con fusti di un metro di diametro.
Tutte le parti dell’edera se ingerite sono tossiche; anche la sua linfa se viene a contatto con la pelle può creare irritazioni o allergie.
Nel linguaggio dei fiori l’Edera è di buon augurio, infatti, è il simbolo della continuità e permanenza del desiderio. Le sue foglie a forma di cuore, si attaccano a muri e alberi in modo “indissolubile”.

Per saperne di più: Wikipedia ——Agraria.org —– Università di Trieste

Ultimo agg.: 20 Mag 2022

VITE DEL CANADA ( Parthenocissus tricuspidata )

Sinonimi:Provenienza: Himalaya e Asia Orientale– Famiglia: Vitaceae
Esemplari a Bollate: Scuola Rosmini

Pianta ornamentale rampicante, a rapida crescita, con foglie caduche. Il fusto principale può arrivare anche i quindici metri d’altezza.
Originaria dell’estremo oriente (Himalaya, Asia orientale) introdotta in America solo nel 1870 da dove si espansa sino a colonizzare il Canada.

Foglie: trilobate (a differenza della vite americana che ha una foglia composta da 5 foglioline) di colore verde chiaro in primavera, verde un po’ più intenso in estate. Il vero spettacolo cromatico compare in autunno quando sono presenti sfumature dal verde al rosso porpora acceso molto piacevoli alla vista.
Il portamento rampicante è assicurato da viticci che terminano con ventose a disco che permettono una adesione formidabile a qualsiasi struttura.

Fiori: tra giugno e luglio, compaiono infiorescenze a grappolo (racemi) formate da piccoli fiori di colore giallo paglierino simili a quelli del Lauroceraso.

I Frutti piccoli grappoli di bacche verdi che in autunno, a maturazione, assumono un colore blu – violaceo. Al loro interno sono contenuti piccoli semi scuri capaci di germinare.

Utilizzo/Particolarità: La vite del Canada non produce uva ma viene utilizzata per decorare gli ambienti esterni o per creare pergole ornamentali in giardino. Vive senza alcun problema sia in zone esposte direttamente ai raggi del sole che in zone ombrose. Non teme il vento nè il gelo. Per la sua crescita veloce e per la sua capacità di arrampicarsi spontaneamente a muri o sostegni (i tralci sono provvisti di viticci con ventose) è la pianta ideale per tappezzare muri o per coprire pergolati e gazebi. I suoi frutti (tossici per l’uomo e per gli animali domestici) sono molto apprezzati dagli uccelli.

Per saperne di più: Acta Plantarum —– Università di Trieste

VITE AMERICANA ( Parthenocissus quinquefolia )

Sinonimi:Provenienza: Nordamerica, Canada, Messico — Famiglia: vitaceae

E’ una pianta rampicante molto simile alla vite canadese anch’essa a crescita molto veloce considerata infestante.

Foglie:  sono composte, con cinque foglioline ovali, dentate ed appuntite, lunghe fino a 10 cm (quelle della vite canadese sono palmate, trilobate) sono di colore verde opaco e diventano di un bel colore rosso brillante in autunno/inverno. Si aggrappano alle strutture di sostegno con caratteristici i viticci terminali dei rami (senza ventose apicali). Forma e grandezza delle foglie variano molto in rapporto alle condizione di luce e umidità, fertilità del terreno.

Fiori: sono pressochè invisibili, bianchi verdastri compaiono da giugno a luglio.

I Frutti sono bacche grandi come pisellini molto appetite dagli uccelli, che cibandosene ne disperdono i semi.

Utilizzo/Particolarità: come la vite del Canada è utilizzata a scopo ornamentale per ricoprire ruderi, muri.

Per saperne di più: Wikipedia

Ultimo agg.: 22 Mag 2022

FILADELFO ( Philadelphus coronarius)

Sinonimi: fiori d’angelo, gelsomino della Madonna, falso arancio– Provenienza: Europa Centro meridionale, Caucaso — Famiglia: Hydrangeaceae (ex Saxifragaceae)
Esemplari a Bollate: Scuola Rosmini

Esistono moltissimi ibridi, varieta e specie di Philadelphus con foglie anche variegate di dimensioni diverse, fiori doppi, petali sfrangiati (P. inodorus originario del nord America con foglie ovate appuntite e fiori inodori a grappoli sul fusto, P. delavayi di origine cinese che in estate presenta fiori profumatissimi, P. microphyllus di origine americana con foglie e fiori più piccoli che compaiono in estate, P. pubescens, originario dell’America con foglie ovali più grandi e fiori delicatamente profumati che compaiono a fine primavera).
Il P. coronarius , presente nella scuola Rosmini, è un arbusto a foglie decidue con chioma larga, espansa, alto da 1 a 5 metri con fusto rivestito di una corteccia rossastra che si sfalda in lunghe e sottili strisce; è molto simile alla Deutzia dalla quale si distingue per i fiori a 4 petali e per i suoi rami cavi.Foglie: colore verde disposte sul ramo in paia opposte, lunghe sino a 9 cm, decidue, semplici, ovate con nervature evidenti, il margine nelle giovani foglie è liscio o presenta poche dentature, nelle foglie mature assume una evidente dentatura rada con denti poco profondi e apice appuntito.

Fiori: 2,5 cm x 3 cm di grandezza, bianchi, a coppa con 4 petali e molti stami, compaiono fra maggio e giugno, solitari o raccolti in racemi, dotati di un delizioso profumo, che ricorda da vicino quello dei fiori d’arancio.

I Frutti piccole capsule a quattro valve.

Utilizzo/Particolarità: II « fiore degli angeli » potato in modo drastico dopo la fioritura si presta alla formazione di dense e fitte siepi o alla creazione di macchie arbustive. Il suo profumo intenso si diffonde ad ampi aerali ed un solo esemplare profuma un intero giardino.
I Philadelphus vengono chiamati anche « fiore del Paradiso », « pianta degli zufoli » o « siringa ». Dai rami di questi arbusti si ricavavano un tempo fischietti e zufoli dalla particolare sonorità.

Per saperne di più: —Acta Plantarum —- Università di Trieste

Ultimo agg.: 20 Mag 2022

FORSIZIA ( Forsythia x intermedia )

Sinonimi:Provenienza: Cina e Giappone– Famiglia: Oleaceae
Esemplari a Bollate: Scuola Rosmini

La forsizia è il classico arbusto che annuncia la primavera con i suoi fiori gialli che compaiono sui rami ancora privi di foglie. La varietà più diffusa è la Forsythia x intermedia,  ibrido di F.susaapensa e F.viridissima.   Si presenta come un arbusto espanso che può raggiungere i 3-4 metri di altezza con rami che crescono rapidamente anche di 30-40 cm in un anno, sottili, pendenti verso il basso. La corteccia ha una consistenza ruvida e una tonalità grigio-marrone.

Foglie: allungate a forma di piccole lance di 8-10 cm, di colore verde chiaro, margine seghettato e di consistenza leggera. Compaiono in primavera dopo i fiori e in autunno assumono un colore giallo.

Fiori: a forma di campanula, di colore giallo intenso, dorato compaiono, prima della comparsa delle foglie, in gruppi da uno a tre sui rami nudi della precedente stagione, per questo le forsizie devono essere potate dopo la fioritura.

