Specie di Asteraceae ricordate in questa pagina

  1. ELICRISO
  2. GIRASOLE

Le Asteracee (Angiosperme Dicotiledoni), note anche come Composite sono piante per lo più erbacee (non lignificate come gli alberi e gli arbusti)  caratterizzate da fiori   sessili,   detti   flosculi,   sono   riuniti   in   infiorescenze   a   capolino   portate   dal   ricettacolo.   L’impollinazione è per lo più entomofila. Il frutto è un achenio, che può essere nudo oppure munito di strutture per la disseminazione anemofila (come i pappi), o di strutture atte alla dispersione zoocora.  Presentano numerose sottofamiglie, ricordiamo solo le Asteroidee  e le Cichorioideae.

  • La sottofamiglia delle Asteroidee comprende specie utilizzate come piante aromatiche o medicinali:  camomilla, camomilla romana, achillea, arnica, calendula, assenzio, piretro; alcune  sono   ornamentali:  crisantemi,  margherite,  varie  specie  dei   generi   Dalia, Tageti, garbera ed altri; altre ancora usate a scopo alimentare:  girazole, carciofo, cardo topinambur ….
  • La   sottofamiglia   delle Cichorioideae comprende specie spontanee   come   il   tarassaco   e   specie orticole coltivate come la lattuga, le cicorie, i radicchi, l’indivia e la scarola.

ELICRISO (Helichrysum italicum)

Sinonimi: perpetuini, tignamica, semprevivo — Provenienza: Europa Meridionale — Famiglia: Asteraceae (ex Compositae)

Esemplari a Bollate: Parco Camilleri

Pianta sempreverde cespugliosa perenne, suffruticosa, diffusa in gran parte dell’Europa mediterranea e nelle zone costiere dell’Italia centro-meridionale e delle isole. Il nome Helichrysum deriva dal greco helios (sole) e chrysos (oro) per il colore giallo lucente delle inflorescenze dette “capolini”. Il nome volgare, Perpetuini, deriva proprio dai capolini di queste piante che hanno una parte delle squame secche che persistono a lungo inalterate.

Foglie: profumate, alterne, lineari, lunghe 20-40 mm e larghe 1 mm di colore grigio-argentee e ricoperte da fine peluria biancastra.

Fiori: fiorisce tra luglio ed agosto con corimbi ramificati, posti all’apice del fusto, composti da 20-30 capolini conici dalle squame giallo-brunastre. Ciascun capolino è composto da 12-15 fiori tubulosi, ermafroditi di colore giallo-oro brillante che emanano un odore intenso, aromatico inconfondibile simile alla liquirizia. L’impollinazione è entomofila, operata dalle api e da altri insetti pronubi.

Frutti: è un achenio oblungo dotato di un pappo

Utilizzo/Particolarità: Le parti fiorite vengono utilizzate come profumatori di biancheria e ambienti. In cosmetica l’elicriso è impiegato come fissante nei profumi.
In cucina le foglie dell’elicriso forniscono un moderato aroma di curry e possono essere impiegate per insaporire risotti, minestre, carne di pollame e ripieni conferendo un gusto caratteristico molto simile a quello del Curry. Per questo è anche chiamata “pianta del curry”. La pianta veniva anche utilizzata per aromatizzare il lardo.
L’elicriso era già conosciuto e apprezzato in epoca greco-romana e nel medioevo come pianta officinale per uso esterno, come lenitivo antinevralgico. I diversi preparati a base di elicriso (estratto fluido, sciroppo, aerosol, tisane) possono trovare impiego nelle malattie dell’apparato respiratorio, nelle malattie reumatiche e allergiche.

Per saperne di più: Wikipedia —-ActaPlantarum—- Agraria.org
ELICRISO

GIRASOLE (Helianthus annuus )

Provenienza: Nord America Famiglia: Asteraceae

Esemplari a Bollate: Scuola Montessori, Scuola Rosmini

Veniva considerata dai nativi Americani pianta sacra e per gli Incas era il simbolo del sole, conoscevano le proprietà nutritive dei semi e ricavavano fibre dalle foglie e dal fusto. Importata in europa nel 16° secolo soprattutto a scopo ornamentale. Il suo nome si deve al fatto che presenta eliotropismo: le piante giovani girano con il sole per sfruttarne al massimo la luce il fiore maturo invece è sempre rivolto ad est.
E’ una pianta erbacea, fra le più grandi, con ciclo annuale, deve essere riseminata fra marzo e aprile. Il fusto nei paesi d’origine può raggiungere anche i 3 metri d’altezzae diametro da 1 a 10 cm. Il fusto eretto ha una superficie ruvida, scanalata risoperta da peli (setole) ed è sorretto da una lunga radice a fittone su cui sono inserite radici laterali.Foglie: foglie ovate o triangolari con lungo picciolo, superficie ruvida, opposte alla base, alterne nel resto della pianta.Fiori: presenza una inflorescenza “a capolino” composta da 2 tipi di fiori: al centro i fiori del disco (il “bottone”marrone) hanno un corpo tubolare (la corolla), i cui petali sono saldati insieme per la maggior parte della loro lunghezza; in genere quelli al centro sono chiusi mentre gli esterni sono aperti. Alla periferia ci sono i fiori del raggio che sono allungati  con corolla gialla formata da petali saldati fra di loro in modo da formare una linguetta molto lunga che dà all’intero fiore l’aspetto di petalo.Il Frutto  è un achenio che deriva dai  fiori del disco, misura circa 8-15 mm, racchiude i veri semi che sono circondati da pula indigeribile e provvista di un pappo.

Utilizzo/Particolarità :  viene coltivato fondamentalmente per estrarre l’olio: una buona produzione di acheni si aggira intorno a 20-25 quintali ad ettaro; in condizioni molto favorevoli di può arrivare a 35-40 quintali. Da 100 kg di semi di girasole si ottengono 35-40 kg di olio, con un buon valore alimentare, una buona conservabilità e stabilità. Dall’estrazione dell’olio si ha come residuato un panello molto ricco di proteine che viene impiegato nell’alimentazione zootecnica.

Per saperne di più  : Wikipedia
GIRASOLE
Famiglia delle Asteraceae