Arbusti e piccoli Alberi – Gruppi di Cammino di Bollate

BIANCOSPINO COMUNE (Crataegus monogyna)

Sinonimi: Azaruolo selvatico, Spino bianco — Provenienza: Europa — Famiglia: Rosaceae

(vedere la scheda botanica nella pagina delle rosaceae: Biancospino comune)

BOSSO COMUNE (Buxus sempervirens )

Sinonimi: mortella, bossolo — Provenienza: Europa, Nord-Africa e Asia occidentale. — Famiglia: Buxaceae

Arbusto sempreverde, cespuglioso o a più fusti, di altezza variabile tra i 2 e 4 m; può vivere anche 500 anni. Distribuzione: ampio aerale dalla penisola iberica alla penisola balcanica. Cresce selvatico in terreni assolati o ombrosi dalle pianure alle montagne.

Foglie: opposte, molto fitte, ovate lunghe sino a 2 cm, coriacee, lucide, a cucchiaio di colore verde scuro nella pagina superiore.

Fiori: insignificanti glomeruli ascellari o apicali bianco-verdognoli; la pianta fiorisce generalmente da marzo fino a maggio.

Frutti: sono piccole capsule grinzose, brune, di 1 cm che contengono piccoli semi velenosi.

Utilizzo/Particolarità : Cresce lentamente ma è apprezzato come pianta ornamentale per giardini dove spesso viene potato in forme artistiche stravaganti. Tutte le parti della pianta, in particolare le foglie, i semi e le radici sono tossiche se ingerite in quantità elevate. Il suo legno è durissimo, di colore giallo, liscio, molto pregiato. Un tempo si fabbricavano le tavolette da scrittura e le pissidi, cioè le coppe per la conservazione delle ostie consacrate. Oggi il legno è impiegato per la costruzione di strumenti musicali a fiato, per le sculture lignee, per ebanisteria e intarsio, e per il modellismo navale.

Per saperne di più: Wikipedia —- Codiferro Garden

CORNIOLO ( Cornus mas)

Sinonimi: Corniolo maschio, Cornio, Corniello, Corgnolo, Cornelian cherry — Provenienza: Europa centro-meridionale fino al Mar Nero — Famiglia: Cornaceae

Piccolo albero o arbusto caducifoglie, alto fino a 5-6 metri e altrettanto esteso in larghezza; cresce spontaneo dal piano ai 1500 m e può vivere sino a 100 anni. In Italia è ubiquitario, tranne che nelle isole.

Foglie: sono semplici (4-10 cm di lunghezza e 2-4 di larghezza), opposte con picciolo breve e peloso, di forma ovata o arrotondata con apice acuminato, una nervatura centrale e 4-5 coppie di nervature laterali che convergono verso la punta ed il picciolo, margine liscio e compagine un po’ ondulata. Il colore è verde, più chiara la faccia inferiore.

Fiori: ermafroditi, di colore giallo dorato che sbocciano prima delle foglie da febbraio ad aprile; si presentano come corimbi semplici diffusi lungo tutto il ramo con 4 brattee di colore verdognolo sfumato di rosso. La corolla è a 4 petali acuti, glabri (senza peli), di colore giallo-dorato, odorosi.

Frutti: matura in agosto ed è una drupa (frutto carnoso) a forma di ciliegia allungata (anche di 2 cm) verde inizialmente, a maturazione assume colore rosso-scarlatto o rosso corallo (talora giallo), dal sapore dolce-acidulo con un seme osseo.

Utilizzo/Particolarità : come pianta ornamentale in parchi e giardini, per le foglie brillanti e la miriade di fiori gialli che compaiono a primavera. Il nome cornus si riferisce alla durezza del suo legno simile al corno. Il termine botanico di corniolo mas (maschio) sottolinea la resistenza del suo legno, utilizzato dai greci per costruire le aste delle lance e per costruire denti di ruote e ingranaggi soggetti a logoramento.
I frutti possono essere consumati freschi o utilizzati per preparare marmellate, composte e succhi. Si utilizzano anche per produrre bevande, liquori o si conservano sotto alcol come le ciliegie. Anche gli animali sono ghiotti dei suoi frutti.
Come pianta medicinale ha una azione tonico-astringente. In cosmesi la polpa viene usata come astringente per pelli grasse o seborroiche e nella cura delle malattie della pelle.

