Specie / Generi di Latifoglie Sempreverdi presenti in questa pagina

  1. AGRIFOGLIO
  2. AGRUMI – CITRUS
  3. ALLORO
  4. BOSSO
  5. LAUROCERASO
  6. MAGNOLIA GRANDI FLORA
  7. NESPOLO DEL GIAPPONE
  8. PYRACANTHA
  9. ULIVO

Famiglia delle AQUIFOLIACEAE

AGRIFOGLIO (Ilex aquifolium)

Sinonimi: Aquifoglio, Alloro spinoso, Pungitopo maggiore — Provenienza: Europa centro meridionale, bacino del Mediterraneo, sponde del Mar Nero — Famiglia: Aquifoliacee

Esemplari a Bollate: Parco centrale, Scuola Montessori

Piccolo albero “sempreverde” che può vivere anche fino a 300 anni o più, più spesso arbusto che può raggiungere anche 8÷10 m sempre con tronco diritto, rami perpendicolari al tronco, corteccia verde liscia negli alberi più giovani, grigia con tendenza alla desquamazione nelle piante più vecchie.

Foglie: persistenti anche in inverno con apice spinoso, coriacee, lucide di colore verde scuro nella parte superiore, più chiare nella parte inferiore. Ovalari lunghe 5-10 cm e larghe 2-5 cm con apice appuntito e margine quasi liscio nei rami più alti, ondulate con bordo spinoso (6÷8 spine per lato) nei rami più bassi per difendersi dal morso degli animali. Sul ramo le foglie sono alterne, semplici con breve picciolo.

Fiori: è una pianta dioica, cioè organi riproduttori femminili e maschili portati da piante differenti; i fiori sono piccoli, bianchi con 4 petali, raccolti in mazzetti che fioriscono su gemme ascellari in maggio-giugno. I fiori della pianta maschile sono dotati di 4 stami con antere cariche di polline, mentre i fiori della pianta femminile sono dotati solo di pistillo e ovario verde scuro; vengono impollinati prevalentemente da api.

Frutti: sono drupe, portate solo dalle piante femminili, presentano un diametro inferiore al centimetro e contengono 4 piccoli semi tossici se ingeriti. Le drupe compaiono in autunno ed assumono un bel colore rosso vivo in inverno, che, in netto contrasto con il fogliame verde, costituiscono un chiaro richiamo per gli uccelli (merli e tordi) che si cibano delle bacche e disperdono poi i semi con gli escrementi. Le drupe sono tossiche per l’uomo.

Utilizzo/Particolarità: Utilizzato a scopo ornamentale e come decorazione augurale nelle festività natalizie. Per gli antichi rappresentava un augurio di lunga vita e, piantato vicino a casa, la proteggeva dai malvagi. Oggi sono state coltivate varietà senza spine o con le foglie variegate bianco-giallo (varietà Aureomarginata). Esiste anche una particolare varietà di agrifoglio sudamericano, Matè, che ha foglie poco spinose dalle quali, una volta essiccate e tostate, si ricava un ottimo infuso eccitante.
Il legno è di un bel colore grigio, facile da lavorare, viene scolpito facilmente e utilizzato per la fabbricazione di soprammobili.

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Ultimo agg.: 26 Nov 2021

Famiglia delle RUTACEAE

AGRUMI (genere CITRUS)

Provenienza: Cina meridionale e sud est asiatico – Famiglia: Rutaceae

Con il termine Agrumi si intendono alberi e arbusti per lo più sempreverdi appartenenti al genere Citrus della famiglia delle Rutaceae; da studi genetici si è stabilito che sono per lo più il risultato di incroci di sole tre specie: il cedro, il mandarino e il pomelo (citrus maxima, antico agrume a forma di pera). Originari della Cina meridionale e del sud est asiatico si sono ampiamente diffusi in tutta Europa: secondo alcune teorie sarebbe stato importato in Europa nel XV secolo da marinai portoghesi, e da qui il nome dialettale di portugal dato all’arancio dolce.

