Generalità su Conifere e Latifoglie – Gruppi di Cammino di Bollate


Premessa: non intendiamo realizzare un trattato di botanica ma solo favorire la conoscenza di base degli alberi che ci circondano (conoscere per riconoscere ed apprezzare), utilizzando termini e classificazioni tradizionali più che strettamente scientifiche. Abbiamo redatto “schede botaniche semplificate” ricche di molte immagini che si riferiscono alle caratteristiche più importanti degli alberi presenti nei parchi e giardini della nostra regione (Lombardia) ed in particolare nel Giardino della Scuola Montessori e nel Parco Centrale di Bollate. Non saranno trattate le piante erbacee e la maggior parte degli arbusti.

Conifere


La conifere sono le piante più antiche della terra comparse da oltre 300 milioni di anni. Sono diffuse in tutti i continenti (soprattutto dell’emisfero boreale) dal livello del mare fino in alta quota (nel Tibet si ritrovano anche a più di 5000 metri di altitudine). Anche se comprendono poche famiglie (6-8) presentano tuttora una notevole importanza ecologica. Sono in prevalenza piante ad alto fusto che possono superare i 100 metri di altezza e, come le sequoie, molto longeve tanto da vivere migliaia di anni. Le famiglie di Conifere più interessanti sono le Pinaceae, le Cupressaceae e le Taxaceae che nel loro insieme comprendono circa 45 generi. Le caratteristiche più evidenti che differenziano le Conifere dalle Latifoglie sono:

  • foglie aghiformi o squamose, per poter resistere anche in ambienti molto freddi o aridi; le foglie, tranne alcune eccezioni come il Larice, sono perenni, cioè non cadono in inverno (alberi sempreverdi);
  • presenza di coni (da qui il nome “Conifere”) ovvero strutture legnose a squame, più comunemente chiamate pigne o strobili, che contengono il seme “nudo” non protetto da un vero frutto. Per questa caratteristica rientrano nel gruppo delle “Gimnosperme” (letteralmente “seme nudo”);
  • portamento tipico piramidale, come negli abeti, larici e alcuni pini, cioè il tronco principale cresce molto in altezza e da questo partono direttamente i rami laterali più corti (ramificazione monopodiale). Con il tempo anche alcune conifere cessano di crescere in altezza e si espandono in larghezza formando dei palchi (Cedro del Libano). Vi sono inoltre conifere, come il ginepro e il pino mugo, che presentano un aspetto arbustivo.

A scopo didattico ci soffermiamo su alcune peculiarità (relative soprattutto a forma e disposizione delle foglie) che consentono di riconoscere facilmente le famiglie di Conifere e nell’ambito di queste alcuni generi. Non è invece facile, nell’ambito di ciascun genere, distinguere i differenti alberi (specie) perché le diversità non sono sempre appariscenti ed esistono varietà spontanee o da vivaio selezionate dall’uomo a scopo ornamentale o commerciale.

 


Nella famiglia delle Pinaceae le foglie hanno forma di ago. In particolare:

  • i Pini (genere Pinus) hanno aghi lunghi da 5 a 15 cm riuniti in fascetti di 2-3, raramente 5 elementi, portati spesso da brevi rametti;
  • gli Abeti (genere Abies) hanno aghi appiattiti, lunghi fino a 2,5 cm, inseriti singolarmente sul ramo, in una o più file a doppio pettine;
  • i Pecci, spesso chiamati anch’essi Abeti, (genere Picea) hanno aghi romboidali, lunghi fino a 2,5 cm inseriti singolarmente tutto intorno al ramo “a spirale”;
  • i Cedri (genere Cedrus) hanno aghi lunghi 1-3,5 cm riuniti in fascetti di 20-40 elementi, posti su corti rametti laterali, ed aghi inseriti singolarmente sui rami più giovani;
  • i Larici (genere Larix) hanno aghi lunghi 2-3 cm riuniti, come nei Cedri, in fascetti di 20-40 elementi che cadono in autunno (una delle poche conifere a foglie caduche).