Per saperne di più: Wikipedia —- ActaPlantarum —- Agraria.org

EVONIMO ( Euonymus europaeus)

Sinonimi: Cappello da Prete, Berretto da Prete, Fusaggine, Fusaria comune, Corallini — Provenienza: Europa-Asia — Famiglia: Celastraceae

Arbusto deciduo, cespuglioso, con rami divaricati, ma può crescere come pianta alta sino a 6 metri. Il portamento della pianta unisce lo sviluppo verticale dei fusti, che possono ricordare quelli del nocciolo, con l’apice decombente. I suoi rami di colore verde scuro-brunastri tendono ad essere quadrangolari per la presenza di 2-4 alette longitudinali sporgenti (simil sughero). Vive circa 50 anni. Ne esistono circa 170 varietà differenti, alcune con foglie perenni, diffuse in tutti i continenti. Cresce bene in zone di golena, margini boschivi. E’ raro solo in zone sabbiose.

Foglie: sono di colore verde, caduche, opposte, ellittico-lanceolate, lisce con margine finemente dentellato, in autunno assumono un bel colore rosso-arancione.

Fiori: verdognoli, peduncolati, piccoli e poco evidenti, raccolti in gruppi da 2 a 9, sono portati in infiorescenze ascellari a ombrello. I 4 petali giallo-verdastri poco appariscenti compaiono tra maggio e giugno.

Frutti: molto elaborati, tipiche capsule rosse fuoco di 1-1,5 cm con 4 lobi come un cappello da prete, si aprono in agosto lasciando scorgere per molto tempo i semi ovali ricoperti da un involucro (pericarpo) di colore arancione brillante e luminoso come quello dell’alchechengi che protegge i semi.

Utilizzo/Particolarità : Viene utilizzato a scopo ornamentale come siepe anche in luoghi ombrosi. Il nome di fusaggine deriva dall’utilizzo dei fusti per filare la lana. Dal suo legno si ottenevano anche i carboncini da disegno. Sembra che, un tempo, i frutti seccati e polverizzati fossero usati come polvere insetticida e antiparassitaria.
L’ Euonymus europeus è considerato pianta tossica, in particolar modo i frutti, per il contenuto in evonimoside, un glucoside cardioattivo, ed altri alcaloidi meno conosciuti.
I sintomi dell’intossicazione si manifestano con gastroenterite, vomito anche persistente, diarrea acquosa. La loro comparsa è tardiva, fino a 10-12 ore dopo l’ingestione di parti della pianta ed in particolare dei semi. Il quadro può essere complicato da febbre, allucinazioni, convulsioni e coma. L’avvelenamento può manifestarsi anche negli animali, sebbene rarissimo perché in genere rifiutano questa pianta.
Attenzione ai bambini piccoli attratti dal bel colore delle bacche: pianta bella ma tossica!

Per saperne di più: – ActaPlantarum —- Agraria.orgGiardinaggio.it

FRANGOLA ( Rhamnus frangula o Frangula alnus Mill.)

Sinonimi: Frangola comune, Alno nero, putine — Provenienza: Europa, Africa nord-occidentale, Asia Minore e Iran. — Famiglia: Rhamnaceae

Arbusto caducifoglie alto da 1,5 a 3 metri; occasionalmente albero alto fino a 7 metri con rami che si dipartono spesso dalla base. Vive ben dai 30 ai 50 anni nei margini boschivi. La corteccia dei rami è di colore bruno-violaceo, ricchissima di lenticelle rotonde nei rami giovani, allungate e trasversali nei più vecchi. E’ priva di spine.

Foglie: picciolate, alterne, pelose lungo le nervature pennate (parallele tra loro), di forma ovata-ellittica con margine liscio appena ondulato e apice ottuso. In autunno assumono un bel colore giallo-rosso.

Fiori: raccolti in gruppi da 2 a 10 nelle ascelle fogliari, si sviluppano al momento della fogliazione e presentano sepali triangolari e 5 petali bianco-giallastri. Nei terreni umidi nel periodo estivo si possono trovare su ogni ramo dalla estremità boccioli, fiori, frutti verdi poi rossi poi neri. Nei luoghi asciutti la pianta fiorisce solo a primavera.

Frutti: sono drupe di forma sferica (max 1cm di diametro), peduncolate, di colore dapprima verde poi rosso, nero-violetto a maturità, contenenti 2-3 semi.

