CamminaMente – Gruppi di Cammino di Bollate

Incontri, letture, ricordi, riflessioni sul “cammino”

In questi anni tante sono state le esperienze vissute insieme: eventi, visite a città e monumenti…ora sentiamo la necessità di fermarci per dare un diverso profitto al nostro passo. Dopo le nostre passeggiate del venerdì ci fermiamo e, guidati da Marinella, ci avventuriamo in questo nuovo “cammino” per aprirci e trovare, attraverso la parola e lo sguardo, quante possibilità può donarci la vita e dare una luce nuova a un gesto scontato come il camminare. Marinella, forte della sua esperienza di insegnante, in ogni incontro propone letture e immagini che per tutti noi possono essere spunto di riflessioni, ricordi ed emozioni da condividere con il gruppo.

31/05/19: 'Preghiera per Piccoli Piedi'- di Chiara Carminati
Che l’alluce si muova
su sassi tondi e lisci
su uova senza gusci.
.
Che l’indice ritorni
sui passi ben sicuri
che faccio tutti i giorni.
.
Che il medio grande pancia
in mezzo agli altri quattro
sia ago di bilancia.
Che l’anulare piano
si lasci massaggiare
dal dito della mano.
.
Che il quinto e piccolino
sia sempre risvegliato
dal cielo del mattino.
.
Che tutto il piede libero
che il piede tutto intero
riposi nella sabbia
bianca
di sole.

da “Poesie per aria” di Chiara Carminati – ed. Topipittori, 2008

 

24/05/19: Un viaggio di mille miglia inizia al di sotto dei nostri piedi. (Lao Tzu)

Elogio dei piedi, di Erri De Luca

Perché reggono l’intero peso.
Perché sanno tenersi su appoggi e appigli minimi.
Perché sanno correre sugli scogli e neanche i cavalli lo sanno fare.
Perché portano via.
Perché sono la parte più prigioniera di un corpo incarcerato. E chi esce dopo molti anni deve imparare di nuovo a camminare in linea retta.
Perché sanno saltare, e non è colpa loro se più in alto nello scheletro non ci sono ali.
Perché sanno piantarsi nel mezzo delle strade come muli e fare una siepe davanti al cancello di una fabbrica.
Perché sanno giocare con la palla e sanno nuotare.
Perché per qualche popolo pratico erano unità di misura.
Perché quelli di donna facevano friggere i versi di Pushkin.
Perché gli antichi li amavano e per prima cura di ospitalità li lavavano al viandante.
Perché sanno pregare dondolandosi davanti a un muro o ripiegati indietro da un inginocchiatoio.
Perché mai capirò come fanno a correre contando su un appoggio solo.
Perché sono allegri e sanno ballare il meraviglioso tango, il croccante tip-tap, la ruffiana tarantella.
Perché non sanno accusare e non impugnano armi.
Perché sono stati crocefissi.
Perché anche quando si vorrebbe assestarli nel sedere di qualcuno, viene scrupolo che il bersaglio non meriti l’appoggio.
Perché, come le capre, amano il sale.
Perché non hanno fretta di nascere, però poi quando arriva il punto di morire scalciano in nome del corpo contro la morte.

In chiusura del precedente incontro (17 maggio) siamo stati sollecitati da Marinella a riflettere sui nostri piedi, lo strumento più prezioso del nostro camminare.
“Come sono fatti i nostri piedi? Ci sono linee, rughe… insomma una specie di mappa geografica.
Disegnamo la forma e poi la nostra mappa. Condividiamo !”
Questi sono i “lavori” prodotti dai camminatori:

In chiusura dell’incontro i partecipanti hanno scritto le proprie impressioni su un piedone “marrone” riportate per facilità di lettura nel piede “giallo”