 

Nella famiglia delle Cupressaceae:

  • i Cipressi, le Tuie (genere Cupressus e Thuya, i più rappresentati nelle nostre zone) presentano foglie molto piccole a forma di squama (squamiformi) più o meno dense.
  • I Ginepri (genere Juniperus non comune nella nostra zona perché vive soprattutto in zone aride lungo le coste del Mediterraneo o in alta montagna) hanno per lo più foglie aghiformi lineari pungenti, riunite in verticilli di 3.
  • Le Sequoie, ricordate perchè sono gli alberi più alti del mondo, sono presenti in alcuni parchi o giardini della nostra zona a scopo ornamentale; possono avere sia brevi aghi squamiformi (Sequoia gigante) sia aghi più lunghi, appiattiti a doppio pettine (Sequoia sempreverde).

Nella Famiglia delle Taxaceae

  • il Tasso (Taxus Baccata – genere Taxus) ha foglie aghiformi, appiattite molto scure nella faccia superiore, chiare nella inferiore, morbide, lunghe fino a 3 cm inserite direttamente sul ramo disposte a doppio pettine, fitte con aspetto “cadente”.


Come si riproducono le Conifere?

Le conifere sono per lo più piante monoiche, cioè la riproduzione è affidata a fiori maschili e femminili separati, portati da un unica pianta, definiti “coni” che derivano da foglie aghiformi modificate. I coni maschili, per lo più piccoli ma numerosi, producono grandi quantità di polline che viene disperso dal vento in autunno (possiamo osservare nuvole o tappeti di polline giallo), mentre i coni femminili una volta fecondati si ingrandiscono e diventano duri (lignificano). Questi coni formati da un asse centrale ricoperto da squame legnose che proteggono il seme nudo, vengono comunemente chiamati pigne o strobili. A maturazione le squame si aprono e lasciano uscire i semi che vengono in genere dispersi dal vento. Non tutte le conifere producono pigne. Ad esempio: il Tasso ha semi solitari avvolti da una struttura carnosa rossa simile ad una bacca definita arillo e il Ginepro produce delle pseudo bacche verdi poi nere o violacee. Forma, grandezza e posizione dei coni sono un carattere distintivo delle varie specie di conifere. Da ricordare inoltre che sia il Tasso che il Ginepro, a differenza delle altre Conifere, sono piante dioiche cioè con alberi maschili che producono il polline e alberi femminili che producono le “pseudo bacche”.

Indice delle Conifere più diffuse

 

Latifoglie

Con il termine di Latifoglie si intendono alberi o arbusti, erbacei o legnosi, caratterizzati da “foglie grandi”, non aghiformi. Sono piante più evolute, rispetto alle Conifere, comparse in un secondo tempo dell’evoluzione (circa 200 – 150 milioni di anni fa) e rappresentano le piante più diffuse ed importanti sia dal punto di vista ecologico che economico. Le loro caratteristiche principali sono:

  • foglie grandi che, indipendentemente dalla forma, alle nostre latitudini cadono nei mesi invernali (alberi caducifoglie o a foglie decidue); esistono tuttavia molte latifoglie con foglie perenni, sempreverdi, soprattutto se sono originarie da zone calde;
  • gli alberi delle latifoglie presentano in genere un tronco principale ramificato che produce una chioma più o meno ampia (non hanno crescita monopodiale come le Conifere);
  • la riproduzione avviene tramite fiori veri unisessuali (amenti) o ermafroditi (con stami e pistilli) che consentono una impollinazione non solo aspecifica tramite il vento, ma anche con vettori quali insetti (api, farfalle, bombo, mosche ….), piccoli uccelli (colibrì) e pipistrelli (impollinano il 70% delle piante tropicali commestibili), per una fecondazione più mirata ed efficiente;
  • i semi sono contenuti all’interno dei frutti che derivano dalla trasformazione del fiore, strutture fondamentali per la crescita e dispersione dei semi ad opera del vento, dell’acqua o di animali. Per questa loro fondamentale caratteristica rientrano nel grande gruppo delle   Angiosperme (= seme protetto). I frutti assumono un aspetto molto differente nelle varie famiglie (samare, legumi, frutti carnosi = drupe, frutti secchi …).


Le Latifoglie (angiosperme) comprendono un elevato numero di famiglie con oltre 250 mila specie di piante. Limitiamo la nostra trattazione agli alberi presenti nel Parco Centrale e nel Giardino della Scuola Montessori di Bollate rimandando alle relative schede botaniche senza soffermarci su ulteriori suddivisioni botaniche.

 

Guarda gli Alberi presenti nel Parco Centrale M.L.King o nel giardino della Scuola Montessori di Bollate