Gli Agrumi comprendono un elevato numero di specie coltivati soprattutto per il frutto, ma anche a scopo ornamentale e paesaggistico; fra queste ricordiamo:

  • Citrus sinensis o arancio dolce che è l’agrume attualmente più coltivato nel mondo
  • Citrus aurantium o arancio amaro utilizzato come portainnesto di altri agrumi o come pianta ornamentale nei viali di città del centro sud-Italia. Dai suoi fiori si estrae l’essenza di zagara
  • Citrus paradisi o pompelmo
  • Citrus reticulata o mandarino
  • Citrus limon o limone
  • Citrus medica o cedro che in alcune varietà produce frutti lunghi sino a 30 cm
  • Citrus Japonica o Fortunella japonica o Kumquat o mandarino cinese presenta foglie lanceolate lunghe sino a 10 cm e frutti commestibili grandi poco più di una grossa oliva da tavola dal rinfrescante gusto agrodolce.

Fra gli ibridi più comuni ricordiamo:

  • Citrus × bergamia o bergamotto
  • Citrus × clementina o clementina
  • Citrus x myrtifolia o chinotto
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ARANCIO DOLCE (Citrus sinensis)

Sinonimi: Provenienza: Cina meridionale – sud est asiatico – Famiglia: Rutaceae

Esemplari a Bollate: Parco Expo 2015 (varietà ornamentale)

L’albero ha una chioma compatta, rotondeggiante e può raggiungere gli 8-10 metri di altezza; in alcuni cultivar i rametti possono presentare delle spine appuntite. E’ un antico ibrido (più di 4000 aa fa) risultato di un incrocio tra il pomelo e il mandarino. Oggi è l’agrume più coltivato nel mondo.

Foglie: alterne, ovate, lucide e coriacee, verde intenso, lunghe 5-7 cm, presentano un picciolo leggermente alato.

Fiori: di circa 2 cm bianchi e intensamente profumati (zagare), melliferi, compaiono in primavere come elementi singoli o riuniti in gruppi fino a sei per infiorescenza all’ascella foliare. I germogli sono sempre verdi, mai rossastri e possono presentarsi in contemporanea ai frutti.

Frutti: detti “arancio” come l’albero o arancia dolce per distinguerla dall’arancia amara, arrivano a maturazione nell’autunno o nell’inverno successivo. In alcuni casi i frutti dell’anno precedente possono essere ancora sulla pianta durante la fioritura successiva. Sono rotondi di 5-7 cm di diametro con buccia e polpa tipicamente arancione o rossa a seconda del tipo: ovale, biondo comune, navelina, washington, navel hanno la polpa bionda, altri moro, tarocco, sanguinello hanno la polpa rossa per i pigmenti antocianici in essi contenuti. La parte edibile e succosa è suddivisa in 8-10 spicchi e al suo interno sono presenti i semi. Oggi vengono coltivate varietà prive di semi per andare incontro alle esigenze dei consumatori.

Utilizzo/Particolarità : Le arance dolci non vengono consumate solo come frutta fresca ma, soprattutto quelle a polpa bionda, vengono utilizzate per la produzione di succhi, canditi, marmellate, frutta essiccata e liquori. Utilizzata anche in cucina per ricette raffinate.
Possono essere coltivate anche in vaso o come piccoli arbusti a scopo ornamentale, da ricoverare in serra nel periodo invernale perché temono il gelo.

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LIMONE (Citrus limon )