(cliccare sulle immagini per ingrandirle)
17/05/19: Riflessione su un racconto di Virginia Woolf
Marinella ha proposto come spunto di riflessione il racconto di Virginia Woolf “Kew Gardens” ove si descrive una calda giornata di luglio nel parco Kew Gardens di Londra. Il racconto offre scorci brevi di quattro gruppi di persone che passano da aiuola in aiuola. Inizia con una descrizione della forma ovale dell’aiuola. La Woolf mescola i colori dei petali di fiori, galleggianti a terra, con l’apparentemente casuale movimento dei visitatori, che paragona a quello irregolari delle farfalle. Potere risentirlo su YouTube letto da Silvia Cecchini (clicca sulla immagine)
12/04/19: Un cammino che ci porta altrove
Una mente sana in un corpo sano. Ognuno cammina al suo ritmo ma ciascuno ottiene mille benefici, primo fra tutti il ritemprare la mente.
Camminare significa lentezza, consapevolezza, semplicità, fluidità, tranquillità, ispirazione, confronto, contemplazione… queste sono parole speciali scaturite da noi!

Camminare è aprire frontiere, uscire, aprire porte e cercare strade. (Papa Francesco)
Camminare… Non stare seduti; non installarsi, nel cattivo senso della parola. E’ vero, c’è bisogno di organizzare cose, ci sono lavori che esigono di stare tranquilli, però con l’anima, con il cuore e la testa camminare e cercare.

Camminare, un esercizio di leggerezza (Franco Arminio)
Mettere un piede davanti all’altro, semplicemente, significa entrare in sintonia profonda con il presente e camminare significa anche coinvolgere il corpo in questa ricerca, significa concedersi in questa ora un’occasione impareggiabile per scoprire anche la natura e lasciarsi ispirare da essa. Partire, interrompere il corso dei giorni, liberare lo sguardo, il corpo, il cuore. Passo e sguardo in cammino.

Prendimi per mano, amico mio,
vieni con me, cammineremo,
cammineremo soltanto.
Assaporeremo ogni passo…
Assaporeremo ogni singolo passo,
senza pensare di arrivare da qualche parte.
Cammina nella pace…
Accarezza la terra con i tuoi piedi.
(da Thìch Nhat HanH)


5/04/19: Camminare insieme è conoscere e conoscersi, riconoscere qualcuno, scoprire negli altri qualcosa di noi

Scopriamo come ognuno ha la sua preziosa individialità ed ognuno può dare qualcosa al gruppo leggendo ciò che Daniel Pennac ha dedicato a una classe di studenti:

” Ogni persona (STUDENTE) suona il suo strumento, non c’è niente da fare. La cosa difficile è conoscere bene i nostri musicisti e trovare l’armonia. Un buon gruppo non è un reggimento che marcia al passo, è un’orchestra che prova la stessa sinfonia. E se hai ereditato il piccolo triangolo che sa fare solo tin tin, o lo scacciapensieri che fa soltanto bloing bloing, la cosa importante è che lo facciano al momento giusto, il meglio possibile, che diventino un ottimo triangolo, un impeccabile scacciapensieri, e che siano fieri della qualità che il loro contributo conferisce all’insieme. Siccome il piacere dell’armonia li fa progredire tutti, alla fine anche il piccolo triangolo conoscerà la musica, forse non in maniera brillante come il primo violino, ma conoscerà la stessa musica. Il problema è che vogliono farci credere che nel mondo contino solo i primi violini.”

da Diario di scuola di Daniel Pennac (ed. Feltrinelli 2008 -p.106-108)

A queste sollecitazioni Maria Grazia e nonna Maria hanno risposto:

Sapessi quanto sarebbe bello
cantare come un fringuello.
Sapessi quanto mi sembrerebbe stran
cantare come un soprano.
MA… sapessi come mi fa bene
cantare nel coro tutti insieme.
Insieme a più voci nel coro
mi sento ugola d’oro!
Sapessi quanto è salutare
camminare invece di guidare.
Sapessi quanto è buono camminare per il mondo
guardandoti intorno.
Soprattutto ha un gran valore
se cammini al ritmo del cuore
ma vale ancor più
se con me cammini anche tu.
Maria Grazia, walking leader
“Camminare rigenera il cervello, immergersi nella natura e camminare è un privilegio di pochi. Noi di Bollate siamo fortunati con il nostro grande parco. A camminare all’aria aperta c’è più rilassamento e meditazione, sì perchè camminando e parlando del + e del – permettiamo al nostro cervello di riposare. Avere l’impegno di camminare con il gruppo mi fa vincere la pigrizia e mi sprona ad uscire di casa e puntualmente vengo ripagata perchè torno a casa stanca ma felice di avermi regalato questo momento solo per me”.
Nonna Maria “Camminatrice”

La nipotina di Maria ci ha “donato” il disegno del Parco Centrale.