Utilizzo/Particolarità: La forsizia è un arbusto rustico, di facile coltivazione che all’inizio della primavera regala una fioritura abbondante. Come ricordato è necessario potarla al termine della fioritura, o comunque non oltre l’inizio dell’estate, in modo da stimolare la crescita di nuovi rami che andranno a fiore l’anno successivo. Ogni due o tre anni è necessario diradare gli steli più vecchi per migliorare la circolazione dell’aria.
In un grande giardino vale la pena utilizzare la forsizia come esemplare isolato in modo che possa esprimere al meglio il suo portamento e la sua fioritura.

Per saperne di più: Wikipedia —–Acta Plantarum

Ultimo agg.: 20 Mag 2022

FOTINIA (Photinia serrulata o x fraserii)

Sinonimi:Provenienza: Cina- Giappone Famiglia: Rosaceae

Esemplari a Bollate: Parco Expo 2015

Arbusto o piccolo albero sempreverde di origine orticola, eretto che può raggiungere i 6 m di altezza, adatto a formare siepi divisorie; nato da un incrocio tra Photinia glabra x Photinia serratifilia.
Il Genere Photinia comprende circa 40-60 specie fra arbusti ed piccoli alberi per lo più sempreverdi. Il loro nome deriva dal greco “brillante” e si riferisce alle foglie spesso lucide; il loro frutto è una piccola mela con diametro di 4-12 mm che permangono sui rami fino all’autunno.Foglie: perenni sempreverdi che possono raggiungere anche i 20 cm di lunghezza, ellittiche o inversamente lanceolate, con apice acuto, coriacee con bordo finemente dentato, di colore rossastro-bronzo quando germogliamo o invecchiano, verde scuro e lucide a maturità.Fiori:n tarda primavera compaiono grandi infiorescenze a corimbo (fino a 15 cm di diametro) costituite da piccoli fiori a cinque petali, a piattino o coppa, di colore bianco.Frutti: piccole bacche rosse di 0,5 cm che compaiono in autunno.Utilizzo/Particolarità : per la fittezza delle foglie, la varietà del colore delle sue foglie, la bellezza della sua fioritura primaverile viene utilizzata come siepe per delimitare spazi o angoli di giardino.
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Ultimo agg.: 26 Nov 2021

Famiglia delle RHAMNACEAE

FRANGOLA ( Rhamnus frangula o Frangula alnus Mill.)

Sinonimi: Frangola comune, Alno nero, putine — Provenienza: Europa, Africa nord-occidentale, Asia Minore e Iran. — Famiglia: Rhamnaceae

Esemplari a Bollate: Parco Camilleri, via Zandonai

Arbusto caducifoglie alto da 1,5 a 3 metri; occasionalmente albero alto fino a 7 metri con rami che si dipartono spesso dalla base. Vive ben dai 30 ai 50 anni nei margini boschivi. La corteccia dei rami è di colore bruno-violaceo, ricchissima di lenticelle rotonde nei rami giovani, allungate e trasversali nei più vecchi. E’ priva di spine.

Foglie: picciolate, alterne con nervature pelose, di forma ovata-ellittica, margine liscio appena ondulato e apice ottuso. Le nervature laterali partono dalla centrale e sono parallele tra loro fino al margine della foglia. In autunno assumono un bel colore giallo-rosso.

Fiori: raccolti in gruppi da 2 a 10 nelle ascelle fogliari, si sviluppano al momento della fogliazione e presentano sepali triangolari e 5 petali bianco-giallastri. Nei terreni umidi nel periodo estivo si possono trovare sulle estremità di ogni ramo boccioli, fiori, frutti verdi poi rossi poi neri. Nei luoghi asciutti la pianta fiorisce solo a primavera.

Frutti: sono drupe di forma sferica (max 1cm di diametro), peduncolate, di colore dapprima verde poi rosso, nero-violetto a maturità, contenenti 2-3 semi.

Utilizzo/Particolarità : Utilizzata a scopo ornamentale per la prolungato fioritura molto gradita alle api.
Il suo legno, con alburno giallo chiaro e durame rosso-mattone, veniva usato per fabbricare i cerchi delle botti.
L’intera pianta viene utilizzata, dopo essicazione di almeno un anno, per scopi medicinali per i suoi effetti marcatamente lassativi.

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Ultimo agg.: 26 Nov 2021

GELSOMINO GIALLO (Jasminum nudiflorum )

Sinonimi: gelsomino invernale, gelsomino di San Giuseppe – Provenienza: Cina – Famiglia: Oleaceae

Esemplari a Bollate: Scuola Marco Polo, Stazione Bollate Centro

Arbusto semi-rampicante che può arrampicarsi lungo un muro fino all’altezza di 3-4 metri; i rami sono di colore verde scuro, con sezione quadrangolare, dritti e rigidi, resistenti al freddo. Il nome latino della pianta è legato alla sua peculiarità di produrre i fiori su rami nudi privi di foglie.

Foglie: caduche, opposte, composte da 3 foglioline ovali verde scuro, lucide.

Fiori: piccoli, gialli con 4-6 petali fusi fra loro alla base (=gammopetali) tanto da assumere un aspetto imbutiforme; i fiori nascono direttamente dai rami prima della comparsa delle foglie. La fioritura si manifesta a fine inverno e in zone ben soleggiate può prolungarsi per un intero mese. I fiori, a differenza del gelsomino bianco, non sono profumati.

Frutti: si osservano raramente e sono rappresentati da una o due bacche saldate lateralmente.

Utilizzo/Particolarità : le origini del Gelsomino invernale sono molto antiche e pare che la sua diffusione e la sua coltivazione su scala mondiale si debbano al noto navigatore Vasco de Gama o a navigatori Inglesi. Apprezzato per la precoce fioritura, viene utilizzato per coprire muri oppure come pianta ricadente in giardini e parchi.
Antiche credenze popolari affermano che il Gelsomino aiuti chi lo coltiva a diventare più responsabile e più consapevole delle proprie azioni.

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Ultimo agg.: 26 Nov 2021

GINESTRE o GINISTEAE (TRIBU)

Provenienza: emisfero boreale Famiglia: Fabaceae

Il termine di Ginestre (Tribu Ginestae) comprende molte specie di piante appartenenti a generi differenti tutte appartenenti alla famiglia delle Fabaceae, quali: Calicotomene, Chmaecytisus, Cytisus, Genista, Spartium, Ulex.

GINESTRA COMUNE ( Spartium junceum)

Sinonimi: Ginestra comune, Ginestra odorosa — Provenienza: Mediterranea in senso stretto. — Famiglia: Fabaceae

Esemplari a Bollate: Scuola Montessori

Arbusto deciduo dal portamento eretto, alto 50-200 cm, con ramificazioni piuttosto lunghe e numerosi getti a sezione circolare ( a differenza della ginestra dei carbonai che presenta scanalature).

Foglie: sono semplici, sessili o brevemente picciolate, rade e distanziate, lineari-lanceolate, lunghe 1-3 cm, con margine intero, glabre, di colore verde scuro, presto caduche e quasi scomparse alla fioritura.

Fiori: profumati, papilionacei (a farfalla con 5 petali: un grande petalo superiore, due petali laterali detti ali e due petali inferiori saldati insieme) di circa 2 cm, sono di colore giallo intenso. L’impollinazione avviene tramite insetti (entomofila)

Frutti: è un legume falciforme, oblungo, verde e vellutato ma senza peli, più lungo di quello della Ginestra dei Carbonai, nerastro a maturazione; si apre con un meccanismo di torsione ed espelle lontano i suoi 10-18 semi bruni, lucenti e velenosi.