Provenienza: Asia centrale — Famiglia: Rutaceae

Secondo alcuni studi genetici, il limone è un ibrido che deriva dall’incrocio tra l’arancio amaro e il cedro. E’stato introdotto in Europa dagli Arabi.
Albero con chioma globosa che raggiunge i 3 – 6 metri di altezza. I rami giovani, con sezione non circolare ma costoluta, irregolare, presentano evidenti formazioni spinose.Foglie: persistenti, alterne, ellittiche (6-12 cm) con margine debolmente dentato e apice acuto, hanno una consistenza coriacea, rossastre quando sono giovani, di colore verde scuro lucido quando invecchiano (più chiare nella pagina inferiore); il picciolo è leggermente alato.I Fiori sono bianchi con 5 petali , solitari o in coppie, dolcemente profumati, nascono all’ascella delle foglie; in condizioni climatiche favorevoli sono prodotti praticamente tutto l’anno ma più abbondanti in primavera e a fine estate.Il Frutto è giallo all’esterno e quasi incolore all’interno, di forma sferica-ovale, spesso con estremità appuntita. La buccia, ricca di essenze aromatiche e di oli, può essere da molto ruvida a liscia, più o meno foderata all’interno con una massa bianca spugnosa detta albedo. La parte edibile aspra e succosa (esperidio) è suddivisa in 8-10 spicchi e al suo interno contiene i semi. Oggi vengono coltivate varietà prive di semi per andare incontro alle esigenze dei consumatori.
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Ultimo agg.: 26 Nov 2021

Famiglia delle LAURACEAE

ALLORO (Laurus nobilis “Aurea”)

Sinonimi: lauro, melauro — Provenienza: Asia Minore e bacino del Mediterraneo — Famiglia:  Lauraceae

Esemplari a Bollate: Parco Camilleri, Scuola Marco Polo, Scuola Montessori

Piccolo albero o arbusto “sempreverde” che può raggiungere anche i 20 metri di altezza con chioma densa e rami espansi. La corteccia è verde liscia negli esemplari giovani, più scura, bruno-grigiastra in quelli più vecchi. E’ un albero poco longevo perché vive in media circa 100 anni.

Foglie: alterne, lunghe 5-12 cm e larghe 2-5 cm, persistenti, ovalari con margine un po’ spiegazzato, coriacee; lucide di colore verde scuro nella parte superiore, opache e più chiare nella parte inferiore. Quando sono schiacciate emettono un profumo dolce e aromatico.

Fiori: è una pianta dioica, con fiori maschili e femminili portati su piante differenti. I fiori sono piccoli , giallo tenue o giallo-verdognoli, profumati, compaiono in marzo-aprile tra la foglie e il ramo, a mazzetti nella regione ascellare. L’impollinazione è anemofila.

Frutti: bacche ovali (drupe) peduncolate di 1-2 cm, verde scuro che diventano nere e lucide a maturità in autunno e persistono a lungo sui rami. In ogni bacca è contenuto un solo seme, che viene diffuso dagli uccelli.
La moltiplicazione avviene molto facilmente sia dai polloni che per talea.

Utilizzo/Particolarità: Usato nell’antichità come simbolo di gloria e fama. Con l’alloro venivano intrecciate corone per incoronare imperatori, atleti, poeti. Anche noi cingiamo d’alloro chi ha meritato un riconoscimento pubblico e per i neolaureati.
Il legno è duro, omogeneo, ben lucidabile perciò viene utilizzato anche in ebanisteria.
L’albero viene utilizzato a scopo ornamentale per siepi e bordure. Le foglie e i frutti, dotati di intensa profumazione aromatica per la loro ricchezza di oli essenziali, vengono utilizzati in cucina, in profumeria e nella produzione di saponi.
Fin dall’antichità è tra gli aromi più utilizzati in cucina! Dell’Alloro si utilizzano le foglie sia fresche che essiccate. L’Alloro è ideale per l’abbinamento con molti piatti: dalle minestre, alle carni, al pesce. Eccellente anche per insaporire i legumi e i carciofini sott’olio!
L’Alloro è un ottimo antinfiammatorio per i dolori reumatici, ma è utile anche per limitare molti disturbi respiratori e digestivi.

Per saperne di più: Wikipedia ——Agraria.orgActaPlantarum

Ultimo agg.: 26 Nov 2021

Famiglia delle BUXACEAE

BOSSO COMUNE (Buxus sempervirens )

Sinonimi: mortella, bossolo — Provenienza: Europa, Nord-Africa e Asia occidentale. — Famiglia: Buxaceae

Esemplari a Bollate: Parco Camilleri

Arbusto sempreverde, cespuglioso o a più fusti, di altezza variabile tra i 2 e 4 m; può vivere anche 500 anni. Molto diffuso dalla penisola iberica alla penisola balcanica. Cresce selvatico in terreni assolati o ombrosi dalle pianure alle montagne.