Utilizzo/Particolarità : Utilizzata a scopo ornamentale per la prolungato fioritura molto gradita alle api.
Il suo legno, con alburno giallo chiaro e durame rosso-mattone, veniva usato per fabbricare i cerchi delle botti.
L’intera pianta viene utilizzata, dopo essicazione di almeno un anno, per scopi medicinali per i suoi effetti marcatamente lassativi.

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GINESTRA COMUNE ( Spartium junceum)

Sinonimi: Ginestra comune, Ginestra odorosa — Provenienza: Mediterranea in senso stretto. — Famiglia: Fabaceae

Arbusto deciduo dal portamento eretto, alto 50-200 cm, con ramificazioni piuttosto lunghe e numerosi getti a sezione circolare ( a differenza della ginestra dei carbonai che presenta scanalature).

Foglie: sono semplici, sessili o brevemente picciolate, rade e distanziate, lineari-lanceolate, lunghe 1-3 cm, con margine intero, glabre, di colore verde scuro, presto caduche e quasi scomparse alla fioritura.

Fiori: profumati, papilionacei (a farfalla con 5 petali: un grande petalo superiore, due petali laterali detti ali e due petali inferiori saldati insieme) di circa 2 cm, sono di colore giallo intenso. L’impollinazione avviene tramite insetti.

Frutti: è un legume falciforme, oblungo, verde e vellutato ma senza peli, più lungo di quello della Ginestra dei Carbonai, nerastro a maturazione; si apre con un meccanismo di torsione ed espelle lontano i suoi 10-18 semi bruni, lucenti e velenosi.

Utilizzo/Particolarità : Cresce bene in luoghi aridi, lungo i cigli delle strade delle regioni del centro-sud Italia e delle isole.
Nelle regioni centrali dell’Europa viene coltivata per la bellezza della sua fioritura.
Il suo profumo, simile al gelsomino, più dolce e meno penetrante rispetto alla Ginestra dei Carbonari, viene utilizzato nell’industria di profumi e cosmetici.
I suoi rami lunghi e senza foglie, simili ai giunchi, venivano utilizzati per costruire cesti e le sue fibre per corde e tessuti.

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GINESTRA DEI CARBONAI ( Cytisus scoparius o Spartium scoparium)

Sinonimi: Scannabecco — Provenienza: — Famiglia: Fabaceae

Arbusto deciduo dal portamento eretto con rami sottili spigolosi e scanalati, verde brillante con numerose ramificazioni laterali che conferiscono al ramo l’aspetto di una scopa. Spontanea nell’Europa di nord ovest, assente nelle Alpi perché sensibile al gelo.

Foglie: piccole, alterne, a trifoglio alla base del ramo, sessili e semplici nelle parti distali, obovate od oblunghe e leggermente pubescenti, lunghe 1-2 cm e cadono precocemente nella stagione calda.

Fiori: sbocciano isolati o appaiati all’ascella delle foglie dei fusti dell’anno precedente; fiori ermafroditi, papilionacei (a farfalla con 5 petali: un grande petalo superiore, due petali laterali detti ali e due petali inferiori saldati insieme) di 20-25 mm di lunghezza, di colore giallo-oro e di odore molto penetrante, disposti a racemo. Fiorisce a maggio-giugno. L’impollinazione avviene tramite insetti.

Frutti: è un legume appiattito (larghezza 10mm, lunghezza 30 – 50 mm), nero, solitamente peloso che si apre a maturazione scagliando lontano i semi.

Utilizzo/Particolarità : Viene utilizzata per consolidare e arricchire il suolo per la sua capacità di fissare azoto.

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NOCCIOLO( Corylus avellana)

Sinonimi: Nocciolo comune, Nocciolo, Avellano, Avellana, Acciardello, Nocchio — Provenienza: Europa-Caucaso — Famiglia: Betulaceae

La pianta ha portamento cespuglioso o ad albero che può raggiunge i 7-8 m di altezza; chioma globosa irregolare; le ramificazioni partono direttamente dalla base della pianta e si sviluppano in forma libera, i rami giovani recano peli corti. La corteccia è di colore marrone grigio e con lenticelle chiare. Molto diffusa in tutta Europa, dalle regioni mediterranee a 1200 m di altitudine, Asia Minore e Caucaso.