Utilizzo/Particolarità : Cresce bene in luoghi aridi, lungo i cigli delle strade delle regioni del centro-sud Italia e delle isole.
Nelle regioni centrali dell’Europa viene coltivata per la bellezza della sua fioritura.
Il suo profumo, simile al gelsomino, più dolce e meno penetrante rispetto alla Ginestra dei Carbonari, viene utilizzato nell’industria di profumi e cosmetici.
I suoi rami lunghi e senza foglie, simili ai giunchi, venivano utilizzati per costruire cesti e le sue fibre per corde e tessuti.

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GINESTRA DEI CARBONAI ( Cytisus scoparius o Spartium scoparium)

Sinonimi: Citiso scopario, Scannabecco — Provenienza: — Famiglia: Fabaceae

Esemplari a Bollate: Parco Camilleri, Scuola Montessori

Arbusto deciduo dal portamento eretto con rami sottili spigolosi e scanalati, verde brillante con numerose ramificazioni laterali che conferiscono al ramo l’aspetto di una scopa. Spontanea nell’Europa di nord ovest, assente nelle Alpi perché sensibile al gelo.

Le Foglie inferiori sono piccole e brevemente picciolate, a trifoglio composte, con foglioline obovate o oblunghe, leggermente pubescenti; quelle superiori sono semplici, lanceolate, lunghe 1-2 cm. Cadono precocemente nella stagione calda.

Fiori: sbocciano isolati o appaiati all’ascella delle foglie sui fusti dell’anno precedente; fiori ermafroditi, papilionacei (a farfalla con 5 petali: un grande petalo superiore, due petali laterali detti ali e due petali inferiori saldati insieme) di 20-25 mm di lunghezza, di colore giallo-oro e di odore molto penetrante, disposti a racemo. Fiorisce a maggio-giugno. L’impollinazione avviene tramite insetti (entomofila).

Il Frutto è un legume appiattito (largo 10 mm, lungo 30 – 50 mm), nero, solitamente peloso che si apre a maturazione scagliando lontano i semi.

Utilizzo/Particolarità : Scoparius significa scopa, perché con i suoi rami flessibili e difficilmente infiammabili si creavano scope adatte anche alla pulizia dei forni da pane. I suoi rami venivano messi dai carbonai sulla cima delle cataste di legna circondate dalla terra (le carbonaie) al fine di rallentare la combustione per produrre carbone migliore. Dai fusti si ricavavano tessuti, carta, cesti; dai suoi fiori sostanze coloranti. Il suo legno elastico veniva usato per fabbricare balestre.
Attualmente oltre che a scopi ornamentali viene utilizzata per consolidare i terreni scoscesi e arricchire il suolo per la sua capacità di fissare azoto.

Per saperne di più: Wikipedia —- ActaPlantarum

Ultimo agg.: 26 Nov 2021

GIRASOLE (Helianthus annuus )

Provenienza: Nord America Famiglia: Asteraceae

Esemplari a Bollate: Scuola Montessori, Scuola Rosmini

Veniva considerata dai nativi Americani pianta sacra e per gli Incas era il simbolo del sole, conoscevano le proprietà nutritive dei semi e ricavavano fibre dalle foglie e dal fusto. Importata in europa nel 16° secolo soprattutto a scopo ornamentale. Il suo nome si deve al fatto che presenta eliotropismo: le piante giovani girano con il sole per sfruttarne al massimo la luce il fiore maturo invece è sempre rivolto ad est.
E’ una pianta erbacea, fra le più grandi, con ciclo annuale, deve essere riseminata fra marzo e aprile. Il fusto nei paesi d’origine può raggiungere anche i 3 metri d’altezzae diametro da 1 a 10 cm. Il fusto eretto ha una superficie ruvida, scanalata risoperta da peli (setole) ed è sorretto da una lunga radice a fittone su cui sono inserite radici laterali.Foglie: foglie ovate o triangolari con lungo picciolo, superficie ruvida, opposte alla base, alterne nel resto della pianta.Fiori: presenza una inflorescenza “a capolino” composta da 2 tipi di fiori: al centro i fiori del disco (il “bottone”marrone) hanno un corpo tubolare (la corolla), i cui petali sono saldati insieme per la maggior parte della loro lunghezza; in genere quelli al centro sono chiusi mentre gli esterni sono aperti. Alla periferia ci sono i fiori del raggio che sono allungati  con corolla gialla formata da petali saldati fra di loro in modo da formare una linguetta molto lunga che dà all’intero fiore l’aspetto di petalo.Il Frutto  è un achenio che deriva dai  fiori del disco, misura circa 8-15 mm, racchiude i veri semi che sono circondati da pula indigeribile e provvista di un pappo.

Utilizzo/Particolarità :  viene coltivato fondamentalmente per estrarre l’olio: una buona produzione di acheni si aggira intorno a 20-25 quintali ad ettaro; in condizioni molto favorevoli di può arrivare a 35-40 quintali. Da 100 kg di semi di girasole si ottengono 35-40 kg di olio, con un buon valore alimentare, una buona conservabilità e stabilità. Dall’estrazione dell’olio si ha come residuato un panello molto ricco di proteine che viene impiegato nell’alimentazione zootecnica.

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LAUROCERASO (Prunus laurocerasus)

Sinonimi: Lauro regio, Lauro imperiale — Provenienza:Asia Minore, Europa sud-orientale e Medio Oriente — Famiglia: Rosaceae

Esemplari a Bollate: Parco centrale, Scuola Montessori, Scuola Marco Polo, Scuola Iqbal Masih, Giardino dei Giusti

Alberello sempreverde che può raggiungere i 15 metri di altezza, ma più frequentemente cespuglio o arbusto con chioma ovale o globosa dal tronco ramificato sin dalla base, molto robusto. La corteccia è bruno-nerastra, ruvida. Può vivere anche più di 100 anni.

Foglie: alterne, persistenti anche in inverno, coriacee, spesse anche 1-1,5 mm, oblunghe e tondeggianti verso l’apice (10-15 cm x 3-8cm), con margine liscio o con piccola seghettatura e apice appuntito. Le foglie sono verde scuro, lucide, molto più chiare quando giovani, tutte con faccia inferiore più chiara.

Fiori: i fiori sono bianchi raccolti in una infiorescenza eretta a racemo di 8-10 cm, ermafroditi, dal profumo pungente, gradevole. La fioritura si realizza tra marzo e maggio.

Frutti:

drupe tossiche, grandi come piselli, che quando maturano in autunno assumono una colorazione nero-violacea.

Utilizzo/Particolarità: Viene utilizzato per siepi o come arbusto ornamentale per le sue foglie persistenti a rapido accrescimento. Tollera il freddo e le drastiche potature. Si ricorda che è tossico in tutte le sue parti (acido cianidrico).

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Ultimo agg.: 01 Mag 2022

LIGUSTRO COMUNE (Ligustrum vulgare)

Sinonimi: olivella – Provenienza: Europa, Nord Africa, Asia Minore – Famiglia: Oleaceae

Esemplari a Bollate: Scuola Marco Polo, Scuola Rosmini

Pianta con portamento arbustivo (può diventare anche un alberello alto fino a 5 metri) utilizzato prevalentemente come siepe da recinzione. La corteccia è bruno-verdastra liscia con lenticelle rotonde o ellittiche in posizione trasversa.