Foglie: opposte, molto fitte, ovate lunghe sino a 2 cm, coriacee, lucide, a cucchiaio, di colore verde scuro nella pagina superiore.

Fiori: insignificanti glomeruli ascellari o apicali bianco-verdognoli; la pianta fiorisce generalmente da marzo fino a maggio.

Frutti: sono piccole capsule grinzose, brune, di 1 cm che contengono piccoli semi velenosi.

Utilizzo/Particolarità : Cresce lentamente ma è apprezzato come pianta ornamentale per giardini dove spesso viene potato in forme artistiche stravaganti. Tutte le parti della pianta, in particolare le foglie, i semi e le radici sono tossiche se ingerite in quantità elevate. Il suo legno è durissimo, di colore giallo, liscio, molto pregiato. Un tempo si fabbricavano le tavolette da scrittura e le pissidi, cioè le coppe per la conservazione delle ostie consacrate. Oggi il legno è impiegato per la costruzione di strumenti musicali a fiato, per sculture lignee, per ebanisteria e intarsio e per modellismo navale.

Per saperne di più: Wikipedia —- Codiferro Garden

Ultimo agg.: 26 Nov 2021

LAUROCERASO (Prunus laurocerasus)

Sinonimi: Lauro regio, Lauro imperiale — Provenienza:Asia Minore, Europa sud-orientale e Medio Oriente — Famiglia: Rosaceae

Esemplari a Bollate: Parco centrale, Scuola Montessori, Scuola Marco Polo, Giardino dei Giusti

Alberello sempreverde che può raggiungere i 15 metri di altezza, ma più frequentemente cespuglio o arbusto con chioma ovale o globosa dal tronco ramificato sin dalla base, molto robusto. La corteccia è bruno-nerastra, ruvida. Può vivere anche più di 100 anni.

Foglie: alterne, persistenti anche in inverno, coriacee, spesse anche 1-1,5 mm, oblunghe e tondeggianti verso l’apice (10-15 cm x 3-8cm), con margine liscio o con piccola seghettatura e apice appuntito. Le foglie sono verde scuro, lucide, molto più chiare quando giovani, tutte con faccia inferiore più chiara.

Fiori: i fiori sono bianchi raccolti in una infiorescenza eretta a racemo di 8-10 cm, ermafroditi, dal profumo pungente, gradevole. La fioritura si realizza tra marzo e maggio.

Frutti:

drupe tossiche, grandi come piselli, che quando maturano in autunno assumono una colorazione nero-violacea.

Utilizzo/Particolarità: Viene utilizzato per siepi o come arbusto ornamentale per le sue foglie persistenti a rapido accrescimento. Tollera il freddo e le drastiche potature. Si ricorda che è tossico in tutte le sue parti (acido cianidrico).

Per saperne di più: Wikipedia

Ultimo agg.: 26 Nov 2021

MAGNOLIA (Magnolia grandiflora)

Provenienza: America Settentrionale — Famiglia: Magnoliaceae

Esemplari a Bollate: Parco Centrale, piazza della Chiesa

La magnolia è un albero sempreverde, maestoso, a lento accrescimento, che può raggiungere i 37 metri di altezza. Si presenta con una chioma piuttosto ampia, a forma di cono, di 5-8 metri di diametro; il tronco è diritto, con la corteccia grigio scura o marrone chiara, ruvida e spessa, e può raggiungere 1,5 m di circonferenza.

Le foglie sono persistenti, alterne, con margine intero, lunghe 10-20 cm; la lamina è coriacea, di forma ellittica o obovata, verde scura e lucida superiormente, ferruginosa nella pagina inferiore.

I fiori sono grandi (15-25 cm di Ø), solitari che spiccano fra il fogliame lucente; sono molto profumati, di colore bianco-crema e di consistenza cerosa. Si presentano da maggio a luglio.