Prossimo incontro dopo la pausa estiva: Venerdì 04 ottobre 2019 alle 10.45 al Parco Centrale Martin Luter King di Bollate.

Letture suggerite da Marinella per l'estate ( clicca per vedere l'elenco ....)

“Abbandonarsi alla vita” di Alexander Jollien – Edizioni Qiqajo, Comunità di Bose, 2013 *

Pagine che narrano il “non lasciarsi andare” proprio di chi pensa che non valga più la pena di battersi, bensì di “abbandonarsi” fiduciosi, capacità rara di trasformare la pesantezza degli eventi con la semplici. Questo cammino può aiutare a comprendere che “abbandonarsi alla vita” significa semplicemente vivere in pienezza una vita: la nostra.

“Andare a piedi” di Frederic Gros – Garzanti Editore, 2013 *

Camminare è sicuramente una delle azioni più comuni delle nostre vite. Ma Frédéric Gros ci fa riscoprire la bellezza e la profondità di questo semplice gesto e il senso di libertà, di crescita interiore e di scoperta che esso può riuscire a suscitare in ciascuno di noi. Andare a piedi” propone un percorso ricco di curiosità, capace di far pensare e appassionare. Perché camminare non è uno sport, ma l’opportunità di tornare a godere dell’intensità del cielo e della forza del paesaggio.

“Del Camminare e di altre distrazioni. Antologia per viandanti e sognatori” a cura di Francesca Cosi e Alessandra Repossi. – Ediciclo editore, 2017

Non si cammina solo per spostarsi da un luogo all’altro: si cammina anche per poter guardare il mondo dalla vetta dei monti, come Mark Twain, oppure per filosofeggiare, come Rousseau e Roberto Arlt. A volte una banale passeggiata permette di fare incontri che cambiano l’esistenza. 14 racconti firmati dai più grandi autori della letteratura mondiale permettono di esplorare tutti i significati nascosti in una delle attività quotidiane che di solito compiamo senza pensarci: camminare.

“KIN-HIN – Meditare Camminando”. di Marc Lestal – Vallardi Editore, 2018

Passo dopo passo raggiungiamo la tranquillità interiore…Accompagnandoci in un viaggio straordinario alla scoperta di camminate meditative delle più diverse tradizioni e culture, Marc Lestal ci mostra l’atto del camminare in una prospettiva nuova: un formidabile mezzo di meditazione e ricerca interiore. Grazie alla sua lentezza, la passeggiata offre infatti l’opportunità di riscoprire l’ambiente circostante assimilandolo con tutti i nostri sensi: studiandone caratteristiche e benefici.

• “Le stelle di Lampedusa. La storia di Anila e di altri bambini che cercano il loro futuro fra noi” di Pietro Bartolo – Mondadori Libri, 2018 *

A metà strada tra un romanzo di formazione e un documentario, queste pagine ci permettono di toccare con mano, di scoprire in prima persona che cosa c’è davvero dall’altra parte dell’”allarme immigrazione”. Un libro per capire l’importanza di essere testimoni, perché, alla fine, l’unico pericolo che corre davvero la nostra civiltà davanti al tumultuoso flusso migratorio di quest’epoca è quello dell’incomprensione.

“Ogni cosa ha la sua stagione” di Enzo Bianchi – Giulio Einaudi Editore, 2010 *

L’autore parte con cuore, testa e memoria, alla ricerca di tutti i luoghi che hanno suscitato in lui affetti e sentimenti, dove ha trascorso l’infanzia o che ha raggiunto viaggiando. Angoli di mondo ma anche luoghi della vita e dell’anima. Un viaggio nel tempo, un viaggio nella vita che scorre, nei giorni di un uomo e in quelli delle stagioni.. Sono tutti giorni che attraversano il tempo e fanno parte del nostro vivere: alcuni ci fanno soffrire, altri ci rallegrano e ancora ci stupiscono.