Foglie: persistenti nelle regioni calde del Mediterraneo, caduche nei climi più freddi. Margine intero, corto picciolo, di consistenza coriacea, lucide, verdi su entrambe le facce, opposte sul ramo, verticillate 2 a 2 e ogni verticillo è posizionato a 90° rispetto a quello sottostante. Le foglie basali (quelle dei rami più bassi) sono più piccole ed hanno una lamina ellittica (larghezza 12 mm, lunghezza 16 mm), quelle apicali sono più grandi e lanceolate (larghezza 10-15 mm; lunghezza 30-40 mm.).

Fiori: ermafroditi, a simmetria raggiata (attinomorfi), tetraciclici cioè con calice, corolla (petali), androceo e gineceo composti da 4 elementi; sono molto profumati (per alcuni l’odore è sgradevole), raggruppati in piccole pannocchie terminali che compaiono da maggio a luglio.

Frutti: bacche quasi sferiche con endocarpo membranoso o cartaceo. Il colore del frutto è in genere nero, lucido tendente al rossastro cupo. Le bacche hanno un portamento eretto e sono velenose per l’uomo.

Utilizzo/Particolarità : oggi viene utilizzata come pianta da siepe visivamente molto piacevole per i fusti ben eretti, le foglie ovali, lucide di un colore verde brillante e per i suoi fiori bianco-avorio. Viene impiegato per separare o dividere spazi esterni in maniera semplice, elegante e raffinata, per erigere fitte barriere naturali o filari verdeggianti anche nella stagione autunnale. Le foglie, la corteccia e i fiori contengono tannini, resine, glucosidi e zuccheri.
Citato anche dal poeta romano Virgilio il ligustro era noto sin dall’antichità per le sue proprietà medicamentose per guarire le ferite e per ridurre le secrezioni. Le foglie, le gemme ed i frutti hanno azione lassativa, mentre l’infuso dei fiori, dei getti e della corteccia esplicano proprietà astringenti e antinfiammatorie.

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Ultimo agg.: 26 Nov 2021

MAGNOLIA CADUCIFOGLIA (A FOGLIE CADUCHE) (Magnolia x soulangeana)

Provenienza: Asiatica: ibridazione di due specie: M. liliflora e M. heptapeta — Famiglia: Magnoliaceae

Esemplari a Bollate: Parco Centrale M.L.King, Scuola Iqbal Masih, piazza della Chiesa

È un arbusto o alberello deciduo che raggiunge i 6 m di altezza.

Le foglie sono caduche, obovate o ellittiche, con margine intero, di colore verde chiaro; compaiono dopo la fioritura.

Fiorisce tra marzo e aprile; i fiori sono grandi e precoci, nascono su rami ancora spogli, di colore variabile dal bianco, al rosa, fino al viola. Dai fiori non si sviluppa alcun frutto poiché questa pianta è un ibrido creato nell’Ottocento, incrociando due varietà cinesi nel giardino botanico di Soulange Bodin.
Sono apprezzate soprattutto come ornamento di parchi e giardini, per la bella, precoce fioritura.

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Ultimo agg.: 01 Mag 2022

MELOGRANO (Punica granatum)

Sinonimi: Albero della vita o dell’Eden — Provenienza: Iran, Himalaya, India — Famiglia: Punicaceae

Piccolo albero o arbusto a foglie caduche con forte tendenza a produrre polloni radicali, può raggiungere i 5-6 metri di altezza e vivere anche oltre 100 anni.

Foglie: sono opposte o sub-opposte, strette e allungate (2 x 7 cm), margini interi, rossastre nei giovani germogli, verde chiaro lucide quando crescono.

Fiori: compaiono a maggio e sono di colore rosso intenso, di 3 cm di diametro, con tre-quattro petali sottili e grinzosi, inseriti su un grosso calice a forma d’imbuto. Sono portati in posizione isolata o a gruppi di 2-3 e più.

Frutti: la melagrana è un falso frutto di forma rotonda o leggermente allungata di 5 a 12 cm di diametro che matura a ottobre-novembre, di consistenza robusta e con buccia dura e coriacea. Dall’altra parte rispetto al picciolo è presente una caratteristica robusta corona formata da 4-5 pezzi, residui del calice del fiore. All’interno presenta diverse robuste partizioni dove si trovano i semi (arilli) cioè i “grani” presenti in grande quantità (fino a 600 ed oltre per frutto) di colore rosato o rosso rubino dal sapore dolce acidulo.

Utilizzo/Particolarità: da sempre apprezzato sia a livello ornamentale che per i frutti eduli si è diffuso sin dall’antichità nel Caucaso e nella regione mediterranea. I romani lo chiamarono Punica perché lo importarono dalla regione punica della Tunisia.
In Italia sono presenti numerose varietà e cultivar che si differenziano tra loro per dimensione, colore, epoca di maturazione, oltre che per il frutto più o meno acidulo o dolce. Le varietà ornamentali hanno fiori “doppi” ma sterili di colore rosso, giallo, bianco o variegato.

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Ultimo agg.: 27 Gen 2022

NOCCIOLO (Corylus avellana)

Sinonimi: Nocciolo comune, Nocciolo, Avellano, Avellana, Acciardello, Nocchio — Provenienza: Europa-Caucaso — Famiglia: Betulaceae (o Corylaceae)

Esemplari a Bollate: Parco Centrale M.L.King, Parco Camilleri, via Zandonai

La pianta ha portamento cespuglioso o ad albero che può raggiunge i 7-8 m di altezza; chioma globosa irregolare; le ramificazioni partono direttamente dalla base della pianta e si sviluppano in forma libera, i rami giovani recano peli corti. La corteccia è di colore marrone grigio e con lenticelle chiare. Molto diffusa in tutta Europa, dalle regioni mediterranee a 1200 m di altitudine, Asia Minore e Caucaso.

Foglie: caduche, alterne, semplici, picciolate, da rotonde a ovate, presentano una base cuoriforme e apice acuto. I margini sono doppiamente e grossolanamente dentati. La faccia superiore è verde scura lievemente pelosa, la faccia inferiore è più chiara e più pelosa. Evidenti 6-7 paia di nervature pennate.

Fiori: il Nocciolo è una specie monoica; le inflorescenze maschili sono lunghe pendenti in gruppi di 2-3 compaiono prima delle foglie sui rami dell’anno precedente, le femminili sono nascosti entro piccole gemme erette e presenta stigmi piumosi rossi di piccole dimensioni.

Frutti: acheni globosi commestibili (chiamate nocciole) solitari o a gruppi di 2-4 elementi sono avvolti da brattee con dentature irregolari e molto evidenti dalle quali deriva il nome greco di koris che significa elmo.

Utilizzo/Particolarità : Il Nocciolo viene coltivato come albero da frutta per le gustose nocciole utilizzate anche in prodotti di pasticceria. Ricco di oli viene usato anche in profumeria. Il suo legno è un buon combustibile e i suoi rami più sottili servono per la fabbricazione di cesti. Si adatta bene in tutti i terreni e tollera potature significative che gli vengono inferte perché utilizzato come siepe protettiva di altre colture.
Il nocciolo e’ una delle piante predilette dal tartufo bianco (Tuber magnatum) e dal tartufo nero di Norcia (Tuber melanosporum).