Il frutto è a forma di pigna, di 7-10 cm, contenente semi rossastri che si liberano a maturazione.
Originaria delle regioni atlantiche degli Stati Uniti e del Golfo dei Messico, fu introdotta in Europa agli inizi del XVIII secolo; il nome ricorda Pierre Magnol (1638-1715), direttore dei Giardino Botanico di Montpellier.

Le Magnoliaceae sono considerate dai botanici piante ‘primitive’ in quanto sono una famiglia molto antica e probabilmente appartengono alle prime Angiosperme apparse sulla Terra.

Utilizzo/Particolarità: è coltivata in parchi e giardini per la sua bellezza e per la resistenza all’inquinamento atmosferico. L’industria cosmetica utilizza le proprietà fragranti dei fiori nella fabbricazione di profumi e oli. Il legno chiaro viene utilizzato in falegnameria, perché facile da lavorare e durevole.

Per saperne di più: Acta PlantarumWikipedia

Ultimo agg.: 26 Nov 2021

NESPOLO DEL GIAPPONE (Eriobotrya Japonica)

Sinonimi: Nespolo Japonico– Provenienza:Giappone e Cina, dall’800 diffuso anche in Europa — Famiglia: Rosaceae

Esemplari a Bollate: Giardino dei Giusti, Scuola Marco Polo, Scuola Montessori, Parco Centrale (giro esterno),

Albero sempreverde dalle ridotte dimensioni (fino a 8-10 metri) con chioma ampia tendenzialmente sferica, tronco diritto, corteccia grigio scura. Ne esistono molte varietà ottenute in serra (cultivar) per valorizzare l’aspetto ornamentale o il sapore. Non va confuso con la “nespola comune” (Mespilus germanica) anch’essa rosacea, oggi raramente coltivato e commercializzato.

Foglie: persistenti ovalari di dimensioni elevate (sino a 25 cm x 10 cm), appuntite, coriacee, rugose, con nervature evidenti; sono di colore verde scuro e lucide nella pagina superiore mentre la pagina inferiore è verde pallido, pelosa.

Fiori: compaiono nel tardo autunno (da fine ottobre-novembre) all’apice dei rami e durano anche fino a febbraio. Sono infiorescenze formate da fiori ermafroditi di ridotta dimensione, bianco crema, rosati, molto numerosi, coperti da fitta peluria e portano 20 stami e 5 pistilli. Sono molto amati dalle api che li impollinano nel tardo autunno.

Frutti: sono pomi (drupe) che iniziano a formarsi nel tardo autunno e maturano all’inizio della  primavera. Sono simili per colore e dimensioni alle albicocche con forma a uovo, buccia piuttosto sottile, poca polpa arancione di sapore dolce insipido e contengono 1-5 grandi semi centrali.

Utilizzo/Particolarità: albero molto amato sia per i suoi dolci frutti sia  per le sue qualità ornamentali grazie alle sue foglie presenti anche in inverno, all’infiorescenza profumata invernale e per i frutti colorati in primavera. I nespoli sono delle piante rustiche e, per tale ragione, sono in grado di sopportare senza problemi il gelo delle nostre regioni. Crescono meglio nelle regioni calde dove fiori e frutti durano più a lungo e viene prodotto un buon miele.

Per saperne di più: Acta Plantarum ————– Wikipedia ————–Agricoltura.org

Ultimo agg.: 26 Nov 2021

PYRACANTHA (Pyracantha Coccinea)

Sinonimi: agazzino (anche Cotoneaster pyracantha) — Provenienza: Cina — Famiglia: Rosaceae

Esemplari a Bollate: Parco Camilleri

Arbusto sempreverde o caducifoglia in climi freddi a crescita rapida raggiunge rapidamente 2-3 metri d’altezza. Ne esistono molte varietà differenti. Ha portamento eretto, i rami di colore marrone scuro si sviluppano spesso in modo disordinato, producendo una densa chioma tondeggiante; sono muniti di lunghe spine acuminate.