• “Passeggiate. Una nuova arte del vivere” di Pierre Sansot – ed. Il Saggiatore, 2001 *

Una passeggiata è l’occasione migliore per liberarsi delle costrizioni di una realtà quotidiana sempre più frenetica e complessa. Andare a piedi lascia il tempo per vagare con il pensiero, gustare il paesaggio, aprire all’incontro con le persone che si incontrano.

• “Poesie per aria” di Chiara Carminati – ed. Topipittori, 2008 *

Poesie da recitare insieme ai bambini come formule magiche per superare gli ostacoli lungo il cammino delle giornate.

• “Scrivendo sulla strada” di Laurence Fedrighetti – ed. Il Saggiatore,2017 *

Raccoglie i diari scritti durante più di cinquant’anni di corse su navi, aerei, treni a vapore, furgoncini Volkswagen. Si incontrano personaggi come Fidel Castro, scrittori e poeti come Ezra Pound, William Burroughs e lo stesso Alien Ginsberg; un interminato viaggio omerico dalla Parigi della nostalgia all’Italia delle radici, da una Russia kafkiana, osservata a bordo dell’Orient Express, a un Messico notturno, ubriaco ed esuberante, dai motel dell’America on the road fino a Marrakech, all’Australia, alla Spagna franchista. Il viaggio muta in una forma di meditazione, alla ricerca di ciò che è umano e di ciò che è eterno, in un canto fatto di incontri, parole, paesaggi.

• “Un Indovino mi disse” di Tiziano Terzani – ed. Longanesi,1995 *

Un libro che è insieme romanzo d’avventura, autobiografia, racconto di viaggio e reportage. Nel 1976 un indovino cinese avverte Tiziano Terzani, corrispondente dello “Spiegel” dall’Asia: ‘Attento. Nel 1993 corri un gran rischio di morire. In quell’anno non volare mai’. Nel 1992 Terzani si sente stanco, dubbioso sul senso del suo lavoro. Gli torna in mente quella profezia e la vede come un’occasione per guardare il mondo con occhi nuovi. Decide di non prendere aerei per un anno, senza rinunciare al suo mestiere. E’ un viaggio nel viaggio, Terzani procede verso i sentieri angusti della modernità mostrando un volto nuovo dell’Asia che cambia, o forse cambia forma, perché ciò che dà sostanza a questo Mondo é tutt’altro, e gli indovini, i mistici, ne fanno parte costruendo anche loro quel fitto intreccio di eventi casuali che arricchiscono.

• “Verso la foce” di Gianni Celati – Feltrinelli Editore, 1992 *

E’ una raccolta di quattro diari di viaggio che l’autore ha scritto viaggiando un po’ a piedi, un po’ in corriera e un po’ in auto, nelle campagne “immobili” presso il fiume Po. Ogni racconto è in qualche modo legato agli altri e prende in esame alcune zone attraversate dal grande fiume italiano, in momenti particolari.

• “Vincere la depressione” di Jean Vanier – Edizioni Qiqajo, Comunità di Bose, 2009

Vivere è saper fare delle scelte, optare per ciò che ti aiuta a vivere nella pace e nella comunione, evitando quello che turba e mette in agitazione il cuore. Ecco qual è il miglior modo di lottare contro le potenze di morte. Bisogna dire un “no” risoluto alla morte e ripetere costantemente il nostro “sì” alla vita. Bisogna imparare a crescere lentamente secondo i bisogni del nostro corpo. Camminare nella vita senza impazienza. Siamo come alberi da frutto. Nella nostra vita i sono stagioni diverse che si susseguono e siamo parte di un universo meraviglioso.

( i libri contrassegnati con l’asterisco * si possono trovare presso la Biblioteca di Bollate)

Ultimo agg.: 12 Set 2019