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Ultimo agg.: 03 Dic 2021

Famiglia delle APOCYNACEAE

OLEANDRO (Nerium oleander )

Sinonimi:Provenienza: Asia – Famiglia: Apocynaceae

Esemplari a Bollate: Giardino dei Giusti, Parco Centrale

E’ una arbusto sempreverde che può raggiungere anche i 6 metri di altezza. Il fusto legnoso è dapprima eretto poi i suoi rami si inarcano all’esterno. I rami giovani sono verdi e glabri. I fusti e i rami vecchi hanno una corteccia di colore grigiastro.

Foglie: persistenti, semplici, coriacee, lanceolate disposte a verticillo di 2 o 3, lunghe 10-14 cm e larghe 1-2 cm, apice acuto, breve peduncolo, margine intero e nervatura centrale prominente. La pagina superiore è lucida, quella inferiore grigia e opaca.

Fiori: grandi, vistosi, a imbuto con simmetria raggiata, disposti sulle cime terminale dei rami; nella forma semplice presentano corolle a 5 petali con margine ondulato. Il colore può variare dal bianco al rosa pallido, dal rosa al salmone, dal giallo al rosso carminio. Le varietà coltivate sono frequentemente a fiore doppio e sono più profumate.
La fioritura è abbondante, continua da aprile fino all’autunno.

I Frutti sono stretti baccelli fusiformi, legnosi, lunghi sino a 15 cm che a maturità si aprono longitudinalmente lasciando fuoriuscire i piccoli semi fertili che, dotati di propaggini piumose, vengono trasportati dal vento anche per lunghe distanze.

Utilizzo/Particolarità : L’oleandro, un arbusto tipico della vegetazione mediterranea, è diffuso in tutta Italia per la sua bella fioritura che si prolunga dalla primavera all’autunno. Nonostante il naturale portamento cespuglioso può essere allevato “ad albero” per realizzare suggestivi viali fioriti. Grazie alle poche esigenze colturali si utilizza spesso anche nell’arredo urbano, in quanto sopravvive anche in condizioni di coltivazione non ideali, come caldo estremo o siccità.
Tutte le parti dell’Oleandro sono tossiche anche se essiccate o bruciate sul fuoco.

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Ultimo agg.: 26 Nov 2021

ORTENSIA ( Hydrangea macrophylla )

Sinonimi:Provenienza: Asia orientale e Cina — Famiglia:Hydrangeaceae (ex Saxifragaceae)
Esemplari a Bollate: Scuola Rosmini

Il genere comprende diverse specie di piante legnose arbustive che si differenziano per caratteristiche della foglia e dell’inflorescenza. La particolarità di questa pianta sono i fiori, riuniti in infiorescenze più o meno sferiche; la H. macrophilla è un arbusto a foglie caduche che può raggiungere anche dimensioni notevoli in altezza e larghezza (più di 4 metri).

Foglie: grandi, ovali con margine fittamente dentato e apice acuminato; lucide con nervature ben evidenti, margini arrotolati lunghe sino a 20 cm.

Fiori: da luglio a settembre compaiono grandi infiorescenze a palla con diametro che può raggiungere anche i 20 cm, ciascuna composta da tanti fiorellini a 4 petali che presentano strutture differenziate: i fiori interni sono più piccoli e fertili mentre quelli esterni sono sterili ma vistosi per attirare gli insetti.
L’infiorescenza dura a lungo e il suo colore varia in funzione delle caratteristiche del terreno: in presenza di terreno acido, inferiore a pH 5,5 si presenta di colore azzuro intenso-blu, in terreni con pH più elevato i fiori assumono una tonalità rosa acceso.

Utilizzo/Particolarità: Per la bellezza della loro inflorescenza colorata e persistente l’Ortensia macrofilla viene utilizzata nei giardini come gruppo isolato o come gruppo in una bordura arbustiva. Piantate in zone differenti possono presentare fioriture con colorazione differenti dall’azzurro al rosa intenso. I loro capolini possono essere fatti essiccare e utilizzati nelle composizioni di fiori secchi.
Tutte le parti delle ortensie sono tossici e possono causare disturbi gastro-intestinali se ingerite.

Una specie particolare di Hydrangea è l’ortensia quercifolia caratterizzata appunto da foglie lobate palmate che possono essere simili a quelle di una quercia; è una specie che supporta meglio un ridotto apporto d’acqua, la sua fioritura è per lo più tardiva, con grappoli di fiori meno ampi della macrophylla; in alcune varietà di quercifolia i fiori si riuniscono in ampie e fitte pannocchie lunghe fino a 20 centimetri. In autunno le foglie assumono una belle colorazione rosso arancio.

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Ultimo agg.: 20 Mag 2022

PRUGNOLO ( Prunus spinosa)

Sinonimi: prugno spinoso, strozzapreti, susino di macchia, vegro. — Provenienza: Europa, Caucaso – Famiglia: Rosaceae

Esemplari a Bollate: Parco Camilleri

Alberello di piccole dimensioni o arbusto “spinoso“, caducifoglie, alto tra i 2,5 e i 5 metri, a lenta crescita, resistente al freddo e a molti parassiti. Distribuzione: è presente in tutta l’area mediterranea, compreso il nord Africa, quasi tutta l’Europa, Asia Minore e Caucaso.

Foglie: piccole, ovate-ellittiche, alterne, brevemente picciolate, con margini dentati. Le foglie hanno un colore verde opaco nella faccia superiore e pubescenti in quella inferiore.

Fiori: solitamente bianchi, numerosissimi, compaiono all’inizio della primavera (marzo-aprile) prima delle foglie. I fiori sono portati da un breve peduncolo peloso.

Frutti: sono drupe di 1-1,5 cm aspre , tondeggianti, nero-bluastre con all’interno un seme legnoso di 8 mm.
I frutti (ricoperti dalla pruina, patina cerosa biancastra che protegge il frutto dalla disidratazione e dai raggi ultravioletti) persistono a lungo sui rami e sono ambiti dagli animali solo a completa maturazione in autunno avanzato.

Utilizzo/Particolarità : Le bacche che rimangono a lungo attaccate ai rami fanno sì che la pianta venga usata come arbusto ornamentale nei giardini. Il legno del Prugnolo è molto resistente e veniva utilizzato per costruire attrezzi o per intarsi. La sua corteccia era utilizzata in passato per colorare di rosso la lana.
I frutti molto aspri sono utilizzati per preparare bibite, marmellate e bevande alcoliche ( il bargnolino o prunella).
L’infusione di foglie o il liquido di cottura dei frutti hanno proprietà diuretiche, antiinfiammatorie, lassative.

Per saperne di più: Wikipedia —- ActaPlantarum

Ultimo agg.: 26 Nov 2021

PYRACANTHA (Pyracantha Coccinea)

Sinonimi: agazzino (anche Cotoneaster pyracantha) — Provenienza: Cina — Famiglia: Rosaceae

Esemplari a Bollate: Parco Camilleri

Arbusto sempreverde o caducifoglia in climi freddi a crescita rapida raggiunge rapidamente 2-3 metri d’altezza. Ne esistono molte varietà differenti. Ha portamento eretto, i rami di colore marrone scuro si sviluppano spesso in modo disordinato, producendo una densa chioma tondeggiante; sono muniti di lunghe spine acuminate.

Foglie: di piccole dimensioni, di colore verde scuro, ovali, talora arrotondate senza apice, lucide, leggermente coriacee, con margine liscio o lievemente dentato. Cadono in primavera all’emissione delle nuove foglie.

Fiori: compaiono in tarda primavera, sono bianchi con 5 petali (tipico delle rosaceae), con sepali brevi, non sovrapposti, con lunghi stami ed antere scure; sono disposti a corimbi talora molto fitti da fasciare completamente i rami. L’impollinazione avviene tramite insetti in particolare le api.