Foglie: di piccole dimensioni, di colore verde scuro, ovali, talora arrotondate senza apice, lucide, leggermente coriacee, con margine liscio o lievemente dentato. Cadono in primavera all’emissione delle nuove foglie.

Fiori: compaiono in tarda primavera, sono bianchi con 5 petali (tipico delle rosaceae), con sepali brevi, non sovrapposti, con lunghi stami ed antere scure; sono disposti a corimbi talora molto fitti da fasciare completamente i rami. L’impollinazione avviene tramite insetti in particolare le api.

Frutti: sono piccoli pomi (drupe) con diametro di circa 5-8 mm; possono essere rossi, gialli o arancioni a seconda delle varietà. Possono rimanere sui rami fino alla primavera successiva. Sono commestibili.

Utilizzo/Particolarità : utilizzata soprattutto a scopo ornamentale, spesso usata per costituire siepi impenetrabili; molto decorativa anche come esemplari singoli. Molto robusta, sopporta bene le potature.

Per saperne di più: Wikipedia —- ActaPlantarum

Ultimo agg.: 26 Nov 2021

 

ULIVO (Olea europaea)

Sinonimi: Olivo — Provenienza: sud caucasica (12.000 a.C.), successivamente bacino del Mediterraneo — Famiglia: Oleaceae
Esemplari a Bollate: Scuola Marco Polo, Scuola Montessori, Giardino dei Giusti

Albero sempreverde con fase vegetativa pressoché costante anche nel periodo invernale. Cresce molto lentamente ma è molto longevo: in condizioni climatiche favorevoli un olivo può raggiungere i 15-20 metri di altezza,  e diventare millenario perchè il tronco danneggiato può rigenerare con facilità. Presenta un fusto cilindrico, contorto e nodoso che con l’età frequentemente diventa cavo. La corteccia è grigio scuro e il legno è duro e pesante. Chioma ampia con rami sia ascendenti che penduli.
La specie è suddivisa in due sottospecie, l’olivo coltivato (Olea europaea sativa) e l’oleastro (Olea europaea oleaster).Foglie: opposte, coriacee, semplici, di forma ellittico-lanceolata, con breve picciolo e margine intero. La faccia superiore è liscia verde chiara, la faccia è inferiore bianco-argentea per la presenza di peli chiari.Fiori: riuniti in una infiorescenza a grappolo, chiamata mignole, compare già in marzo-aprile all’ascella delle foglie. La fioritura vera e propria si realizza in maggio-giugno quando si aprono i fiorellini ermafroditi con corolla di petali bianchi.Frutti: drupe ellissoidali o ovoidali, a volte asimmetriche, di colore dapprima verde, che diventano rosso violacee a maturazione in ottobre-novembre con polpa oleosa adesa al nocciolo.

Utilizzo/Particolarità: fu utilizzato fin dall’antichità per l’alimentazione umana. La pianta inizia a dare i suoi frutti dopo 3-4 anni, ma la produttività viene considerata buona verso il 9º–10º anno anche se la maturità è raggiunta dopo 50 anni. Le olive vengono utilizzate nelle nostre tavole dopo un trattamento specifico per ridurne l’amaro o vengono spremute per ricavarne l’olio. Per avere un prodotto molto aromatico, la raccolta delle olive deve avvenire prima della completa maturazione.
Il legno, duro e levigabile, viene utilizzato per utensili e lavori di ebanisteria.

  • Nella regione a sud-ovest della Sardegna, nella compagna di Villamassargia (CI), si erge un bosco di ulivi secolari piantati dai monaci benedettini tra il 1300 e 1500. Tra questi spicca “Sa Reina” (in sardo “la regina”) un ulivo “Monumentale” con circonferenza del fusto di 10 metri, altezza di 8 metri, che possiede tre caratteristiche monumentali: età, pregio, valore storico.
Per saperne di più: Wikipedia ————–Agraria.org

Ultimo agg.: 26 Nov 2021

Ultimo agg.: 24 Nov 2021