Foglie: caduche, alterne, semplici, picciolate, da rotonde a ovate, presentano una base cuoriforme e apice acuto. I margini sono doppiamente e grossolanamente dentati. La faccia superiore è verde scura lievemente pelosa, la faccia inferiore è più chiara e più pelosa. Evidenti 6-7 paia di nervature pennate.

Fiori: il Nocciolo è una specie monoica; le inflorescenze maschili sono lunghe pendenti in gruppi di 2-3 compaiono prima delle foglie sui rami dell’anno precedente, le femminili sono nascosti entro piccole gemme erette e  presenta stigmi piumosi rossi di piccole dimensioni.

Frutti: acheni globosi commestibili (chiamate nocciole) solitari o a gruppi di 2-4 elementi sono avvolti da brattee con dentature irregolari e molto evidenti dalle quali deriva il nome greco di koris che significa elmo.

Utilizzo/Particolarità : Il Nocciolo viene coltivato come albero da frutta per le gustose nocciole utilizzate anche in prodotti di pasticceria. Ricco di oli viene usato anche in profumeria. Il suo legno è un buon combustibile e i suoi rami più sottili servono per la fabbricazione di cesti. Si adatta bene in tutti i terreni e tollera potature significative che gli vengono inferte perché utilizzato come siepe protettiva di altre colture.
il nocciolo e’ una delle piante predilette dal tartufo bianco (Tuber Magnatum) e dal tartufo nero di Norcia (Tuber melanosporum).

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PRUGNOLO ( Prunus spinosa)

Sinonimi: prugno spinoso, strozzapreti, susino di macchia, vegro. — Provenienza: — Famiglia: Rosaceae

Alberello di piccole dimensioni o arbusto spinoso, caducifoglie, alto tra i 2,5 e i 5 metri. È un arbusto con crescita lenta resistente al freddo e a molti parassiti. Distribuzione: è presente in tutta l’area mediterranea, compreso il nord Africa, quasi tutta l’Europa, Asia Minore e Caucaso.

Foglie: piccole, ovate-ellittiche, alterne, brevemente picciolate, con margini dentati. Le foglie hanno un colore verde opaco nella faccia superiore e pubescenti in quella inferiore.

Fiori: solitamente bianchi, numerosissimi, compaiono all’inizio della primavera prima delle foglie. I fiori sono portati da un breve peduncolo peloso.

Frutti: sono drupe di 1-1,5 cm aspre , tondeggianti, nero-bluastre con all’interno un seme legnoso di 8 mm.
I frutti (ricoperti dalla pruina, patina cerosa biancastra che protegge il frutto dalla disidratazione e dai raggi ultravioletti) persistono a lungo sui rami e sono ambiti dagli animali solo a completa maturazione in autunno avanzato.

Utilizzo/Particolarità : Le bacche che rimangono a lungo attaccate ai rami fanno sì che la pianta venga usata come arbusto ornamentale nei giardini. Il legno del Prugnolo è molto resistente e veniva utilizzato per costruire attrezzi o per intarsi. La sua corteccia era utilizzata in passato per colorare di rosso la lana.
I frutti molto aspri sono utilizzati per preparare bibite, marmellate e bevande alcoliche ( il bargnolino o prunella).
L’infusione di foglie o il liquido di cottura dei frutti hanno proprietà diuretiche, antiinfiammatorie, lassative.

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PYRACANTHA (Pyracantha Coccinea)

Sinonimi: agazzino (anche Cotoneaster pyracantha) — Provenienza: Cina — Famiglia: Rosaceae

Arbusto sempreverde o caducifoglia in climi freddi; presenta a crescita rapida raggiunge rapidamente 2-3 metri d’altezza. Ne esistono molte varietà differenti. Ha portamento eretto, i rami di colore marrone scuro si sviluppano in spesso in modo disordinato, producendo una densa chioma tondeggiante; sono muniti di lunghe spine acuminate.

Foglie: di piccole dimensioni, di colore verde scuro, ovali, talora arrotondate senza apice, lucide, leggermente coriacee, con margine liscio o lievemente dentato. Cadono in primavera all’emissione delle nuove foglie.

Fiori: compaiono in tarda primavera, sono bianchi con 5 petali (tipico delle rosaceae), con sepali brevi, non sovrapposti, con lunghi stami ed antere scure; sono disposti a corimbi talora molto fitti da fasciare completamente i rami. L’impollinazione avviene tramite insetti in particolare le api.