Frutti: sono piccoli pomi (drupe) con diametro di circa 5-8 mm; possono essere rossi, gialli o arancioni a seconda delle varietà. Possono rimanere sui rami fino alla primavera successiva. Sono commestibili.

Utilizzo/Particolarità : utilizzata soprattutto a scopo ornamentale, spesso usata per costituire siepi impenetrabili; molto decorativa anche come esemplari singoli. Molto robusta, sopporta bene le potature.

Per saperne di più: Wikipedia —- ActaPlantarum

Ultimo agg.: 26 Nov 2021

ROSA (GENERE)

La Rosa è una pianta molto antica che cresce spontanea in tutte le zone temperate dell’emisfero settentrionale dall’Europa all’Asia e comprende circa 150 specie. L’uomo attirato dalla bellezza dei fiori ha creato circa 2000 varietà diverse per forma, colore e profumo attraverso la coltivazione, l’ibridazione e l’innesto.
In Italia esistono oltre 30 specie di rose selvatiche, sono arbusti con portamento rampicante oppure tappezzante; fra queste ricordiamo: la Rosa canina la più semplice e “naturale”, la Rosa pendulina delle Alpi e dell’Appennino settentrionale, la Rosa glauca frequente sulle Alpi, ecc.

ROSA ARBUSTIVA (Rosa spp)

Sinonimi:Provenienza: Asia, Europa – Famiglia: Rosaceae

Esemplari a Bollate: Scuola Marco Polo

Con questo nome sono comprese molte specie e cultivar e non è possibile identificare la specie esatta; la rosa selvatica “naturale” per eccellenza è la Rosa Canina. Il fusto è costituito da rami flessibili ricoperti da spine che costituiscono una difesa dagli animali predatori.

Foglie composte: decidue, costituite da 5 – 7 foglioline con margini dentati, di colore verde più o meno scuro a volte con sfumature rossastre.

Fiori: sono ermafroditi, con corolla di 5 petali a simmetria raggiata (actinomorfi). I fiori della Rosa canina (rosa selvatica “naturale” per eccellenza ) presentano solo cinque petali più o meno profumati, di colore bianco o rosa; la maggior parte di rose selezionate dall’uomo presentano invece molti strati di petali perché ritenute più belle. Nella scuola Marco Polo sono presenti un esemplare con petali rosa ed uno con petali rossi a più strati.
La fioritura a seconda della specie può protrarsi per tutta la primavera e l’estate con fiori che durano pochi giorni/settimane ma sono rifiorenti.
(Cinque petali sono più che sufficienti per attirare gli uccelli e favorire l’impollinazione; più strati di petali sono superflui per la riproduzione, mentre richiedono maggiori sostanze nutritive, risultano quindi meno efficienti ma vengono selezionate dall’uomo per motivi estetici).

Frutti: sono prodotti durante la stagione autunnale; sono falsi frutti tondeggianti o a forma di pera chiamati cinorrodi, all’interno dei quali si formano i veri e propri frutti, gli acheni. I cinnorodi, di colore arancione, rosso o rosso-bruno, sono molto ricchi di vitamina C.

Utilizzo/Particolarità : Oltre che come piante ornamentali, alcune Rose (R. damascena, R. moschata) sono coltivate per ricavarne oli essenziali dai petali. I frutti sono impiegati nella preparazione di tisane, confetture, liquori e i petali possono essere consumati in insalata. E’ incredibile pensare che quando l’uomo è apparso sulla terra, le rose originarie esistevano già, infatti da reperti fossili si presume che risalgano a circa 30-40 milioni di anni fa. L’uomo ne ha gustato il sapore dei fiori e dei frutti ignaro del beneficio che il suo organismo ne ricavava (la vitamina C presente nei cinorrodi). Le ha apprezzate per la loro bellezza e le ha diffuse in tutto il mondo, creando molteplici specie e sottospecie.

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Ultimo agg.: 26 Nov 2021

Famiglia delle ANACARDIACEAE

SCOTANO (Cotinus coggygria )

Sinonimi: Sommacco selvatico, albero della nebbia Provenienza: Mediterraneo sudorientale– Famiglia: Anacardiaceae

Esemplari a Bollate: Parco Expo 2015

Arbusto deciduo, raramente albero che supera i 2-3 m con rami espansi che conferiscono un aspetto globoso. La corteccia è liscia negli esemplari giovani, rugosa quando invecchia. Habitat preferito: regioni meridionali della Cina e degli Stati Uniti.

Foglie: arrotondate o ampiamente ellittiche di 4-6 cm, alterne con lungo peduncolo, di colore verde chiaro in primavera, gialle-arancione-rosse in autunno. Inserzione alterna ma a livello apicale si presentano in verticilli.

Fiori: piccoli, verdastri riuniti in pannocchie piumose lunghe più di 20 cm che compaiono tra giugno e luglio e danno alla pianta un aspetto soffice lanuginoso di colore rosa, che può ricoprire l’intera pianta.

Frutti: piccole drupe di 2-5 mm, non commestibili, lucide con riflessi rossastri e peduncolo tomentoso che accentua l’aspetto cotonoso della pianta.

Utilizzo/Particolarità : L’eleganza delle foglie arrotondate, che si colorano in autunno, la selezione di cultivar dal fogliame color porpora, le pannocchie floreali che assomigliano a pennacchi leggeri simili al fumo rendono questa pianta adatta a decorare angoli di giardino o comporre siepi miste con macchie ad effetto.
Le foglie ricche di tannino sono utilizzate per la concia delle pelli.

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Ultimo agg.: 26 Nov 2021

SORBO MONTANO (Sorbus aria)

Sinonimi: farinaccio — Provenienza:  Europa centro-meridionale Famiglia: Rosaceae

Esemplari a Bollate: Parco Expo 2015

Comprende alberi e arbusti eterogenei per grandezza, tipologia delle foglie, ma che producono frutti simili. Arbusto o alberello alto 6-15 m. con chioma irregolare e fusto che spesso si divide in più rami. L’esemplare del Parco Expo è un arbusto piccolo e strisciante.

Foglie: Foglie semplici (non composte come in altri sorbi), caduche con lamina di forma molto variabile, perlopiù ellittica, lunghe 6-12 cm, margine doppiamente seghettato, di consistenza coriacea con pagina superiore verde scura lucida e pagina inferiore bianco-feltrata. Sono pelosi anche i giovani rami e le gemme.

I Fiori, bianchi, di circa 1-2 cm di diametro con calice peloso-feltrato, compaiono da maggio a giugno e si presentano riuniti in corimbi piatti di 20-30 elementi.

I Frutti sono pomi rosso-arancioni sferoidali di circa 1 cm di diametro riuniti in grappoli pendenti che maturano a settembre. Sono farinosi e insapori.

Utilizzo/Particolarità : albero campestre spontaneo in tutta Europa che si incontra lungo i bordi delle strade o a margine di zone boschive assolate, nei pendii e nelle scarpate. Resiste bene al gelo ma tollera male una prolungata siccità. Nelle nostre città viene utilizzato prevalentemente a scopo decorativo.

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Ultimo agg.: 26 Nov 2021

SPIREA (GENERE)

Provenienza: Asia sud-orientale – Famiglia: Rosaceae

Sono un genere di piante arbustive appartenenti alla famiglia delle Rosaceae caratterizzati da fusti sottili, più o meno ramificati ma con aspetto per lo più compatto, foglie decidue, dentate o lobate, spesso picciolate. I fiori sono bianchi o rosati, piccoli e raccolti in vistose infiorescenze, i frutti sono piccole capsule. Fioriscono per lo più all’inizio della primavera. Spiraea era nome usato dagli antichi (dal greco “speira” che significa legaccio) per una pianta così chiamata perché i suoi rami servivano a far corone, ghirlande
Originarie dell’Asia (Cina e Giappone) si sono diffuse in Europa nel 19° secolo a scopo ornamentale. Se ne riconoscono fino a 80 specie differenti, contrassegnate da peculiare forma delle foglie, fioritura, colore, origine. Ci soffermiamo a descrivere la Spirea cantonese perché presente nel Parco Centrale Martin Luther King e nel giardino della Scuola Marco Polo di Bollate.

SPIREA CANTONENSE (Spiraea cantoniensis)

Sinonimi: Spirea di Canton, spiraea reevesiana – Provenienza: Cina Famiglia: Rosaceae

Esemplari a Bollate: Scuola Marco Polo, Parco Centrale

Arbusto perenne a foglie decidue, con rami sottili, leggermente ricurvi all’estremità, con fitta ramificazione. Diffuso per scopi ornamentali raggiunge 1-2 metri di altezza.

Foglie: picciolate, alterne, semplici, lanceolate e irregolarmente dentate nella metà distale, margine seghettato, di colore verde-bluastro, lunghe sino a 6 cm.

Fiori: fioritura primaverile in genere molto abbondante, costituita da corimbi di circa 5 cm con 15-30 fiori a cono di colore bianco neve, uno vicino all’altro con peduncoli molto corti a formare quasi una palla di 5-8 cm. Ciascun fiore ha 5 sepali, 5 petali e numerosi stami e sono leggermente profumati.

Frutti: è un poli-follicolo formato da 3-5 carpelli (o carpidi) cioè foglie più o meno profondamente modificate che concorrono alla formazione dell’ovario e poi alla copertura del seme.

Utilizzo/Particolarità : per la sua abbondante fioritura primaverile viene utilizzata a scopo ornamentale nei giardini o per creare in poco tempo, data la veloce crescita , bellissime siepi. Se affiancata alla Spirea del Giappone, che presenta una spettacolare fioritura di colore rosa o rosso più tardiva, offrirà un effetto cromatico sorprendente. Se collocate nei pressi di un orto favoriscono l’impollinazione degli ortaggi perché attirano grandi quantità di insetti quali api e farfalle.

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Ultimo agg.: 26 Nov 2021

SYRINGA (GENERE)

Provenienza: Europa, Estremo Oriente, Persia – Famiglia: Oleaceae

Comprende una trentina di specie di arbusti decidui utilizzati soprattutto a scopo ornamentale che posono raggiungere l’altezza di 5 metri. Le specie più diffuse diffuse sono:

  • la syringa vulgaris, lillà per antonomasia, la più diffusa, robusta e profumata (vedi oltre)
  • la syringa reflexa e la syringa villosa: con pannocchie di fiori più aperte
  • la syringa josikaea, o lillà ungherese, un arbusto vigoroso con foglie grandi e di colore malva o viola intenso
  • la syringa persica, o lillà persiano, con fiori dal caratteristico profumo di lavanda
  • la syringa yunnanensis, o lillà cinese, con fiori rosa dal gradevole profumo.

LILLA’ (Syringa vulgaris)

Sinonimi: serenella– Provenienza: Asia orientale, Europa sudorientale (Balcani) – Famiglia: Oleaceae

Esemplari a Bollate: Giardino dei Giusti

Arbusto forte e rustico introdotto in Europa centrale nel XVI sec , naturalizzato nel bacino del mediterraneo e coltivato diffusamente per l’intenso e gradevole profumo dei suoi fiori. Portamento eretto con rami ascendenti; se coltivato con grande maestria può crescere con fusti alti sino a 5 metri.

Foglie: caduche, ovali o cordate con apice appuntito, lunghe 5-12 cm, di colore verde chiaro, sottili e delicate; spuntano in primavera tra marzo e aprile.

Fiori: lunghe infiorescenze molto profumate costituite da grandi pannocchie (10-20 cm) composte da piccoli fiori tubolari lunghi 1,5 cm, con 4 petali ben divaricati che si aprono in successione tra aprile e giugno. I fiori sono tradizionalmente di colore lilla, ma da almeno 100 anni sono stati prodotti ibridi e cultivar bianchi, crema, azzurri e viola intenso. Intorno al 1780 nell’Orto Botanico di Rouen in Francia è comparso un ibrido spontaneo la Syringa x chinensis nato dall’incrocio del Lillà comune (Syringa vulgaris) e del Lillà persiano (Syringa persica): a differenza del Lilla comune ha un portamento più lasso, lunghi rami arcuati, infiorescenze di fiori lilla-rosa erette o pendule lunghe sino a 15 cm.

Frutti: piccole capsule ovali raccolte in pannocchie, deiscenti a maturazione.

Utilizzo/Particolarità : in parchi o giardini è coltivata a scopo ornamentale per formare siepi, boschetti fioriti o per creare deliziosi angoli colorati e profumati in grado di attirare una grande quantità di api.
Viene forzata la fioritura invernale di varietà di colore bianco per addobbi floreali di cerimonie nuziali o di battesimi in quanto simboleggia la purezza, l’amicizia, l’amore: secondo la tradizione i fiori freschi attiravano le fate e allontanavano gli spiriti maligni.
Il suo legno duro, cavo (“sirinx”), nell’antichità veniva utilizzato per creare strumenti musicali a fiato come i flauti.
La sua corteccia veniva usata per decotti contro la febbre e le sue foglie come rimedio decongestionante. Con i fiori si preparavano profumi e oli da massaggio contro reumatismi e dolori articolari.

Per saperne di più: Wikipedia

Ultimo agg.: 26 Nov 2021

VEIGELIA (Weigela florida )

Sinonimi: Weigelia, Diervilla florida – Provenienza: Cina, Giappone – Famiglia: Caprifoliaceae

Esemplari a Bollate: Parco Centrale

Al genere Weigela appartengono 10 specie di arbusti decidui a rapida crescita che possono raggiungere i 3 metri di altezza e crescere abbondantemente anche in senso orizzontale. Le Weigela si ibridano con facilità e possono perdere le caratteristiche dei semi. La varietà Florida ben si è adattata bene ai nostri climi e ne sono stati prodotti molti cultivar con fogliame e fiori di colori differenti.

Foglie: opposte, da oblunghe a ovate lunghe 4-6 cm, margine seghettato, apice appuntito. Il colore può variare dal verde scuro al bronzo-rosso della varietà Purpureis o al rosso-rubino della varietà Bristol Ruby. Le foglie della Weigela florida sono pelose nella pagina inferiore, quelle della Weigela japonica su entrambe le facce.

Fiori: tra maggio e luglio sui rami più giovani compaiono fiori tubulosi a 5 petali saldati sino alla metà della lunghezza molto caratteristici, variamente colorati con l’esterno che varia dal rosa pastello al rosa porpora, dal bianco al giallo mentre l’interno è solitamente di colore più chiaro. I fiori sono lunghi 3-4 cm, solitari o raccolti in corimbi di 3-4 elementi.

Il Frutto è una capsula secca contenente numerosi piccoli semi alati.