Frutti: sono piccoli pomi (drupe) con diametro di circa 5-8 mm, possono essere rossi, gialli o arancioni a seconda delle varietà. Possono rimanere sui rami fino alla primavera successiva. Sono commestibili.

Utilizzo/Particolarità : utilizzata soprattutto a scopo onamentale, spesso usata per costituire siepi impenetrabili, ma sono molto decorative anche come esemplari singoli. Molto robusta, sopporta bene le potature.

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SANGUINELLA ( Cornus sanguinea)

Sinonimi: Corniolo sanguinello, Sanguinello, Sanguine — Provenienza: Europa e Asia Minore — Famiglia: Cornaceae

La sanguinella è un arbusto deciduo che può crescere fino ad un massimo di 5 m e vive mediamente una trentina d’anni. Deve il suo nome alle foglie rosse in autunno e alla corteccia rossiccia dei suoi rami più giovani.

Foglie: di colore verde, opposte, picciolate, ovali-ellittiche possono raggiungere una lunghezza di dieci centimetri, apice acuminato, margine intero, ondulato, con 3-4 nervature per lato arcuate che si dipartono dalla principale. La faccia inferiore è pelosa. In autunno diventano rosse.

Fiori: bianchi, profumati e quadripetali, sono ermafroditi; compaio da maggio a giugno, e talora anche una seconda volta in autunno, sono riuniti in una infiorescenza a corimbo di 4-6 cm all’apice dei rami giovani.

Frutti: neri a maturazione, sono drupe sferiche grandi come un pisello poco commestibili.

Utilizzo/Particolarità : La Sanguinella cresce bene in qualsiasi habitat e in breve tempo forma raggruppamenti fitti che consolidano terreni in pendenza e rinverdisce aree incolte e boscaglie. Nei giardini viene utilizzata a scopo ornamentale per le sue foglie autunnali che si tingono di color rosso sangue.
Il legno duro e compatto, (Plinio chiamava il corniolo sanguinello Cornus “femina” per il legno meno duro rispetto a Cornus mas), viene impiegato per costruire manici per attrezzi e bastoni da passeggio. All’inizio del secolo il suo legno duro e bianco veniva bruciato come carbonella.
Dai suoi frutti, poco commestibili, veniva estratto olio per le lampade e i colori per l’industria tintoria. I suoi rami venivano usati per fabbricare cesti.

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VIBURNO ( Viburnum opulus)

Sinonimi: viburno oppio, palla di neve, pallon di maggio — Provenienza: — Famiglia: Adoxaceae

Arbusto eretto, fittamente ramificato, con chioma espansa che può raggiungere i 4 m. Può vivere 30-50 anni. La corteccia è bruno grigiastra chiara a grandi lenticelle, con fenditure verticali, i rami giovani sono glabri, lucidi e flessibili. Distribuzione: diffuso in tutta l’Europa centrale (dall’Europa al Giappone?), cresce bene dalla pianura sino a 1500 metri se il terreno è ricco di acqua.

Foglie: decidue, opposte, con lamina palmata a 3-5 lobi o palmata-lobata di 5-12 cm con margine profondamente dentato; pubescenti inizialmente poi lisce con peduncolo rossastro di 2-3cm e due ghiandole nettarifere alla base. In autunno assumono un bel colore rosso-arancione.
(vi sono varietà con foglie non lobate)

Fiori: bianchi a 5 petali riuniti in ampie ombrelle appiattite di 5-10 cm di diametro molto profumate che compaiono da maggio a settembre, nella stessa pianta si trovano anche i frutti. Il giro più esterno delle infiorescenze è costituito da fiori più grandi sterili che servono ad attirare gli insetti; i fiori più interni, più piccoli, sono fertili.

Frutti: sono drupe rosse parzialmente tossiche, lucide, di 8 mm di diametro che maturano in agosto, spesso persistenti anche dopo la caduta delle foglie. Le drupe, appetite dall’avifauna, contengono un solo seme, piatto e cuoriforme.

Utilizzo/Particolarità : Per la facilità di coltivazione, la capacità pollonifera e la bellezza della fioritura sono state selezionati cultivar con fiori molto più globosi e di maggior effetto decorativo ma solitamente sterili.
Ottima per formare siepi campestri per consolidare il terreno lungo le rive dei fiumi.

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Ultimo agg.: 21 Set 2019