Utilizzo/Particolarità : per la precoce ed abbondante fioritura viene utilizzata per creare stanze fiorite nei giardini e nei parchi. La fioritura più abbondante si verifica in primavera, tra maggio e giugno, ma si rinnova anche a fine estate, tra agosto e settembre.

Per saperne di più: Università di Trieste

Ultimo agg.: 20 Mag 2022

VIBURNO OPPIO ( Viburnum opulus)

Sinonimi: viburno oppio, palla di neve – Provenienza: Eurasiatica – Famiglia: Caprifoliaceae

Esemplari a Bollate: Parco Camilleri, Forestazione Zandonai

Arbusto eretto, fittamente ramificato, con chioma espansa che può raggiungere i 4 m. Può vivere 30-50 anni. La corteccia è bruno grigiastra chiara a grandi lenticelle, con fenditure verticali, i rami giovani sono glabri, lucidi e flessibili. Diffuso in tutta l’Europa centrale, cresce bene dalla pianura sino a 1500 metri se il terreno è ricco di acqua.

Foglie: decidue, opposte, con lamina palmata a 3-5 lobi o palmata-lobata di 5-12 cm con margine profondamente dentato; pubescenti inizialmente poi lisce con peduncolo rossastro di 2-3cm e due ghiandole nettarifere alla base. In autunno assumono un bel colore rosso-arancione.
(vi sono varietà con foglie non lobate)

Fiori: bianchi a 5 petali riuniti in ampie ombrelle appiattite di 5-10 cm di diametro molto profumate; il giro più esterno delle infiorescenze è costituito da fiori più grandi sterili che servono ad attirare gli insetti, i fiori più interni, più piccoli, sono fertili. Fioritura da maggio a settembre e nella stessa pianta si possono trovare anche i frutti.

Frutti: sono drupe rosse parzialmente tossiche, lucide, di 8 mm di diametro che maturano in agosto, spesso persistenti anche dopo la caduta delle foglie. Le drupe, appetite dagli uccelli, contengono un solo seme, piatto e cuoriforme.

Utilizzo/Particolarità : Per la facilità di coltivazione, la capacità pollonifera e la bellezza della fioritura sono state selezionati cultivar con fiori molto più globosi e di maggior effetto decorativo ma solitamente sterili.
Ottima per formare siepi campestri per consolidare il terreno lungo le rive dei fiumi.

Per saperne di più: Wikipedia —- ActaPlantarum —- Agraria.org

VIBURNO “PALLON DI MAGGIO” ( Viburnum x sp )

Sinonimi: Pallon di Maggio – Provenienza: cultivar – Famiglia: Caprifoliaceae

Esemplari a Bollate: Parco Expo 2015

Il cultivar / specie presente nel “Parco Expo 2015” diBollate presenta foglie a lamina palmata con 3 lobi, simile a quella del viburno oppio, verde intenso.
Differente è invece l’inflorescenza, molto simile a quella del Viburnum X Carlcephalum Hort. , formata da piccoli fiori, profumati, di colore bianco, rosa in boccio di 4-5 petali, riuniti in grandi ombrelle sfreriche “a palla”.

Ultimo agg.: 26 Nov 2021

WISTERIA (GENERE)

Provenienza: estremo Oriente – Famiglia: Fabaceae

Con il termine Wisteria o Wistaria o Glicine indichiamo comunemente almeno una decina di arbusti e piante rampicanti provenienti dall’estremo Oriente, così chiamati in onore di un docente tedesco che insegnava nell’Università della Pennsylvania Gaspare Wistar (1761-1818).
Pianta rampicante decidua longeva che può sviluppare rami sottili di alcuni metri in una sola stagione vegetativa. Il tronco, bruno, si attorciglia già dalla base modellandosi al sostegno più vicino e può crescere fino a 20 m in altezza ed estendersi per molti metri in orizzontale. Può essere una pianta molto longeva ed estendersi notevolmente.L’esemplare Monumentale più esteso al mondo è stato piantato nel 1894 e si trova a Sierra Madre nella Contea di Los Angeles (California): occupa una superficie di oltre 0,4 ettari e pesa 250 tonnellate.Le specie più diffuse sono la Wisteria sinensis, la Wisteria floribunda e la Wisteria frutescens

GLICINE (Wisteria sinensis)

Sinonimi: Wisteria chinensis, w.consequana, w. precox – Provenienza: Cina – Famiglia: Fabaceae

Esemplari a Bollate: Giardino dei Giusti

Pianta rampicante a foglie decidue a rapida crescita, molto vigorosa e longeva che può sviluppare rami sottili di alcuni metri in una sola stagione vegetativa. Cresce avvolgendosi attorno ai sostegni in senso antiorario. E’ la specie più diffusa in Italia.

Foglie: composte, imparipennate, decidue, verde chiaro e densamente pubescenti da giovani; sono costituite da 7-13 foglioline ovali-lanceolate con l’apice acuminato, margine lievemente ondulato.

Fiori: intensamente profumati di colore azzurro-lilla o violetto riuniti in vistosi grappoli pendenti di 20–30 cm, compaiono a fine inverno prima della comparsa delle foglie. In estate si può assistere ad una seconda fioritura, meno vistosa di quella primaverile. Sono bianchi i fiori della varietà ‘alba’.

Frutti: sono dei legumi vellutati di lunghezza variabile, in genere pochi centimetri, che contengono semi marroni, anch’essi vellutati di 1 cm con saponina (wisterina) tossica se ingerita.

Utilizzo/Particolarità : proveniente dalla Cina è stato importato in Gran Bretagna per la prima volta nel 1816. Molto apprezzata come pianta ornamentale per ricoprire muri, pergolati, recinzioni o arrampicarsi ad alberi o su terrazze grazie al rapido sviluppo ed alla fioritura esuberante. Nel linguaggio dei fiori indica amicizia.

Per saperne di più: Wikipedia

GLICINE GIAPPONESE (Wisteria floribunda )

Provenienza: Giappone — Famiglia: Fabaceae

Pianta simile alla Wisteria Sinensis ma cresce più lentamente ed è meno intensamente profumata. I rami si avvolgono intorno ai sostegni in senso orario. E’ stata importata in Europa dal Giappone nel 1830.

Foglie: composte, imparipennate, formate da 11-19 foglioline ovato-lanceolate, di colore verde-chiaro che compaiono insieme ai fiori.

I Fiori sono papilionacei, discretamente profumati, di colore rosa o viola-azzurrato; esistono anche varietà bianche o viola o rossi. La fioritura si manifesta in maggio-giugno, più tardivamente della Wisteria sinensis, con stupende infiorescenze a grappolo lunghe 30–60 cm.

GLICINE AMERICANA (Wisteria frutescens)

Provenienza: Sud degli Stati Uniti – Famiglia: Fabaceae

E’ storicamente la prima specie di Wistaria ad essere introdotta in Europa, precisamente in Inghilterra nel 1724 dalla Carolina del Sud, tuttavia oggi è meno diffusa perché la fioritura è meno spettacolare delle specie asiatiche.
Rampicante vigoroso si avvolge intorno ai sostegni in senso antiorario come la forma cinese.
Le infiorescenze, prodotte sui rami dell’anno, sono racemi lunghi 5-15 cm (i più corti delle altre specie anche se compatti), con fiori privi di profumo, blu porpora lunghi 2 cm, compaiono in giugno-luglio e la fioritura è più breve.

Ultimo agg.: 26 Nov 2021